Larisa Zhuravleva è la direttrice del festival cinematografico Spirit of Fire e si è vista incredibilmente recapitare a casa una multa di 50.000 rubli (oltre 500 euro) perché colpevole di aver proiettato Outlaw della regista Ksenia Ratushnaya, film con protagonista un adolescente omosessuale. Larisa avrebbe così violato l’ormai tristemente celebre ‘legge contro la propaganda gay’ russa.
Zhuravleva ha confessato a Znak.com di aver appreso della multa, voluta da un tribunale del Circondario autonomo degli Chanty-Mansi-Jugra, quando un ufficiale giudiziario l’ha contattata chiedendole perché non l’avesse pagata. Tutto questo con Outlaw, film contestato, vincitore del Festival come mglior film, per quanto sia stato proiettato solo al cospetto di maggiorenni e con diverse scene tagliate, proprio per evitare di andare incontro a multe di questo tipo. Ma dal tribunale non hanno voluto sentire ragioni.
Non ho ancora letto la sentenza del del tribunale, ma sono stato multata di 50.000 rubli per propaganda LGBT. A quanto pare, i termini del ricorso sono già stati archiviati. E ad essere onesti, in linea di principio, non capisco cosa c’entri io con tutto questo e di che tipo di propaganda stiamo parlando.
La Zhuravleva sostiene di aver avuto una licenzia di noleggio della pellicola dallo stesso Ministero della Cultura, in modo da poterla proiettare. Boris Nelepo, presidente del comitato di selezione dei film del festival Spirit of Fire, ha rivelato come lui e il suo team abbiano dovuto rispondere a “domande assurde” da parte dei pubblici ministeri, perché accusati di aver presumibilmente violato la “legge sulla propaganda gay“.
“Abbiamo dimostrato che non c’erano minori allo spettacolo“, ha detto Nelepo. “Ciò è stato confermato dagli agenti di polizia che sono stati chiamati prima della proiezione e che hanno controllato tutti i documenti di coloro che stavano entrando in sala per la visione“. Tutti maggiorenni, ma la follia omotransfobica russa non conosce decenza nè un minimo di buon senso.
