Sauna, un ragazzo gay e un ragazzo trans innamorati tra le mille sfumature del desiderio queer

In una Copenaghen cupa e malinconica anche il sesso trova connotazioni inedite nel film di Mathias Broe, tra bisogni fisici ed emotivi,  strap-on, glory hole e sex sling.

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Sauna
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È stato presentato fuori concorso al Lovers Film Festival dopo la premiere mondiale all’ultimo Sundance Film Festival Sauna di Mathias Broe, 32enne regista danese qui al suo esordio cinematografico con la chiara intenzione di sfidare le norme sociali attraverso il cinema e dare forma ad un proprio spazio per le narrazioni queer.

Sauna, la trama

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Protagonista è Johan, interpretato da Magnus Juhl Andersen, giovane che ha appena iniziato a lavorare come receptionist all’Adonis, unica sauna gay di Copenhagen. Un ragazzo solitario, senza amici nè famiglia, alla ricerca di un rapporto stabile e di un ragazzo con cui iniziare a condividere la vita. Tutto cambia quando incontra William, uomo transgender di cui si innamora perdutamente sfidando le norme sociali su genere e relazioni. Johan e William riscrivono le loro storie personali, il loro mondo e la loro comunità grazie ad un sentimento inedito che entrambi faticano a gestire, tra rapporti sessuali ed emotivi, rigide percezioni su gender, amore e identità.

Le mille sfumature del desiderio queer

Sauna, un ragazzo gay e un ragazzo trans innamorati tra le mille sfumature del desiderio queer - Sauna di Mathias Broe - Gay.it

È una storia di coppia raramente raccontata, quella pensata da Broe, perché centrata su due anime apparentemente inconciliabili. Il desiderio queer con tutte le sue sfumature viene qui affrontato con cruda umanità, esaminando come identità e orientamento sessuale convergano e divergano. Perché da una parte abbiamo Johan, ragazzo gay a cui piace essere sessualmente dominato, marchiato dall’idea di un’ipotetica stabilità relazionale, mentre dall’altra c’è William, ragazzo trans che ha appena iniziato il proprio percorso di affermazione di genere. Attratti l’uno dall’altro e legati da un profondo desiderio fisico, Johan e William sono inevitabilmente divisi da limitazioni politiche e sociali, mondi paralleli che faticosamente riescono ad incontrarsi.

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La Sauna del titolo è luogo spartiacque e senza speranza dove i due iniziano a veder emergere le prime crepe, perché William in quanto uomo trans seppur omosessuale non può entrarci, nonché posto dove Johan trova rifugio quando sente il bisogno di essere sessualmente soddisfatto da uomini cisgender. Perché il sesso trova connotazioni inedite nel film sceneggiato da William Lippert, tra bisogni fisici ed emotivi, glory hole, strap-on e sex sling. Come una molla, Johan e William si avvicinano e si allontanano continuamente, consapevoli di vivere una storia a tempo che non potrà mai proseguire eppure incapaci di prenderne realmente atto, con il primo che continua a fare scelte folli e sbagliate nel provare ad aiutare l’amato e il secondo che in difesa della propria identità e della propria battaglia nel dovere affermarla non può far altro che arrivare alla più dolorosa nonché coscienziosa delle decisioni. Nel mezzo, in una Copenaghen cupa e malinconica, Broe racconta il tutto con profonda e dolorosa dolcezza.

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