Riccardo Cocciante confida di avere un amore (artistico) per Mahmood (e non possiamo dargli torto!). 79 anni portati con la leggerezza di chi ha sempre vissuto inseguendo l’amore per la musica, si racconta in una intervista su Il Mattino e svela la passione per la musica contemporanea.

A settembre sarà in concerto a Napoli, in Piazza del Plebiscito, per un evento che definisce “un’onda d’amore”. E tra un ricordo e l’altro, non nasconde il suo entusiasmo per le nuove generazioni, in particolare per un artista che dichiara di amare profondamente: Mahmood.

Mahmood Orosei cittadino onorario

L’amore di Cocciante per Mahmood

“Amo i personaggi atipici”, confessa senza esitazioni. “Mahmood, per esempio, ha scelto uno stile arabeggiante nel cantato e nelle melodie. Nella mescolanza c’è la matrice dell’arte: senza l’urto tra neri e bianchi non sarebbero venuti il rock, il jazz, il blues. Questo Pino Daniele lo sapeva bene”.

Un colpo di fulmine per la visione di un artista che ha saputo fondere culture, emozioni e linguaggi, restando fedele a sé stesso.

Cocciante svela anche una passione per i Maneskin: “Avevano una proposta diversa e hanno avuto il merito di farla affermare, non lo avrei dato per scontato”.

L’arte come dialogo tra generazioni

Nel dialogo con Il Mattino, Cocciante si mostra aperto, curioso, desideroso di contaminarsi anche con le sonorità dell’urban: “Leggo testi raffinati, è l’espressione dei giovani, segno che la musica deve andare avanti. Io ho creato la mia isola, ma penso che la musica debba urtare. La musica non ha età, è brutto che si settorializzino gli ascolti in base all’anagrafe, invece è un piacere vedere artisti anziani e ragazzi esibirsi insieme, come è capitato a me con Irama recentemente”.

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Il desiderio di collaborare (ancora) con Mina

Cocciante svela anche di aver voglia di duettare ancora con Mina: “Il massimo per il canto e per la creazione di musica leggera. Con lei chissà, potrebbe ancora capitare di collaborare. Ogni volta era un’avventura: potevamo misurarci per ore su un passaggio. “Questione di feeling” nacque nello scetticismo di entrambi, poi lei ascoltò la prima registrazione e disse che sarebbe stata la hit del momento. Un genio, in grado di trasformare il brano più leggero in un evento sorprendente, di valorizzare i difetti e farli diventare risorse”.

I progetti di Mahmood

Nel frattempo Mahmood, dopo aver chiuso il suo tour, si prenderà una giusta pausa.  “5 date su 5. Ora parto, mi rilasso, ecc… ma non vorrei finisse questa cosa”, ha spiegato durante l’ultima data.

Una pausa annunciata da tempo, dopo oltre due anni e mezzo senza soste, con l’intenzione di ritrovare ispirazione e iniziare a scrivere nuova musica. Ma è solo un arrivederci, come confermato dallo stesso Mahmood: “Torneremo più forti di prima”.

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