Oggi 61enne, e da decenni gay dichiarato, Rupert Everett ha ricordato con dolore gli anni ’80 vissuti sulla propria pelle, da omosessuale in un decennio in cui l’AIDS sterminava una comunità.
Intervistato da Piers Morgan, Everett ha rimarcarto quanto fosse “terrorizzato” dall’epidemia, quando colpì il Regno Unito, e quanto sia stato “molto fortunato” ad aver evitato il virus. “Avevi un ragazzo che si è ammalato di HIV, poi trasformatosi in AIDS, deve essere stato terrificante per te e per lui”, gli ha chiesto Morgan. Ed è qui che Everett si è fatto sincero.
Ero terrorizzato da tutto questo, e anche da lui, a un certo punto. Di certo non posso dire di aver dato il meglio di me. Alcuni miei amici che sono sopravvissuti e non l’hanno avuto sono stati così sorprendenti con i loro innamorati e con i loro amici sieropositivi. Non io. Mi sono spaventato a morte e sono scappato via.
Rupert, gay dichiarato che ha avuto anche diversi rapporti sessuali e romantici con donne (“Ho amato chiunque mi piacesse“, ha confidato a Piers), ha poi ricordato la prima volta che ha sentito parlare di HIV e AIDS. In quel preciso momento la sua compagna si trovava nella vasca da bagno, e in tv mostrarono la foto di questo ragazzo con cui lui era andato a letto. “Alla tv dissero, “Questo ragazzo è una delle prime persone ad aver contratto il cancro dei gay”. Ero sotto shock, da quel momento in poi siamo stati immediatamente emarginati”. Il resto è storia, recentemente raccontata da Russell T Davies nel fantastico It’s a Sin, miniserie in arrivo anche in Italia grazie a StarzPlay.

