Il nome di Riccardo Stimolo, concorrente di Amici 25, torna al centro di una polemica che non può essere archiviata come una semplice “ragazzata”.
I video emersi nelle ultime ore raccontano qualcosa di più serio e doloroso e mostrano un linguaggio violento, offensivo e un atteggiamento che colpisce direttamente la comunità LGBTQIA+.
E non possiamo far finta di niente.
In questo articolo
Riccardo Stimolo di Amici 25, commenti e atteggiamenti omofobi: i precedenti e un “mea culpa” senza senso
Già prima dell’ingresso nella scuola del talent, Riccardo si era fatto notare per commenti omofobi e sessisti. Parole che avevano sollevato critiche e indignazione. Una volta entrato nel programma, il cantante aveva chiesto scusa pubblicamente. Un “mea culpa” che avrebbe dovuto segnare un punto di svolta.
Alla luce di quanto sta circolando oggi, quelle scuse appaiono fragili. Non perché si neghi il diritto di sbagliare, ma perché chi sbaglia davvero e comprende l’errore cambia comportamento. E qui, purtroppo, i comportamenti raccontano altro.
Riccardo di Amici 25: gesto omofobo verso un compagno di scuola – VIDEO
I nuovi video: gesti osceni e insulti gravissimi
In queste ore è diventato virale un video in cui Riccardo mima un rapporto orale prendendo in giro un compagno, Alessio. Quel gesto è gravissimo perché utilizza la sessualità come strumento di derisione e come arma per umiliare.
A distanza di poche ore è emersa un’altra clip ancora più grave. Durante una live, il cantante pronuncia un insulto omofobo pesantissimo, definendo il compagno “ricchion* di merd*”.
Non si tratta di ironia o di leggerezza. Qui siamo di fronte ad un linguaggio che per decenni è stato usato per ferire, isolare, bullizzare persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender.
L’amico “fiero” e l’odio rivendicato
A rendere il quadro ancora più inquietante è il commento di una persona che si definisce amico di Riccardo. Sotto il video in cui il cantante mima l’atto sessuale, scrive: “Grande Richi, ste cose le facevi con noi e ancora tutt’oggi, ti ho insegnato bene”.
Analizzando il suo profilo, emergono numerosi commenti omofobi, pubblicati con una sicurezza disarmante. Una fierezza nel rivendicare odio che nel 2026 dovrebbe essere inaccettabile.
L’odio non è un’opinione, ma discriminazione.
E il fatto che questa persona sia seguita sui social da Riccardo Stimolo dimostra un legame che non può essere liquidato come casuale.
mi fate schifo #amici25 pic.twitter.com/suznbolvGb
— cecia (@ffraanks) February 13, 2026
Essere fieri di atteggiamenti omofobi, usare insulti contro un compagno, trasformare l’orientamento sessuale in motivo di scherno non può essere tollerato, soprattutto in un programma che parla a un pubblico giovane e che si presenta come spazio di crescita, formazione e inclusione.
In televisione passano messaggi potenti e quando sono sbagliati, il danno si amplifica.
La comunità LGBTQIA+ non è un bersaglio su cui costruire dinamiche di branco o gag da spogliatoio. Le parole hanno un peso, così come i gesti.
E chi ha visibilità ha anche responsabilità nei confronti del pubblico e quindi, alla luce di questo, la produzione di Amici non può restare a guardare in silenzio.
Quindi l’amico in un solo colpo ha:
1) confermato il gesto, vanificando gli sforzi di chi si impegnava a dirci che stesse tossendo o mangiando
2) confermato che facesse l’omofobo pure fuori, facendo crollare il teatrino del ragazzo dispiaciuto
Che dire se non grazie #amici25 https://t.co/gGGMD6xcV7— (@Giushoka) February 13, 2026
La produzione di Amici deve intervenire contro l’odio diffuso da Riccardo
A questo punto la produzione di Amici di Maria De Filippi 25 non può tacere oltre, ma serve una presa di posizione chiara, netta e – soprattutto – pubblica.
Se il programma parla il linguaggio dell’inclusione, è il momento di dimostrarlo nei fatti. Non basta evocare valori, ma bisogna difenderli quando vengono calpestati.
Nella scuola di Amici il tema dell’omofobia raramente viene affrontato in modo strutturato. Eppure parliamo di una realtà che tocca migliaia di adolescenti ogni giorno. Offese come quelle pronunciate nei video non sono neutre, ma alimentano un clima culturale che legittima la derisione e il disprezzo.
Chi appartiene alla comunità LGBTQIA+ conosce bene quel linguaggio. Lo ha sentito nei corridoi della scuola, negli spogliatoi, nei commenti sui social. Sentirlo riproposto in un contesto televisivo fa male.
C’è chi minimizza e parla di esagerazioni. Ma chiedere rispetto non è estremismo.
RICCHIONE DI MERDA (chiediamo a Vera Gheno che ne pensa) pic.twitter.com/SZ8VRl3pxv
— biondinodisatana (@marisodefloppis) February 12, 2026
La comunità LGBTQIA+ non chiede privilegi, ma dignità. Chiede di non essere usata come bersaglio e pretende che le scuse siano sincere e accompagnate da cambiamenti concreti.
Nel 2026 l’omofobia non può essere derubricata a scivolone. È una responsabilità culturale. E chi ha un microfono, una telecamera e migliaia di follower deve saperlo.
Gay.it continuerà a denunciare ogni attacco omofobo, ovunque si manifesti. Perché il silenzio, in questi casi, non è neutralità, ma complicità.
Ma io questo gesto di Riccardo poco prima di iniziare a litigare con Alessio me l’ero perso. Boh, sono sempre più senza parole su questo individuo.#amici25 pic.twitter.com/LxA9V12jYd
— Francesca Mazzonelli (@FrancescaM35120) February 12, 2026

