Sanremo 2025 è alle porte e qui al Teatro Ariston sono appena terminate le prove generali con tutti gli artisti in gara.
Come da tradizione, dopo la conferenza stampa della mattina – in cui Carlo Conti, Gerry Scotti e Antonella Clerici hanno raccontato le loro emozioni in vista del gran debutto -, siamo riuscitə ad intrufolarci in platea per assistere alle prove con l’orchestra.
Inutile dirvi che l’impatto, una volta superata il drappo rosso che separa l’ingresso dalla sala, è stato fortissimo.
Ma ora… dopo quasi cinque ore di ascolti, possiamo raccontarvi le nostre prime impressioni in quella che sarà una vera e propria carrellata che, stando alle dichiarazioni di Conti, dovrebbe corrispondere all’ordine d’uscita dei BIG in gara durante la prima serata, quella di martedì 11 febbraio 2025.

Sanremo 2025, cronaca dalle prove generali: i primi cinque
Ad aprire la carrellata è stata Gaia. La sua “Chiamo io, chiami tu” ci ha condotti direttamente in una sera d’estate. La sensazione è stata sin da subito quella di trovarci in una spiaggia in riva al mare, cosparsi di sale sulla pelle, prontə a ballare per dimenticarci il presente. A proposito di danza: preparatevi a ballarla (il balletto sarà subito virale come quella di Tuta Gold di Mahmood) e cantarla a squarciagola. L’anima di Gaia esce fuori e conquista, come ai tempi di “Chega”. Il verso “Non serve a niente, tanto è sempre lunedì” tenetelo a mente, vi entrerà fisso in testa.
A seguire è arrivato Francesco Gabbani che sul palco ha portato sé stesso, per come lo conosciamo. “Viva la vita” è un grande classico che suona bene con l’orchestra, ma che riesce a fatica a far venire quel brividino che ci si aspetta da un brano di Sanremo. Confermata tutta la sua teatralità, che però – ora che non c’è la scimmia – forse pare eccessiva. In ogni caso la messa in scena sembra esser studiata nei minimi dettagli per il piccolo schermo, piuttosto che per chi si troverà ad assistere in sala – questo tenetelo a mente perché si ripeterà.
Rkomi, con completo bianco candido, giacca aperta e addominali in vista, è stato il terzo big ad esibirsi sul palco dell’Ariston. L’esibizione non ci ha lasciato particolari emozioni; l’immagine, invece, è forte a tal punto da rischiare di oscurare la canzone stessa. Non ci resta che vedere che look Rkomi sfoggerà domani.
Nulla a che vedere con Noemi che già, solo dalla discesa delle scale, dimostra tutto il suo magnetismo. La cantante romana per l’occasione ha sfoggiato un abito nero che le segnava la silhouette. E con “Se ti innamori muori” ci regala una nuova canzone che farà da colonna sonora quando soffriremo per amore. Per noi è stato un vero e proprio colpo al cuore. Vi dico solo che la collega al mio fianco, al termine della canzone, si è commossa. Preparatevi a farlo anche voi! Vi struggerete, e amerete farlo.
Quando si parla di struggimento, non si può non citare Irama che, vestito da angelo Gabriele, è salito per quinto sul palco portando con sé tutta la sua malinconia. A spiccare, durante le prove, è stata più che altro la sua giacca. L’interpretazione, invece, è un po’ mancata. Vediamo, però, se domani saprà stupirci. Le potenzialità ci sono tutte.

Sanremo 2025, cronaca dalle prove generali: TikTok vince ancora
Vittime del marketing, i Coma_Cose con “cuoricini” si trasformano in una macchietta di loro stessi. E così il balletto diventa più importante della canzone stessa. Certo la canteremo tuttə, da qui fino al prossimo Sanremo. E potenzialmente è già stata scelta come la canzone che Stefano De Martino utilizzerà all’apertura del pacco con all’interno 0€. La standing ovation è d’obbligo, ma preparatevi perché diventerà per voi un incubo. La messa in scena però vi divertirà parecchio e aspettatevi, anche sui led, molti “cuoricini”.
Con Simone Cristicchi preparatevi a piangere. I fazzoletti saranno d’obbligo. Lo confermano le tante persone che attorno a me, a pochi secondi dall’inizio, si sono commossi accarezzati dalle calde parole di “Quando sarai piccola”.
Nulla a che vedere con Marcella Bella che è salita sul palco aggressive, come direbbero i giovani di oggi, vestita di pelle, che con “Pelle diamante” si è mostrata forte, tosta, indipendente. Al suo fianco un corpo di ballo giovanissimo che segna, con la coreografia, alcune parole chiave del pezzo. Ecco, non immaginatevi “Montagne verdi”. Ma il brano si consoliderà nelle nostre vite come un inno femminile.
Dimenticatevi i grandi quadri cui ci aveva abituato. Con “Incoscienti giovani” a riempire la scena sono la sagoma di Achille Lauro, un soffice fascio di luce e la sua voce tagliente e avvolgente allo stesso tempo. La messa in scena gioca sulla semplicità, sul sapore retrò che tanto ha invocato lo stesso Achille quando lo abbiamo intervistato.
Vestita di nero, Giorgia è salita sul palco e ha acceso la luce attraverso la sua voce. “La cura per me” è un gioiellino che ci riporta indietro nel tempo e che ha la potenza di risvegliare le nostre emozioni sommerse. Io mi sono commosso, vi dico solo questo. È prevedibile la standing ovation, più che meritata. Alle prove c’è stata.
Tormentone garantito per Willie Peyote che è salito sul palco accompagnato da due coriste, indossando un completo nero con camicia bianca che rende omaggio al classico stile italiano. Non c’è nulla di sbagliato in “Grazie, ma no grazie” e nella sua messa in scena. Avreste dovuto vederci: ci siamo scatenatə tuttə (rigorosamente da seduti perché durante le prove non è consentito alzarsi). Inoltre, durante l’esibizione ci sarà un bel cameo (non faremo spoiler).
Abito di strass, capelli azzurro cielo, Rose Villain (con l’accento sulla “i” – ci ha tenuto a precisarlo) è magnetica. Si mangia il palco e si scatena, con un brano che resta impresso nella mente. Preparatevi a cantare a squarciagola i versi “Ho oltrepassato il limite di ore senza te” e soprattutto nessuna brutta sorpresa come successo lo scorso anno con il ritornello di “Click boom”. La amerete! P.s. tenete d’occhio l’orchestra che collaborerà attivamente con la coreografia (sì, anche in questo caso ci sarà un balletto che, inutile dire, sarà virale già da dopodomani su TikTok).
Plexiglass per la console (che da casa, però, vi sembrerà pazzesco) per Shablo, Guè, Joshua e Tormento che accompagnati da un corpo di ballo posizionato sulle scale, regalano un’esibizione pensata per la tv e poco per il pubblico in sala. Tanti cambi di camera per una canzone che concede qualche minuto di pausa dalle lacrime scese nelle esibizioni precedenti e quelle che verranno. La messa in scena lascia un po’ a desiderare; i grandi led si sarebbero potuti sfruttare un po’ di più. Nel complesso, però, il brano è coinvolgente; non fosse altro che è uno dei pochi che esprime un’emozione positiva come la gioia.
Olly si è letteralmente mangiato il palco. Quest’anno è pronto a conquistarci uno ad uno, anche grazie ai numerosi primi piani che, almeno da qui in platea, sembrano richiamare la messa in scena realizzata per “La Rondine” di Angelina Mango nella serata delle cover. Il look resta il solito, sobrio, ma perdutamente sexy. E sì, lo so che ve lo state chiedendo: il porno baffo c’è! Staremo a vedere che look ci sfoggerà domani.

Sanremo 2025, cronaca dalle prove generali: l’emozione di Elodie
È apparsa emozionata Elodie nel cantare la sua “Dimenticarsi alle 7”. La sua performance è stata, forse, quella più sofferta di questo pomeriggio di prove generali. Il brano, infatti, tira fuori tutte le sue potenzialità canore, ma allo stesso tempo pare agitare l’artista che si prepara ad esibirsi allo Stadio di San Siro di Milano e al Maradona di Napoli. Il look total black l’ha resa incantevole, come fosse la protagonista di un quadro d’altri tempi in cui la bellezza passa dalla semplicità.
Applausi e brividi per Massimo Ranieri che con il suo brano ha riportato il bel canto al Teatro Ariston, scaldando dalla prima all’ultima fila. Lo stesso non si può dire per Tony Effe che sul palco è salito con look total black (che almeno dalle prove sembra anche quest’anno fare da padrone) e che ha portato sul palco una versione di sé che somiglia più a quella di un agnellino piuttosto che a quello del rapper che in queste settimane ci ha regalato dissing su dissing. Tenete d’occhio le parole “Damme na’ mano” perché non vi uscirà più dalla testa.
Avete voglia di ballare? Con “Anema e Core” di Serena Brancale si è scatenato tutto il Teatro Ariston. Look da vera gitana, con stivali pelosi, la sua è stata una delle esibizioni più coinvolgenti. Proprio per questo, forse, le avrei concesso più movimento scenico piuttosto che incatenarla alla tastiera… ma vedrete che riuscirà a farvi alzare dal divano.
Brunori Sas ha portato la sua poesia sul palco dell’Ariston. La sua capacità di scrivere, infatti, resta imbattibile e l’orchestra ha fatto la magia. Avrete i brividi. Al contrario con i Modà – anche se c’è da dire che pare che poco prima delle prove sia caduto nel backstage – Checco è apparso distaccato, distante dai suoi compagni d’avventura. È mancato l’affiatamento, ma dobbiamo dire che in questo caso, invece, il gioco di luci valorizza l’esibizione.
Gonna in raso marrone e corpetto bianco per Clara che è salita sul palco sicura di sé, pronta ad agguantare ciascunə di noi seduti in platea. La performance può contare – avevate dubbi? – su alcuni passi di danza pensati appositamente per rendere il brano virale sui social. L’estetica, poi, la aiuta. Clara sembra una vera e propria sirena ammaliatrice che sembra iniziare a credere di più in sé stessa. Ma vedremo come se la caverà domani.
Tensione, ansia, disagio: sono questi i sentimenti evocati da “Battiti” di Fedez e dalla sua messa in scena sul palco dell’Ariston. I colori cupi, il led abbassato e le luci a contrasto aiutano a far emergere il malessere racchiuso tra le parole del brano. Credetemi, anche se non vi sta a genio, farete davvero fatica a non empatizzare con lui e con quello che racconta.
Seduto al suo pianoforte, Lucio Corsi è apparso uno degli artisti più sicuri di sé su quel palco. Ha vissuto l’esibizione non come una prova generale, ma come una performance. A spiccare sono state le spalline del suo abito che richiamavano le ali di una farfalla. Applausi da tutta la platea.
Faccia da bello e dannato, Bresh è salito sul palco con jeans strappati e t-shirt nera. Mani incrociate dietro la schiena e una sensualità magnetica che ti fa tenere gli occhi puntati su di lui. L’esibizione conta solo su questo; ma, come nel caso di Tananai, sembra bastare.
Discorso completamente diverso per Rocco Hunt che anche quest’anno ha sfornato il suo tormentone estivo che faticheremo a toglierci dalla testa. Sul palco ci sarebbe stato bene un corpo di ballo (che in realtà non c’è) oppure un cameo di Ana Mena. La performance è degna dei migliori matrimoni napoletani e richiama tutto quel calore cui i social ci hanno abituatə. Anche per lui look total black, con ricciolino e barba ben curata che lo rendono un giovane daddy davvero intrigante.
Seppure la canzone non sembra essere ai livelli di “Sexy Magica“, Sarah Toscano – leggi qui la nostra intervista – ha infiammato il palco – nonostante la palpabile emozione – incanalando tutte le lezioni apprese durante il suo percorso ad Amici 23. Al Teatro Ariston ha dimostrato sicurezza e carisma, direi atipiche per una ragazza di 19 anni. Nessun corpo di ballo, ma una coreografia che diventerà preso virale su Tik Tok. Il dramma della storia d’amore finita male traspare non solo dai giochi vocali, ma anche dalle sue movenze. Insomma, per noi la performance è stata davvero coinvolgente.
Al contrario Joan Thiele non mi ha convinto al 100% (qui la nostra intervista). Chitarra tra le mani sin dalla discesa, look rock e capelli raccolti in una lunga coda, la giovane artista – forse per la troppa emozione – ha cantato mangiandosi un po’ troppo le parole. Esibizione gradevole, manca forse un po’ di pepe, ma siamo certə che domani saprà stupirci.
Ingresso laterale per Francesca Michielin che qualche giorno fa aveva annunciato di essere scivolata dalle scale del palco di Sanremo. La sua padronanza del palco resta imbattibile, anche se la sua voglia di perfezione (quella che a noi dichiarava di voler abbattere – intervista) ha reso un po’ fredda l’esibizione. Speriamo di poter vedere una Francesca più commossa, magari anche un pochino più imprecisa, ma più vera. La canzone, come diceva lei stessa, ha bisogno di un po’ di sbavature, che in queste prove sono mancate.
I The Kolors sono i The Kolors. Portano colore, energia, euforia, follia. Sono gli ultimi ad esibirsi, di fronte hanno una platea stanca eppure sono riusciti a farci scatenare. Questo vuol dire solo una cosa: potrebbero essere proprio loro a regalarci il tormentone di questa estate che verrà.
