Polonia sempre più omofoba: vietato il riconoscimento dei figli delle coppie gay

La Polonia si conferma sempre più tra gli ultimi posti quando si parla di diritti civili.

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La Polonia non è un paese per omosessuali. E’ un dato di fatto, già da troppi anni, ormai. Nonostante non sia prevista la pena di morte o una pena detentiva come in altri Stati, la vita della comunità LGBT in Polonia non è certo facile. E come sempre, la politica vuole contribuire a non permettere che anche un solo diritto venga concesso. Dal 1997, il matrimonio è previsto solo tra uomo e donna, secondo l’articolo 18 della Costituzione. Non sono previste unioni civili, coppie di fatto o altre forme di unione.

E adesso, il ministro della Giustizia ha una nuova idea: vietare categoricamente le adozioni per le famiglie gay. Nel dettaglio, vuole impedire la trascrizione degli atti di status civile all’anagrafe. Ma solo per le coppie gay che abbiano avuto un figlio all’estero. Si tratta della trascrizione che in Italia si segnala sempre più spesso, e che talvolta deve essere ordinata da un giudice, quando il sindaco del Comune nega questa possibilità. Non essendoci in Polonia dei diritti LGBT, la situazione è più complicata.

Ma anche in Polonia i giudici avevano ordinato la trascrizione

Il ministero della Giustizia ha deciso di imboccare questa strada dopo che alcuni giudici aveva iniziato a ordinare la trascrizione degli atti all’Ufficio Anagrafe dei Comuni, proprio come avvenuto in Italia. Un atto però che andrebbe contro la legge polacca, ma non c’è una norma che lo vieta espressamente. 

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Questo è un duro attacco della politica alla comunità LGBT, come conferma il vice ministro della Giustizia, Marcin Romanwski, al quotidiano Nasz Dziennik:

La legge sui documenti relativi allo stato civile dovrebbe essere modificata in modo da escludere esplicitamente la possibilità di iscrizione di adozioni da parte di coppie omosessuali, vale a dire la trascrizione di atti di status civile stranieri contrari ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico polacco.

Non molto tempo fa, lo stesso premier aveva dimostrato tutta l’omofobia che invade la Polonia fomentando l’odio e parlando di un attacco alla famiglia, ai bambini e alla loro sessualità da parte della comunità LGBT, la quale avrebbe importato dall’estero nuovi valori con il solo intento di distruggere quelli tradizionali polacchi.

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