Rica’tte Kanji, storia semplice di una lesbica giapponese

Esce con Renbooks "Rica'tte Kanji?! - Una novellina a Tokyo", storia autobiografica della fumettista Rica Takashima che racconta, in modo semplice e pulito la storia della giovane lesbica giapponese.

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Spesso si tende a dimenticare che il fumetto è un linguaggio, e in quanto tale il suo valore non sta nei bei disegni o nel linguaggio ricercato, ma nella sua capacità di comunicare con il lettore. Sicuramente avere dei disegni impeccabili può rendere tutto più gradevole all’occhio, ma non bisogna dimenticare che un fumetto riuscito non è tanto quello che ha dei disegni fantastici, ma quello che ha uno stile funzionale alla storia che vuole raccontare e – ovviamente – una bella storia da convertire in vignette e nuvolette. Per questo sarebbe sbagliatissimo liquidare un fumetto che – al primo impatto – sembra fatto giusto per riempire delle pagine bianche, perchè si rischierebbe di perdere l’opportunità di scoprire una piccola perla come Rica’tte Kanji?! – Una novellina a Tokyo, il bel romanzo semiautobiografico di Rica Takashima, recentemente pubblicato in italiano da Renbooks.

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Infatti lo stile utilizzato dall’autrice, che peraltro è un’illustratrice che ha esposto anche a Parigi, Hong Kong e Mosca, è volutamente elementare e sintetico, e proprio per questo molto diretto ed efficace per raccontare un’esperienza di vita che vuole essere comunicata nel modo più trasparente e immediato possibile. Rica, la protagonista della storia, è una ragazza nata e cresciuta nella provincia giapponese, che negli anni ’90 decide di iniziare gli studi di assistente all’infanzia all’Università di Tokyo, anche per avere l’occasione di poter vivere in maniera più completa la propria omosessualità. Infatti Rica ha preso coscienza molto in fretta di essere lesbica, e anche se la sua famiglia non glielo ha mai fatto pesare, si è resa conto che la vita di provincia non le può dare  quello di cui ha bisogno. Una storia comune a tanti omosessuali in tante parti del mondo, tuttavia Rica è una ragazza che alla voglia di emancipazione aggiunge una grande dolcezza, un candore disarmante e una buona dose di ingenuità.

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Tutto questo, aggiunto al fatto che è una ragazza molto graziosa, riesce a metterla con regolarità in situazioni abbastanza comiche e un po’ surreali, a partire dalla sua prima visita in un locale lesbico di Ni-Chome, il quartiere gay di Tokyo. Tuttavia è proprio in questa occasione che Rica conosce Miho, una ragazza decisamente più emancipata, che presto diventerà la sua prima ragazza e che condividerà con lei le piccole grandi esperienze raccontate in questo volume. Non è molto semplice riassumere le vicissitudini di Rica: una simpatica ragazza di provincia, a dir poco sprovveduta, incapace di distinguere le ragazze dai transgender e decisamente imbarazzata all’idea di avere il suo primo rapporto sessuale, tuttavia è innegabile che l’autrice sia riuscita a parlare di tutta una serie di argomenti non proprio facili in maniera assolutamente semplice e ironica. Infatti, se il suo tentativo era di mettere in luce quanto semplice e pulita può essere la vita di una ragazza omosessuale, si può dire che è riuscita perfettamente nel suo intento, e non è una cosa da poco.

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D’altra parte se, persino in Italia, la rivista Wired ha inserito questo fumetto nella sua classifica dei dieci fumetti più belli dell’anno un motivo deve pur esserci. Il volume, che raccoglie varie pagine pubblicate sulla rivista lesbica giapponese Phryne a partire dal 1995, contribuisce ad arricchire il panorama fumettistico italiano facendo capire una volta per tutte che i manga yuri, e cioè i fumetti giapponesi a tema lesbico, sono tutt’altra cosa rispetto agli hentai manga, cioè i fumetti giapponesi più o meno pepati che si rivolgono ai maschi etero e in cui la rappresentazione dell’omosessualità femminile e funzionale unicamente all’immaginario erotico maschile. In effetti dispiace un po’ che, perlomeno in Italia, siano ancora del tutto assenti fumetti a tema gay – giapponesi o meno – che diano dell’omosessualità maschile una visione altrettanto pulita, semplice e delicata, ma forse è solo una questione di tempo. Dopotutto fino a poco tempo fa anche solo pensare che in Italia ci sarebbe stata una casa editrice come Renbooks, che è orientata unicamente sui fumetti LGBT, era pura fantascienza.

di Valeriano Elfodiluce

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