Santamarea al Concertone, Stella Gelardi prima cantante trans sul palco del Primo maggio – VIDEO

I Santamarea debuttano al Concertone del Primo Maggio: Stella Gelardi, prima cantante transgender sul palco, racconta il suo percorso e l’album Anime Storte.

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Stella Gelardi dei Santamerea: la prima cantante trans ad esibirsi al Concertone del Primo maggio
Stella Gelardi dei Santamerea: la prima cantante trans ad esibirsi al Concertone del Primo maggio
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I Santamarea sono arrivati sul palco del Concertone del Primo maggio con un debutto che non è passato inosservato. La band, nata a Carini in provincia di Palermo, è guidata dalla voce di Stella Gelardi, prima cantante trans a esibirsi su quel palco (così come rivelano DiLei, Il Fatto Quotidiano, Corriere e Sky TG24).

I Santamarea hanno portato sul palco un progetto musicale già strutturato, costruito nel tempo, con un’identità sonora riconoscibile.

Stella Gelardi dei Santamerea: la prima cantante trans ad esibirsi al Concertone del Primo maggio
Stella Gelardi dei Santamerea: prima cantante trans ad esibirsi al Concertone del Primo maggio

Stella Gelardi dei Santamerea: la prima cantante trans ad esibirsi al Concertone del Primo maggio

Stella non usa la propria esperienza come una bandiera. La mette dentro la musica, ma senza trasformarla in un racconto didascalico.

Parlando del suo percorso di affermazione di genere, ha scelto una definizione molto chiara intervistata dal Corriere della Sera:

“Ho sempre parlato del percorso che sto vivendo come se questo mio cambiamento relativo al genere non fosse niente altro che un naturale flusso di crescita”.

Una linea che si riflette anche nei testi. L’idea è quella di non chiudere il significato, lasciare spazio a chi ascolta.

Spiega:

“Ho cercato di non andare nello specifico e rendere i testi più generici possibile”.

Poi aggiunge:

“In questo momento la cosa più potente che posso fare è semplicemente apparire come sono, dire che esisto e ho un vissuto.

A volte, più che urlare, anche solo raccontare fa breccia. Se non scopri troppo, puoi parlare a tutti. Ma io sono assolutamente disponibile a raccontare anche quella parte di me a chi mi si avvicina e me lo chiede”.

 

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Una band nata da legami reali

I Santamarea non sono un progetto costruito a tavolino. Nascono da rapporti personali molto forti. Stella, Francesco e Michele Gelardi sono fratelli. Con loro c’è Noemi Orlando, bassista e amica d’infanzia.

La band prende forma nel tempo, tra studio e tentativi. Il momento decisivo arriva quando scelgono di dedicarsi completamente alla musica.

Stella Gelardi racconta:

“Io, Francesco e Michele facevamo parte dello stesso laboratorio musicale, eravamo piccolissimi e litigavamo tantissimo. Al basso abbiamo coinvolto Noemi che era nostra amica d’infanzia e la band vera e propria è nata nel 2021. Io sono laureata in filosofia, Noemi in infermieristica, avevamo proprio altre vite. Quando le cose si sono fatte più serie, abbiamo deciso di mollare tutto e provarci”.

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“Anime Storte”, il senso del loro primo album

Sul palco del Primo maggio hanno portato i brani di Anime Storte, il loro disco di debutto. Il titolo arriva dal termine siciliano “tortu”, che indica chi segue percorsi non convenzionali.

È una definizione che descrive bene il progetto. Non adattarsi a una linea già tracciata, ma costruire la propria.

Il tema della trasformazione attraversa tutto il lavoro. Parte dall’esperienza personale di Stella, ma si allarga a qualcosa di più condiviso.

In “Palermo x sempre” canta:

“Io sono un atto violento perché respiro”.

Una frase che afferma una presenza, senza bisogno di spiegazioni.

Tra Sicilia e influenze internazionali

Il suono dei Santamarea tiene insieme radici e apertura. Da una parte c’è la tradizione siciliana, dall’altra un respiro più internazionale, con richiami a gruppi come Florence + the Machine e Alt-J.

Loro descrivono così il proprio stile:

“La nostra musica è un po’ voodoo”.

Un modo diretto per spiegare un lavoro che punta molto sulle atmosfere.

Stella non sembra concentrata su eventuali reazioni negative. Parla di un ambiente attuale positivo, almeno nel loro percorso.

Quando si tratta di critiche, il riferimento è chiaro:

“Ingenuamente no, magari succederà, ma al momento attorno a noi c’è una bellissima atmosfera. Però seguo una serie di personaggi, dalla modella Hunter Schafer alla fumettista Fumettibrutti, che affrontano le critiche con estrema eleganza, cioè semplicemente ignorando l’ignoranza, quindi penso che farei la stessa cosa”.

Anche sul linguaggio nella musica ha una posizione definita:

“Ci sono rapper molto fighi, poi c’è una parte machista che mi fa arrabbiare e non ascolto. Non sono contro il linguaggio violento, né quello che parla di strada, tutti devono esprimere quel che provano, ma credo che veicolare messaggi di odio nel 2026 non dia nulla alla bellezza e accresca l’ignoranza”.

Un debutto che va oltre il simbolo

Il fatto che Stella sia la prima cantante trans al Concertone segna un momento importante. Allo stesso tempo, fermarsi a questo dato non basta per raccontare i Santamarea.

La loro forza sta nel progetto musicale, nella coerenza del percorso e nella scelta di restare fedeli a quello che sono, senza adattarsi a modelli già pronti.

E questo, sul palco del Primo maggio, si è sentito subito.

 

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