Il Festival di Sanremo 2026 deve ancora andare in onda, ma Carlo Conti ha già la testa proiettata all’anno successivo. Ospite del podcast “Pezzi – Dentro la musica”, condotto da Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, il direttore artistico e conduttore ha lanciato una riflessione che suona come un vero e proprio passaggio di testimone.
“Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio”, ha detto Conti, lasciando intendere che Sanremo 2027 potrebbe avere un nuovo volto alla guida. Un identikit che per molti richiama quello di Stefano De Martino, anche se per ora non ci sono conferme ufficiali.

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Sanremo 2026 sarà l’ultimo Festival di Carlo Conti?
Nel frattempo, il Festival 2026 è ormai definito e, a detta dello stesso Conti, sarà un’edizione molto più varia rispetto alla precedente. L’obiettivo è offrire una proposta musicale ampia e trasversale.
“Ci sarà più varietà musicale rispetto all’anno scorso: un tocco di rock, del country, il rap puro, suoni e ritmi latini, il pop, il brano classico ma senza ritornello…”, ha spiegato. E ha aggiunto una considerazione molto personale sul suo ruolo:
“La direzione artistica è la parte più entusiasmante del lavoro. Per me il festival è finito quando ho annunciato i nomi al Tg1. Il resto è un prodotto televisivo che rientra nel mio lavoro normale”.
Non è un Sanremo senza big
C’è chi parla già di un’edizione povera di grandi nomi, ma Conti respinge al mittente le critiche. Secondo lui, il cast è tutt’altro che debole:
“Non credo che Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Masini e Fedez, Malika, Arisa e potrei andare avanti, non siano big. Molti sono venuti l’anno scorso, qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito: ho lavorato per chi ci sarà il prossimo anno”.
Per spiegare come nasce la selezione degli artisti, Conti usa una metafora molto semplice:
“Magari vuoi un mazzo di tutte rose e di colori diversi, poi dal fioraio scopri che ha solo quelle rosse e che quelle gialle sono appassite e vedi altri fiori dei quali non sai il nome ma che stanno bene”.
Ascolti, concorrenza e Laura Pausini
Sul fronte degli ascolti, Conti si mostra molto pragmatico e poco ossessionato dai record. Anzi, mette le mani avanti rispetto a un possibile calo:
“Meglio qualche punto in meno di Auditel. L’importante è non esaltarsi con il record dell’altr’anno e non fare una tragedia se ci sarà qualche punto in meno questa volta. Anzi, sarà fisiologico perché c’è competitor diverso nelle prime due ore, ‘La ruota della fortuna'”.
Sul palco, al suo fianco, ci sarà Laura Pausini. Un sodalizio che promette momenti imprevedibili:
“Ci sarà spontaneità, e non mi stupirei se un giorno le passassi il cartellino da leggere sbagliato. Quello che nasce spontaneamente è la cosa più bella. Fui io ad indicare a Robbie Williams di baciare Maria De Filippi sul palco”.
Il legame con Pippo Baudo
Infine, un pensiero affettuoso per Pippo Baudo, che sarà celebrato insieme a Ornella Vanoni, Tony Dallara e Sandro Giacobbe. Conti rivendica una continuità ideale con il suo storico predecessore.
“Il mio modo di fare il festival è già un omaggio a lui”. E confessa di intervenire spesso anche sui brani in gara, proprio come faceva Baudo:
“Il provino di Occidentali’s Karma giocava sull’alè come se fosse ritornello da stadio. Feci notare che era così talmente forte che non aveva bisogno di questa ovvietà”.
carlo conti se vuoi salvare questo sanremo sai già cosa fare pic.twitter.com/n6KwiyxSE1
— mery ♡ (@meryx1926) January 22, 2026
