Emerge l’ombra della Russia di Putin dietro la vittoria di DARA all’Eurovision 2026 di Vienna. La televisione bulgara BNT, nel preparare la candidatura Eurovision, si è rivolta a Philipp Kirkorov, cantante russo e sostenitore dichiarato di Putin, come consulente. Kirkorov ha a sua volta contattato il compositore greco Dimitris Kontopoulos, suo storico collaboratore, che ha scritto tre canzoni per DARA. Una di queste era Bangaranga che ha vinto il contest.
La vittoria di DARA, nome d’arte di Darina Nikolaeva Yotova, all’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna è stata netta, storica e, almeno in apparenza, inaspettata. Con 516 punti e un margine di 173 punti sulla seconda classificata, la Bulgaria ha conquistato il suo primo titolo in settant’anni di storia della kermesse.
La canzone vincente, Bangaranga, è firmata da Anne Judith Stokke Wik, Darina Yotova, Monoir e appunto Dimitris Kontopoulos. È su questo ultimo nome che, nelle ore successive alla finale, si è concentrata l’attenzione di media e social media.
Chi è Dimitris Kontopoulos
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Dimitris Kontopoulos è nato ad Atene il 9 novembre 1971. Compositore, autore e produttore musicale, ha fondato nel 2000 il proprio studio, VOX Recording Studios. È noto soprattutto per aver scritto brani per concorrenti Eurovision di Grecia, Russia, Ucraina e Bielorussia.
La sua storia con la Russia all’Eurovision è documentata e lunga. Insieme a Philipp Kirkorov ha scritto Shine, con cui le Tolmachevy Sisters hanno rappresentato la Russia all’Eurovision 2014, edizione in cui vinse Conchita Wurst. Kontopoulos è tra gli autori insieme a Kirkorov anche di You Are the Only One, portata da Sergey Lazarev per la Russia all’Eurovision 2016, quell’anno vinse una canzone ucraina anti Russia. Nel 2019, Lazarev ha rappresentato nuovamente la Russia con Scream, i cui autori includevano ancora Kontopoulos e Kirkorov: vinse Duncan Laurence davanti all’italiano Mahmood.
Philipp Kirkorov è un sostenitore dichiarato del regime di Vladimir Putin. Ed è stato lo stesso Kirkorov ad ammettere pubblicamente di aver avuto un ruolo nella preparazione della candidatura bulgara a Vienna. Il cantante ha confessato alla conduttrice Yana Churikova di aver accettato la sfida di trovare un compositore per DARA, scegliendo proprio Kontopoulos, con cui collabora da anni, e che tra i brani scritti per lei uno, Bangaranga, è quello poi andato in gara. La testata russa Izvestia, vicina al Cremlino, ha celebrato la notizia con toni trionfalistici: “Non importa quanto abbiano cercato di escludere la Russia, il festival non ha potuto fare a meno di noi.”
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Kontopoulos a Mosca dopo il 2022
Secondo informazioni circolate sui social media, Kontopoulos ha continuato a frequentare Mosca anche dopo l’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. Nelle sue Instagram Stories del 19 ottobre 2025 comparirebbe una performance di Sergey Lazarev e Philipp Kirkorov alla Live Arena di Mosca, durante la quale Kirkorov avrebbe salutato il compositore greco presente in sala. Gay.it non ha potuto verificare autonomamente i contenuti di queste Stories, riportate tuttavia da molte fonti affidabili.
Il simbolo Z e il team ucraino
Ulteriore attenzione ha suscitato la circolazione online di screenshot che mostrerebbero DARA aver pubblicato su Instagram, nel dicembre 2025, un’immagine con una grande lettera “Z” luminosa, simbolo associato fin dal 2022 alla propaganda militare russa e all’invasione dell’Ucraina. A riportarlo è il media ucraino UNITED24 Media. A complicare il quadro c’è però un elemento di segno opposto. Tre professionisti ucraini hanno fatto parte del team creativo internazionale dietro l’esibizione vincente di DARA. Uno di loro, Nicholas Chobb, ha dichiarato al media ucraino MUZVAR di aver lavorato come consulente creativo per la produzione, occupandosi della scenografia e dei contenuti video per gli schermi LED, e di aver appreso le voci sul coinvolgimento di Kirkorov soltanto attraverso i social media. DARA stessa non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla polemica e secondo alcuni la presenza di artisti ucraini nel team bulgaro potrebbe essere il chiaro segnale di un finissimo lavoro di propaganda in pieno stile russo: cooptare alcuni intellettuali del “campo nemico” per meglio mascherare l’operazione e rendere tutto più credibile.
Eurovision 2027: preoccupano i diritti LGBTIAQ+ in Bularia
Su Rai la finale ha segnato un record di ascolti, con molte bandiere Progress Pride sventolate durante lo show, e vari messaggi legati alla comunità lesbo-gay-bi-trans-intersex-aroace-queer+, purtroppo mai sottolineati e valorizzati dai commentatori Rai Gabriele Corsi ed Elettra Lamborgini. Eppure, oltre alla discussa partecipazione di Israele arrivata seconda con Noam Bettan e la canzone “Michelle”, le ombre russe sembrano sovrapporsi a un serpeggiante tentativo di rainbow washing del mega show europeo, un tempo isola di celebrazione della queerness globale, e oggi territorio di scontro e polarizzazioni geopolitiche. La vittoria della Bulgaria non sgombera il quadro.
La vittoria di DARA porta con sé una conseguenza diretta: il prossimo Eurovision Song Contest si terrà in Bulgaria, a Sofia. Un esito che solleva interrogativi precisi sul fronte dei diritti LGBTQIA+. Come abbiamo già documentato su Gay.it, nella Rainbow Map 2026 di ILGA-Europe la Bulgaria si classifica al 40° posto su 49 paesi europei, con un punteggio del 19,7%, sotto Ungheria e Polonia. È uno degli ultimi cinque paesi UE privi di qualsiasi forma di riconoscimento delle unioni civili. Entrata nell’Euro all’inizio del 2026, la Bulgaria nel 2024 ha approvato una legge sull’istruzione che vieta la “propaganda” di orientamenti sessuali non tradizionali” nelle scuole: norma che ricalca direttamente il modello della legge anti-propaganda LGBT russa, poi replicata dall’Ungheria dell’era Orbán.
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