La Biblioteca della Piscina di Alan Hollinghurst, la recensione

Un romanzo cult, erotico ma non solo: il gioco di specchi tra un 25enne benestante ossessionato dal sesso e un lord acciaccato desideroso di mettere nero su bianco le sue memorie.

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Ecco un romanzo gay cult che aveva colpito l’immaginario di chi negli anni 80-90 era adolescente, soprattutto per le scene di sesso descritte come le più belle e riuscite della letteratura omosex contemporanea. Stiamo parlando de La Biblioteca della Piscina di Alan Hollinghurst, un classico quasi austeniano uscito nel 1988 (in Italia l’anno successivo) e ambientato nella Londra pre-Aids dei primi anni ’80.

William è un 25enne benestante, nipote di un visconte entrato nella Camera dei Pari che gli ha lasciato la maggior parte del consistente patrimonio consentendogli di non lavorare. Adora fare sesso occasionale soprattutto con ragazzi di colore. È iscritto a un club non gay con palestra e piscina ma frequentato da vari omosessuali, il Corinthian Club detto The Corry. In un bagno pubblico soccorre un anziano colpito da infarto che si scopre essere nobile, Lord Nantwich. Costui gli propone di scrivere la sua autobiografia e gli consegna diari e lettere scritti di proprio pugno.

Qui inizia l’idea più felice del libro, una continua alternanza tra la descrizione della vita omosessuale degli anni Trenta, nella stesura della biografia del lord, e quella degli Ottanta, nel pedinamento del protagonista ossessionato dal sesso, quasi bulimico di carne palpitante.

Durante la narrazione fanno capolino anche personaggi celebri quali il compositore Benjamin Britten e il suo compagno Peter Pears nonché il romanziere Ronald Firbank.

La peculiarità migliore de La biblioteca della piscina è sicuramente il tratteggio di un erotismo carnale vitalmente esuberante, mai volgare ma davvero immaginifico e coinvolgente. Hollinghurst sa celebrare il corpo maschile con fantasia e vero culto dell’ammirazione, soprattutto per corpi torniti e di colore. La virilità diventa così non mero oggetto del desiderio ma una forza attrattiva quasi sacrale quando rivela pura bellezza.

Ma ricondurre La biblioteca della piscina all’etichetta di romanzo erotico sarebbe davvero riduttivo: questo potente romanzo regala un affresco storico di intensa liricità e testimonia lo stile di vita omosessuale confrontando con una pervicace ironia tutta british due epoche (anni Trenta e anni Ottanta) in cui la strada dei diritti gay ha intrapreso il suo corso, dall’omofobia repressiva tra le due Guerre all’edonismo disinibito e ribelle dell’epoca thatcheriana.

Memorabili i due personaggi principali: William, ricco e blasé, è descritto a tutto tondo come un vero e proprio cacciatore di ottima selvaggina maschile ma in realtà rivela un animo tenero divorato dalla solitudine; Lord Nantwich è un vero monumento alla vita gay aristocratica che attraversa quasi un intero secolo, rappresentata con vivida precisione.

Se non l’avete letto, dovete assolutamente recuperarlo.

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