Perugia torna nella rete RE.A.DY per prevenire e contrastare l’omotransfobia

“È preciso dovere delle istituzioni mettere in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare le discriminazioni senza tentennamenti, ed è esattamente quello che faremo”. 10 anni fa l'addio voluto dall'ex giunta di centrodestra.

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Perugia torna nella rete RE.A.DY per prevenire e contrastare l'omotransfobia - Vittoria Ferdinandi - Gay.it
Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia
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Dopo 10 anni di inattività il Comune di Perugia ha ufficialmente riattivato la propria presenza all’interno della rete RE.A.DY, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Durante il Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, l’assise ha approvato l’ordine del giorno presentato da tutti i capi gruppo di maggioranza e illustrato dal Consigliere delegato Pd Lorenzo Ermenegildi Zurlo, che impegna l’amministrazione a riattivare la propria presenza nella Rete. 19 i voti favorevoli e 7 quelli contrari. Ermenegildi Zurlo ha fatto riferimento ad una campagna denigratoria che lo ha interessato in prima persona, in quanto persona queer, sottolineando come non tutti possano contare sul sostegno da lui ricevuto. Proprio per questo è stato presentato l’odg, poi approvato.

Cos’è la rete RE.A.DY?

Della Rete RE.A.DY., fondata a Torino nel 2006, fanno già parte centinaia di amministrazioni locali di ogni colore politico in tutto il territorio nazionale, con lo scopo di creare uno spazio di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi finalizzate al riconoscimento e alla promozione dei Diritti Umani delle persone LGBTQIA+.

Attraverso una struttura leggera, orizzontale e partecipata, la RE.A.DY invita tutti i partner a contribuire in modo attivo alla sua gestione e sviluppo, valorizzando e mettendo in rete le azioni positive, gli atti e i provvedimenti amministrativi antidiscriminatori LGBT adottati a livello territoriale.

Perugia e l’addio alla rete RE.A.DY

Nel 2007 l’Amministrazione comunale di Perugia aveva approvato la Carta d’Intenti per la costituzione della Rete Re.a.dy. Il Piano Triennale di Azioni positive 2014 – 2016 (DG 495 del 23.12.2013), all’obiettivo “Prevenire e contrastare le discriminazioni e il fenomeno della violenza di genere”, aveva previsto, attraverso apposite linee di intervento, di sviluppare iniziative e buone prassi tese a prevenire i rischi di violenza rispetto all’orientamento sessuale e a favorire la diffusione di conoscenze sulla cultura queer e sulle famiglie arcobaleno. Il Comune di Perugia, con la giunta di centrodestra guidata da Andrea Romizi, nel successivo Piano Triennale di Azioni positive 2017 – 2019 ritenne di non voler confermare tali impegni.

La segreteria nazionale di Rete Re.a.dy, nel 2020, ha poi provveduto ad avviare la procedura di sospensione per inattività per il Comune di Perugia, posto nella condizione di partner “inattivo” sul finire del 2021. Poiché non è mai stato deliberato il recesso dalla Rete, l’Amministrazione potrà, senza bisogno di ulteriori atti o deliberazioni, rinnovare e confermare la propria volontà di adesione e riprendere così a svolgere attività volte al superamento delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Tenuto anche conto che la sindaca Vittoria Ferdinandi ha istituito, per la prima volta nella storia del Comune di Perugia, la delega alle “Politiche LGBTQIA+” e che nelle Linee programmatiche 2024-2029 è stata posta particolare attenzione alle tematiche dei diritti civili, al contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere, l’odg impegna l’amministrazione a porre in essere ogni necessaria azione per riattivare di nuovo la partnership con la Rete, ribadendo e rinnovando la volontà di adesione piena e attiva del Comune di Perugia.

La soddisfazione del Pd

Il capogruppo del Partito Democratico e delegato alle Politiche LGBTQIA+ e antidiscriminazioni del Comune di Perugia, Lorenzo Ermenegildi Zurlo, ha espresso la propria “soddisfazione per l’approvazione, avvenuta nella seduta consiliare di oggi, dell’ordine del giorno, di cui il consigliere è primo firmatario, con il quale si è impegnata la giunta a riattivare l’adesione del Comune di Perugia alla RE.A.DY; adesione avvenuta nel 2007 e successivamente sospesa per l’inerzia della precedente giunta”. “Con questo atto – sottolinea il consigliere Ermenegildi – il Comune di Perugia torna ad essere parte attiva nella tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+. La RE.A.DY  offre alle amministrazioni locali uno spazio di condivisione e interscambio di buone prassi in tema di sensibilizzazione rispetto al mondo LGBTQIA+. Aspetti questi che l’Amministrazione comunale precedente aveva trascurato, tanto da portare alla sospensione dell’adesione del Comune per prolungata inattività”. “Il voto di oggi  non solo sana gli effetti dell’inattività degli scorsi anni, ma costituisce un passo decisivo anche per l’attuazione delle linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione, nelle quali particolare attenzione trovano i diritti civili, il contrasto alle discriminazioni ed alla violenza di genere”. “È preciso dovere delle istituzioni mettere in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare le discriminazioni senza tentennamenti, ed è esattamente quello che faremo”.

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Le parole di Stefano Bucaioni sul ritorno di Perugia nella rete RE.A.DY

“Questo passaggio è simbolico e al tempo stesso sostanziale”, ha commentato Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos LGBTI. “Per dieci lunghi anni l’amministrazione Romizi aveva congelato la propria adesione alla rete, così come aveva congelato qualsiasi politica di supporto e di lotta alle discriminazioni verso la comunità LGBTQIA+. Finalmente, con l’amministrazione Ferdinandi, voltiamo pagina e torniamo ad essere una città inclusiva e attenta ai bisogni e alle aspirazioni di tutte le sue cittadine. Questa adesione è prima di tutto un segnale a tutte le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans*, queer, intersex della nostra città: il Comune di Perugia è finalmente al nostro fianco e lavorerà affinché discriminazioni e violenze vengano rimosse. Oggi è stata scritta una bella pagina della nostra città e per questo ringraziamo il Consigliere Ermenegildi Zurlo, l’Assessora Spera, la Sindaca Ferdinandi e tutta la maggioranza che ha sostenuto questo importante passo avanti“.

Mentre accogliamo con soddisfazione la determinazione e compattezza dell’attuale maggioranza che guida il Comune di Perugia – ha proseguito il presidente di Omphalos LGBTI – non possiamo che notare che il centro destra perugino rimane sempre ancorato a vecchie ideologie, che non gli permettono di votare neanche un provvedimento il cui obiettivo è la lotta alle discriminazioni. Quando si tratta di affrontare discriminazioni e violenze verso la nostra comunità, negli interventi delle consigliere e dei consiglieri di centro destra c’è sempre un “ma”. Tante belle parole su quanto importante sia la lotta alle discriminazioni, per poi puntualmente votare contro qualsiasi provvedimento che va in quella direzione. Un atteggiamento che continua a qualificare la loro proposta politica: intollerante e sprezzante verso tutto ciò che non si riconosce nel loro modello di riferimento“.

Le reazioni contrarie da destra

Da destra, infatti, sono arrivati i voti contrari. Nicola Volpi di Fratelli d’Italia, dopo aver espresso vicinanza a Ermenegildi Zurlo, ha affermato che ogni tipo di aggressione e discriminazione è senz’altro un atto da denunciare in tutte le forme e in tutti i consessi, ma è lecito avere perplessità rispetto ad alcuni aspetti della Carta d’intenti, soffermandosi sulla libertà di educazione.

Elena Fruganti (FdI) ha auspicato che l’adesione alla Rete e la messa in campo di iniziative specifiche tengano conto delle sensibilità di tutti i cittadini, visto che la Carta d’intenti apparirebbe a suo dire come una sorta di delega in bianco. Non è dato sapere, sostiene Fruganti, quali saranno le politiche che di anno in anno il Comune attuerà. Inoltre, siccome si dice che la Rete si farà portavoce delle istanze del Comune presso il governo, la consigliera ha chiesto che sia assicurata una condivisione in materia.

Nei giorni scorsi ha fatto rumore a Perugia l’intervento della consigliera di Fratelli d’Italia Clara Pastorelli, che ha domandato in aula se la tutela dei diritti LGBT possa causare disturbi alimentari.

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