Sanremo, il video del Papa è un papocchio, Francesco non sapeva nulla, Conti smentisce

La foga da restaurazione ha portato al video patacca!

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Sanremo 2025, il video di Papa Francesco sarebbe una patacca. Ma perché?
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Papa Francesco si sarebbe trovato di fronte a una sgradita sorpresa quando ha scoperto che, durante la serata di ieri del Festival di Sanremo, è stato trasmesso un suo videomessaggio apparentemente inedito. In realtà, le immagini risalivano a maggio scorso, quando padre Enzo Fortunato – all’epoca responsabile dell’ufficio comunicazione di San Pietro – aveva registrato un breve intervento del Pontefice come ringraziamento agli artisti che avevano partecipato gratuitamente a un evento dedicato alla Giornata mondiale dei bambini, presentato da Carlo Conti allo stadio Olimpico di Roma. Ne dà notizia Dagospia.

Il filmato, dunque, non è stato concepito per il palco dell’Ariston, e la sua messa in onda avrebbe suscitato il disappunto del Papa, ignaro del riciclo mediatico. Del resto, un semplice confronto tra il video e le condizioni di salute del Santo Padre negli ultimi giorni rende evidente la discrepanza: domenica scorsa, Papa Francesco ha dovuto interrompere l’omelia a causa di una broncopolmonite che lo ha costretto a ridurre i propri impegni, rivelando in prima persona di essere sofferente e in difficoltà nel parlare. Nel video di Sanremo, inoltre, Francesco non pronuncia mai parole rivolte in modo evidente al festival.

Carlo Conti pochi minuti fa in conferenza stampa, incalzato dal pungolante Giuseppe Candela di Dago, ha smentito “Nel video il Papa Francesco fa riferimento a quello che farò e che sto facendo quindi non può essere vecchio. Le dimissioni di padre Enzo? Non mi riguardano” ha detto il direttore artistico del festival, liquidando la polemica con il suo fare bonario e assertivo.

La vicenda, che ha messo in imbarazzo la Santa Sede, si intreccia infatti con un ulteriore episodio: proprio due giorni fa, padre Enzo Fortunato ha rassegnato le dimissioni dal proprio incarico in Vaticano. Sebbene non sia stato fornito alcun nesso ufficiale tra la diffusione del video e il suo passo indietro, le tempistiche hanno alimentato numerosi interrogativi. Secondo alcune indiscrezioni, il successore più accreditato potrebbe essere Piero Damosso, capo redattore del TG1, che tuttavia risulta ancora legato alla Rai da un contratto di esclusiva.

Ma, sempre in conferenza stampa, Conti ha detto che il video sarebbe del primo febbraio e che la sua lettera alla Santa Sede è del 12 gennaio. Quindi l’immarcescibile conduttore squaderna il siparietto di mamme, nonne e tinelli, nell’Italietta a trazione fascio-meloniana, in cui Sanremo è un’acqua cheta che non disturba, ma ben conserva, come melma impenetrabile, tutto il purulento movimentismo di potere catto-reazionario che sta mangiando le istituzioni di questo paese devastato e addormentato da trucchetti come questi:

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Mia madre diceva ‘tentar non nuoce’ e ho provato. Può sembrare strano ma alle volte le cose normali accadono. La vita a volte è più semplice di quello che vogliamo credere“.

In verità non è chiaro se, e in che modo, l’emittente nazionale abbia ricevuto o richiesto l’autorizzazione alla Curia romana prima di trasmettere quel ringraziamento rivolto agli artisti. Rimane il fatto che il Pontefice, già provato dalla malattia, si sia ritrovato involontariamente protagonista di un momento televisivo di grande risonanza, sollevando dubbi sulla gestione delle comunicazioni fra la Rai e le autorità vaticane e mettendo in luce possibili falle nei rapporti istituzionali tra le due realtà. Una questione che sarà velocemente sommersa dalla baraonda del Festival, tutti a magna’ qualche maritozzo co’ Tony e tanti saluti.

A noi di Gay.it tutto appare molto comprensibile: la foga da restaurazione di questo Sanremo è palpabile. Persino Bergoglio ne è schifato. È di pochi giorni fa la notizia che il fine gesuita Francesco ha anche dato il via libera al Giubileo LGBTIAQ: ok che Frances è dalla nostra parte (???), ma non al punto da mandare video-selfie a Sanremo!

Che meraviglia TeleMeloni: ansiosa di compiacere il Vaticano, ci propina video riciclati del Papa come fosse l’ultimo reality. Inchino e genuflessione diventano liturgia catodica, in un Festival dove il miracolo non è certo la “presenza” pontificia, ma la sproporzione fra riverenze e senso del ridicolo. Patetico? Forse sì. Ma almeno, fra un’Ave e un’Omelia, ci ricordano quanto sia premuroso il nuovo corso governativo. Già pronti a ulteriori inchini! Che spasso per l’audience contrita. Che papocchio!

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