Rovasio, il Lazio che voglio: laico e per i diritti di tutti

Il segretario di Certi Diritti, fra i promotori dell'iniziativa giuridica sui matrimoni gay, si candida nel Lazio per la Lista Bonino-Pannella. Con una ricetta fatta di laicità e diritti.

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5 min. di lettura

Come tutti i candidati della Lista Bonino Pannella hai deciso di non riempire le città di manifesti ma di usare internet e concentrarti più sul passaparola online. I banner che comunicano la tua candidatura portano lo slogan "Vota Rovasio Fallo Sicuro". Che significato ha?

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Lo slogan "Vota Rovasio Fallo Sicuro" è quello abbinato ad uno dei gadget elettorali che sto usando per la mia campagna elettorale: un cartoncino con, all’interno, un preservativo. Occorre smetterla con l’ipocrisia e la falsità. Diffondere i preservativi nelle scuole e nei locali ci farebbe stare un po’ di più in Europa e meno nella periferia desolante del Vaticano. E poi che squallore tappezzare la città e insozzare i muri con sti faccioni che sembrano tutte pere cotte! Ma perché bisognerebbe votare quelle facce? Non l’ho mai capito. Meglio passaparola, internet, Facebook, sms, e messaggi di contenuto!

Cosa cambieresti di questa città e di questa regione?
Vorrei cambiare il tipo di approccio che la gente ha verso la politica e fare in modo che ci sia una sincera partecipazione, un maggiore coinvolgimento verso la cosa pubblica. Insomma avviare progettualità innovative che prevedano maggiore trasparenza  e chiarezza. Vorrei eliminare quei linguaggi politichesi, grigi, e quelle operazioni politiche che tendono a tutelare la "casta" e poco i cittadini. A Roma vorrei l’aria più pulita, meno file nelle Asl, un sistema intelligente di assistenza sanitaria e forme di aiuto per gli anziani, maggiori aiuti e protezione per le persone più bisognose, campagne contro la violenza omofobica, transfobica e del bullismo, maggiore trasparenza con l’Anagrafe Pubblica degli Eletti proposto dai radicali della Lista Bonino-Pannella a tutti gli eletti e molto, molto altro che si può trovare nel mio sito www.sergiorovasio.it

Qual è il luogo di Roma al quale sei più affezionato?

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Guarda, ti sembrerà folle ma il posto che forse amo di più è dove c’è la sede storica dei Radicali, che si trova tra il Pantheon e Largo Argentina, perché la frequento quotidianamente da quasi trent’anni. Mi sono anche appassionato alla storia di quei luoghi: pensa che in quello stesso luogo ai tempi dei romani c’era una zona paludosa e c’erano delle terme dove Nerone faceva le sue "festicciole" nell’acqua. Ora ci sono chiese, suore, preti e… noi radicali che cerchiamo di resistere. Amo molto il parco di Villa Doria Pamphilj dove spesso faccio jogging la mattina presto. E poi Testatccio, Trastevere, San Lorenzo, Campo dè Fiori, la piazza storica degli anticlericali.

A proposito, so che c’è una data che rappresenta molto per te. Se ti dico XX settembre cosa mi dici?
Ti dico Porta Pia a Roma, dove nel 1870 fu aperta una Breccia, il luogo dove si è affermata la civilità contro lo strapotere clericale e teocratico. Ogni anno con i radicali organizziamo una manifestazione soli soletti senza che le autorità abbiano la decenza di ricordare che Roma è Capitale d’Italia grazie a quell’evento. Ho studiato la storia di quei giorni, è affascinante, bellissima. La città in mano alla chiesa e alle famiglie nobili era corrotta, piena di delinquenza e violenta. Due anni fa il Comune di Roma, che ogni anno deposita una stitica corona d’alloro in memoria di quegli eventi, ha commemorato gli Zuavi pontifici anziché i valorosi bersaglieri che aprirono quella breccia. Robe da pazzi. Mi misi a urlare che quella era una commemorazione farsa e che la vera commemorazione l’avremmo celebrata noi il pomeriggio. Denunciai subito la vicenda e scoppiò uno scandalo… che fu subito dimenticato.

In che modo è possibile salvaguardare i diritti delle persone lgbt da dentro le istituzioni regionali?

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Nel Lazio c’è una legge regionale che prevede aiuti alle famiglie bisognose ma solo se sono sposate. Una visione un po’ talebana della società. Se una coppia convivente, magari con figli, si trova in condizioni economiche disastrate non può avere gli aiuti della Regione. Credo che occorra garantire parità riguardo gli accessi alle agevolazioni della Regione per tutti coloro che hanno bisogno, comprese le coppie gay ovviamente. Poi occorre garantire protezione e aiuto alle persone più deboli, penso a campagne di informazione ed educazione contro la violenza causata da ragioni di omofobia, transfobia e xenofobia.  Occorre garantire aiuto e sostegno ai giovani adolescenti che scoprono di essere gay e purtroppo non hanno l’aiuto necessario in famiglia e magari a scuola subiscono angherie. 

Affermazione Civile, ti vede fra i suoi promotori. Quali saranno le conseguenze di un parere negativo dei giudici sui ricorsi delle coppie?
Abbiamo il massimo rispetto della Corte Costituzionale, chiamata a decidere dopo le vacanze pasquali. Qualsiasi decisione verrà presa continueremo la nostra lotta con forza e determinazione per il superamento delle disuguaglianze sul riconoscimento delle coppie gay. È ora di finirla con queste odiose discriminazioni che impediscono il raggiungimento dei diritti per milioni di persone. Studieremo insieme alle altre realtà lgbt un piano di azione comune, la strada ormai è tracciata. Peraltro l’Europa con i trattati di Nizza e Lisbona va in una direzione importante e positiva per la comunità lgbt(e), in Italia invece, sul piano politico, a parte alcune rare eccezioni,  siamo in piena involuzione su questi temi.

La sanità occupa la fetta del bilancio regionale più consistente. Cosa può essere fatto a livello regionale sul tema della lotta all’Aids?

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La Regione Lazio ha una delle percentuali più alte riguardo la diffusione dell’HIv e praticamente sono del tutto inesistenti le campagne di prevenzione. A parte alcuni sforzi fatti nella scorsa Giunta, occorrerebbe attivare un vero e proprio piano di azione nelle discoteche, nella scuole e nei luoghi di strada maggiormente frequentati. Il fenomeno non riguarda solo la comunità lgbt ma anche gli eterosessuali. C’è anche un problema più generale sulle malattie sessualmente trasmissibili: epatite A e B, Sifilide e altre  di cui nessuno sa niente se non quando viene colpito direttamente. Occorre avere un approccio più intelligente e stimolare la curiosità delle persone. All’estero queste campagne funzionano benissimo, in molti locali e nelle scuole vengono consegnati all’ingresso preservativi e opuscoli informativi. Sul piano sanitario occorre sviluppare meglio l’azione dei volontari e dell’assistenza domiciliare per l’aiuto ai malati di Aids che sono dimenticati da tutti.

In che modo ti si può votare?
Si può votare domenica 28 e lunedì 29 marzo. Ce la potrò fare solo se prendo un bel po’ di preferenze. Basta mettere una croce sul simbolo Lista Bonino-Pannella e scrivere il nome Rovasio nello spazio vicino. Poi mettere anche una croce sul nome della candidata Presidente Emma Bonino.

 

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