Potrebbe aprirsi un fronte di scontro senza precedenti tra Mediaset e Rai, con Sanremo 2026 come snodo centrale della contesa. A rilanciare l’indiscrezione è Dagospia, che parla apertamente di una “vera guerra” tra i due poli televisivi dopo l’ospitata di Fabrizio Corona nel programma Rai Lo Stato delle Cose.
Secondo quanto riportato dal sito diretto da Roberto D’Agostino, gli uffici legali della famiglia Berlusconi starebbero rivedendo, “fotogramma per fotogramma”, l’intervento di Corona. L’obiettivo sarebbe quello di valutare lo spazio concesso a quelle che Dagospia definisce le sue “esondazioni”.

Sanremo 2026: il ruolo di Pier Silvio Berlusconi e l’ipotesi controprogrammazione Mediaset
Sempre secondo Dagospia, Pier Silvio Berlusconi avrebbe deciso di reagire in maniera dura, facendo “pagare” alla Rai lo spazio dato a Corona, ricordando come negli anni il personaggio sia stato ospite di diversi programmi del servizio pubblico, da Belve a Ciao Maschio, passando per Domenica In, fino alle presenze più recenti da Massimo Giletti e alla videochiamata con Fiorello a La Pennicanza.
La risposta di Mediaset potrebbe concretizzarsi proprio nella settimana più delicata per la Rai, quella del Festival. Dagospia parla infatti di una controprogrammazione aggressiva durante Sanremo 2026, con un’ipotesi particolarmente rumorosa: la messa in onda di Maria De Filippi su Canale 5 nella serata del sabato del Festival.
Il tentativo di mediazione della Rai
Dalla Rai, sempre secondo quanto riportato da Dagospia, si starebbe cercando un accomodamento per smorzare le tensioni. In quest’ottica andrebbe letta la possibilità che Massimo Giletti torni in onda con una puntata definita “riparatrice” de Lo Stato delle Cose, dopo lo spazio concesso a Corona.
Williams Di Liberatore: “Sanremo è patrimonio degli italiani”
A ridimensionare l’ipotesi di uno scontro frontale è Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai, intervenuto durante un incontro con la stampa a piazza di Spagna, dove si sta girando il nuovo spot Tutti Cantano Sanremo.
“Io non credo che ci sarà, nel senso che personalmente penso che Sanremo 2026 è sì organizzato dalla Rai, ma è il festival degli italiani, fa parte del nostro patrimonio, siamo cresciuti con Sanremo. E chi non protegge il festival, fondamentalmente non protegge la nostra storia. Quindi non credo proprio che ci sarà, lo auspico”, ha dichiarato.
Di Liberatore ha poi riconosciuto le dinamiche di mercato: “Ci sono delle logiche di mercato, naturalmente, da rispettare. Credo che quelle siano un normale decorso di chi fa televisione e dei broadcaster vari. Però non mi aspetto una concorrenza”.
Infine, un riferimento diretto a La Ruota della Fortuna: “È sicuramente un buon prodotto che ha un suo pubblico molto affezionato, però davanti al festival di Sanremo comunque si sta un po’ insieme, ci si riunisce, il famoso focolare”.
Parole che provano a riportare il confronto su un piano istituzionale, mentre il clima tra Rai e Mediaset resta osservato speciale in vista di Sanremo 2026.
