Solo due giorni fa Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia nonché vicepresidente di Coalizione Civica, aveva annunciato che la sua città avrebbe iniziato a trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso di cittadini polacchi celebrati in altri Paesi dell’UE, come deciso dalla Corte Suprema Amministrativa di Varsavia e dalla Corte di Giustizia UE, e ieri ha mantenuto la sua promessa.
Varsavia registra il primo matrimonio egualitario
Jakub Cupriak-Trojan i Mateusz Trojan są małżeństwem! Nie tylko w Niemczech, gdzie wzięli ślub. Nie tylko w innych krajach UE uznających małżeństwa jednopłciowe. Od dziś również polskie państwo oficjalnie uznało ich małżeństwo! To przełom dla osób LGBT+ w Polsce! pic.twitter.com/eN2siAukno
— Magazyn LGBTQIA „Replika" (@magazynreplika) May 14, 2026
Il comune di Varsavia ha infatti riconosciuto un matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto in un altro Stato membro dell’Ue, in conformità con la giurisprudenza europea. Un evento storico. “Questa mattina abbiamo effettuato la prima trascrizione di un certificato di un matrimonio omosessuale, in conformità con le sentenze dei tribunali“, ha dichiarato Trzaskowski in una conferenza stampa presso il Municipio di Varsavia. “Come promesso, senza indugio, immediatamente.”
Nel diritto civile polacco, la trascrizione consiste nell’inserimento di un documento di stato civile straniero, come un certificato di nascita, di morte o di matrimonio, nell’anagrafe polacca. In Polonia non è consentito celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso sul territorio nazionale, così come ancora oggi non esistono le unioni civili. Trzaskowski ha aggiunto che tutte le pratiche sospese saranno riaperte. Le coppie a cui era stata precedentemente negata la registrazione potranno ripresentare la domanda.
“Abbiamo atteso le sentenze dei tribunali polacchi, che hanno confermato questa posizione e chiarito molti dubbi e interrogativi”, ha dichiarato. “Abbiamo una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dei tribunali polacchi, e io le applicherò“.
Il sindaco ha spiegato che Varsavia ha optato per un formato di registrazione in cui i dati di entrambi i coniugi siamo inseriti negli appositi campi del modulo di matrimonio. Ha spiegato che la città si è consultata con altri uffici di stato civile, funzionari e organizzazioni che si battono per i diritti LGBT prima di decidere il formato da utilizzare. Ha inoltre accolto con favore l’annuncio del Primo Ministro Donald Tusk, secondo cui il governo adotterà un regolamento che standardizzerà la procedura a livello nazionale.
“Spero che ciò avvenga il prima possibile”, ha concluso Trzaskowski. I due coniugi ora finalmente registrati anche in Polonia, Jakub Cupriak-Trojan e Mateusz Trojan, hanno confermato di aver ricevuto le loro copie del certificato di matrimonio polacco. “Siamo lieti e speriamo che le prossime trascrizioni, attese da molte coppie, vengano effettuate senza inutili ritardi”, hanno dichiarato al sito OKO.press.
La Ministra per le Pari Opportunità, Katarzyna Kotula, ha dichiarato che i lavori per la normativa sono iniziati a novembre, dopo che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la Polonia deve riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso legalmente contratti in altri Stati membri dell’Unione Europea.
La normativa è già stata firmata dal Vice Primo Ministro e Ministro per la Digitalizzazione, Krzysztof Gawkowski. Il Ministro dell’Interno e dell’Amministrazione, Marcin Kierwiński, ha dichiarato giovedì che la controfirmerà nei prossimi giorni. Kotula ha affermato che la modifica del modulo del certificato di matrimonio è stata semplice. Il sistema definitivo dovrebbe includere tre versioni del modulo, relative a matrimoni tra una donna e un uomo, due donne o due uomini. Ha aggiunto che è necessario del tempo per testare il sistema e proteggere i dati dei cittadini.
Lo scorso ottobre il presidente polacco Karol Nawrocki, ultra conservatore, si è rifiutato di firmare la legge voluta dal governo Tusk per riconoscere diritti civili di base alle coppie non sposate, incluse quelle omosessuali. Secondo Nawrocki “Si tratta di un tentativo di creare un’alternativa al matrimonio”. La Polonia è uno dei 6 Paesi UE che non ha neanche le unioni civili, insieme a Bulgaria, Lettonia, Lituania, Romania e Slovacchia
La storica sentenza UE nata grazie a due cittadini polacchi
La Corte Suprema Amministrativa (NSA), il più alto tribunale amministrativo polacco, si era pronunciata a marzo a favore della registrazione del certificato di matrimonio di due uomini polacchi che si erano sposati legalmente a Berlino nel 2018. Sono stati loro a fare causa al governo polacco, perché discriminati dalla Costituzione polacca che definisce il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna. E hanno vinto. Prima in Europa, con la sentenza della Corte di Giustizia UE, e a seguire in patria con la sentenza della Corte Suprema, che ha ordinato la registrazione dei certificati di matrimonio tra persone dello stesso sesso contratti all’estero.
A fine 2025 la Corte di giustizia dell’UE ha sentenziato che tutti i Paesi membri devono riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in altri Stati UE, anche se tali matrimoni non sono riconosciuti dalla legislazione nazionale. La sentenza prese forma grazie al caso di due cittadini polacchi coniugati a Berlino, in Germania, che chiedevono la trascrizione del loro atto di matrimonio nel registro dello stato civile polacco, affinché fosse riconosciuto anche nel loro Paese. Le autorità competenti polacche rifiutarono la trascrizione perché il diritto polacco non autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso. I coniugi contestarono tale rifiuto. Investita della causa, la Corte amministrativa suprema polacca si rivolse alla Corte di giustizia, chiedendo se la normativa nazionale che non consente di riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto in un altro Stato membro né di trascrivere a tal fine il relativo atto di matrimonio nel registro dello stato civile fosse compatibile con il diritto dell’Unione. La sentenza della Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che il rifiuto di riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso viola il diritto alla libertà di circolazione e di soggiorno, nonché il diritto alla privacy.
Intervenendo pubblicamente prima di una riunione di gabinetto, martedì 12 maggio, il premier Donald Tusk si è scusato per quelli che ha definito “anni di rifiuto e umiliazione” subiti dalle coppie dello stesso sesso polacche. “Si tratta di una questione di dignità umana: il diritto alla felicità, il diritto alla parità di trattamento da parte dello Stato. Vorrei chiedere scusa a tutti coloro che, per molti, molti anni, si sono sentiti rifiutati e umiliati. Per molti anni, lo Stato non ha superato la prova”. Tusk ha aggiunto che il suo governo darà priorità al rispetto delle sentenze della Corte, sottolineando al contempo che qualsiasi modifica legislativa sarà attuata nel quadro della legislazione polacca vigente. Il premier ha esortato i politici polacchi “a rispettare la dignità di ogni essere umano e a ricordare che queste persone vivono intorno a noi, accanto a noi, tra noi, e meritano lo stesso rispetto, la stessa dignità e lo stesso amore di qualsiasi altra persona“. Varsavia, come anticipato dal suo sindaco, ha ieri rotto gli indugi registrando il primo storico matrimonio egualitario del Paese.
