Al termine della sua esperienza al Festival di Sanremo 2025, Rkomi si è classificato penultimo, al 28esimo posto, con il brano “Il ritmo delle cose”. La sua canzone elettro-pop affronta un tema attuale e complesso: la distanza tra l’uomo e la tecnologia, e l’isolamento che il progresso può generare nella nostra complicata epoca storica.

Rkomi si espone dopo Sanremo 2025
L’artista, a pochi giorni dalla conclusione del Festival, ha voluto spiegare il senso del suo brano con un post condiviso su Instagram: “Forse non si capisce bene cosa dico, ma il mio lavoro è scomporre anche il linguaggio, spezzare le parole e mettere in crisi il fatto di poter essere compreso da qualcuno per toccare quella solitudine in cui cerchi almeno di capire chi sei tu”.
E ancora: “Quest’anno penso di aver fatto un passo in più e di essermi tolto uno strato di pelle ancora più difficile da mostrare. Questo mondo ci vuole sempre sicuri di noi, chiari, definiti. A me va bene essere indefinito invece di perdermi, assecondare il principio del caos. Forse non si capisce bene cosa dico, ma il mio lavoro è scomporre anche il linguaggio, spezzare le parole e mettere in crisi il fatto di poter essere compreso da qualcuno per toccare quella solitudine in cui cerchi almeno di capire chi sei tu”.
“Il ritmo delle cose” ha portato sul palco dell’Ariston un concetto profondo, con un testo e una metrica altrettanto belli, che però non hanno convinto appieno giuria e pubblico, relegandolo nelle ultime posizioni della classifica.
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Il supporto alla comunità LGBTQIA+: la sua deliziosa risposta
Ma a far parlare di lui non è stata solamente la musica. Su X (ex Twitter), qualcuno gli ha chiesto direttamente se sostiene la comunità LGBTQIA+. La sua risposta? Decisamente deliziosa: “Faccio i muscoli anche per difendere voi nel caso serva dimmelo”.

“Odio, quindi sono”: la provocazione nel nuovo brano
Non solo Sanremo: a far discutere c’è anche il suo nuovo singolo “Odio, quindi sono”, pubblicato a sorpresa il 1° dicembre 2024. Un titolo che rielabora il celebre “Cogito, ergo sum” di Cartesio, trasformandolo in una riflessione sul ruolo dell’odio nella società contemporanea.
Il brano, descritto da Rolling Stone come “una riflessione sull’odio come motore della nostra società, in cui niente ha valore e tutto ha un prezzo”, è stato accompagnato da un videoclip rilasciato in concomitanza con l’annuncio della sua partecipazione a Sanremo 2025.
Per Rkomi si trattava della sua seconda volta al Festival di Sanremo, dopo il debutto nel 2022 con “Insuperabile”. Ma questa volta, più che la classifica, a far mormorare il web è stato il testo di una strofa che ha sollevato un vero polverone.
Nel brano, una frase in particolare, è stata interpretata male creando un malinteso: “Non sopporto i convenevoli e non sopporto i gay, invece odio gli etero, l’asterisco sui generi”, canta Rkomi.
Una dichiarazione che, fuori contesto, potrebbe sembrare omofoba. Ma il senso del brano è ben altro: una provocazione che denuncia l’odio sociale.
La canzone, infatti, non rappresenta il pensiero dell’artista, ma vuole denunciare la polarizzazione estrema della società, in cui l’odio viene alimentato da entrambe le parti senza una reale volontà di dialogo.
In una difficilissima epoca storica come la nostra, in cui molti artisti preferiscono restare in una zona di comfort, Rkomi ha dimostrato – ancora una volta – di non avere paura di esporsi.

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