Intervista a Selvaggia Lucarelli: “Capra sì, ma transessuale proprio no!”

«Io, se qualcuno mi dicesse che in passato ero un uomo, mi farei una risata»: parola di Selvaggia Lucarelli.

Siamo piuttosto sbigottiti a gay.it per la condanna inflitta a Selvaggia Lucarelli. Ella in sostanza fece un errore di valutazione anni fa, durante un’edizione di Miss Italia, riportando le voci che una candidata fosse transessuale. Selvaggia scrisse:
«La voce è più che insistente e io ve la spiffero in assoluta anteprima – aveva scritto – la storia che a Miss Italia ci sarebbe una concorrente trans in effetti pare sia vera. E il nome che gira è quello della numero 53, Alessia Mancini (omonima della nota showgirl), una tizia la cui altezza desta già qualche sospetto: è alta 1,84. La ragazza è operata, ha cambiato il suo nome all’anagrafe ed è stata eletta Miss Lazio il 23 agosto». A seguire i fatti andarono così: questa ragazza trasformò la notizia inesatta in insulto. Denunciò Lucarelli perché si sentì insultata per essere stata appellata come persona transessuale. Il tribunale le ha dato ragione e ha condannato Selvaggia Lucarelli. Certo, l’errore giornalistico compiuto all’epoca da Selvaggia fu macroscopico, bisognerebbe prestare maggiore attenzione, facile a dirsi ora, quando si rilasciano notizie che riguardano l’orientamento affettivo o l’identità di genere. Tuttavia, trasformare l’errore di una giornalista che ha rilasciato una notizia falsa in un precedente nel quale si sottolinea con sentenza che appellare una donna come transessuale sia un insulto ci lascia, lo ripetiamo, sbigottiti. Di seguito l’intervista che il nostro Alessio Poeta ha realizzato a Selvaggia in queste ore.
(Giuliano Federico)

In un momento delicato come questo dove si lotta per l’uguaglianza, per il rispetto e per l’abbattimento di tutte le etichette politiche e sociali, Selvaggia Lucarelli, la penna più affilata del web, dovrà pagare un’ammenda di cinquecento euro, oltre ad un risarcimento danni di circa cinquemila euro, per aver dato della transessuale nel 2010 ad un’aspirante Miss Italia, Alessia Mancini. La notizia è di ieri e ad annunciarla, ancor prima di qualsiasi quotidiano, è stata la trans più famosa d’Italia, Vladimir Luxuria che, tra le poche righe di un tweet, sembra anche lei prendere le parti della penna de Il Fatto Quotidiano. Abbiamo raggiunto Selvaggia per farle qualche domanda.

Da quando in qua dare della transessuale ad una donna è diventata un’offesa?

Beh, da ieri a quanto pare. Questa sentenza crea un precedente. Da ora in poi, al prossimo, si potrà dare della capra, ma non del transessuale, che evidentemente è ritenuto più umiliante.

Quindi se lei domani desse della donna a Vladimir Luxuria, rischierebbe un’altra volta?

E certo. Anzi, ora che ci penso, spesso mi dicono che scrivo e ragiono come un uomo, adesso, quindi, comincerò a querelare pure io. Scherzi a parte, quello che mi spiace di questa sentenza non sono i cinquecento euro di multa. Mi spiace che passi il messaggio che la transessualità non sia una semplice condizione transessualitàuomo o donna o avere i capelli neri o biondi, ma che sia un qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa di lesivo per la dignità. Perché questi sono stati gli argomenti in tribunale della ex miss; non è stato detto che “Selvaggia Lucarelli ha scritto una cosa falsa”, che ci stava anche..

E cosa è stato detto?

“Sono stata umiliata, mi vergognavo ad andare in giro per la città e anche la mia famiglia si vergognava.” Io, se qualcuno mi dicesse che in passato ero un uomo, mi farei una risata. Per cosa dovrei offendermi? Me la prenderei di più se qualcuno dicesse che in passato ho votato Berlusconi. O che sono andata con Bettarini, mi creda.

 

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Come si sente con 500 € in meno?

Ne donerò altrettanti all’Arcigay. Sono tutte le persone trans la vera parte lesa in questa storia.

Il web e tutti i quotidiani si stanno interessando all’accaduto. Accanimento nei suoi confronti o poche notizie all’orizzonte?

In dodici anni ho scritto qualcosa come ottocento articoli su quotidiani e tremila, almeno, post su Facebook, più qualche migliaia di tweet, non sempre proprio concilianti. Non mi sembra una gran notizia una multa di cinquecento euro in tutti questi anni, ma va bene così. Certo è che se si desse altrettanto spazio alle condanne per diffamazione, prese dagli altri scrittori e giornalisti, non ci sarebbe neanche più spazio per le notizie sul terremoto. Ah, dimenticavo: peccato non si dia altrettanto rilievo a tutte le cause che vinco.

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Per questa causa persa ha ricevuto più solidarietà dalle donne, dagli uomini o dal mondo trans?

Vladimir Luxuria e Fabio Canino hanno scritto su Twitter che è uno scandalo, che è una sentenza ingiusta. Li ringrazio.

Piuttosto, non pensa che il mondo trans soffra un pochino di vittimismo?

Beh, dopo questa sentenza, vaje a dà torto. 

Che poi, tornando sull’argomento, anche Platinette disse che Leila Ben Khalifa, del Grande Fratello 6, era una potenziale transessuale. Eppure, a Platinette, non accadde nulla..

Si vede che Leila è una donna autoironica e decisamente più evoluta di chi ha pensato di doversi fare sei anni di processo perché “umiliata” dall’essere stata definita trans.

Col senno di poi, in tutta sincerità, pensa d’aver sbagliato?

Sbagliai a non verificare una notizia. In dodici anni può capitare e può capitare per cose molto più serie, qui si parla di gossip. Io diedi il nome della Miss, ma tutti i giornali, in primis quelli che oggi scrivono della mia condanna, da giorni scrivevano che tra le ragazze in gara c’era una trans. Anche loro hanno scritto una falsità. Mi fidai, sbagliando, di una fonte; che poi è il più noto giornalista di gossip, non proprio il primo che passava di lì, ecco. Però, allo stesso tempo, va detto che non c’era un intento diffamatorio e mi spiace che invece sia passato questo. Aspetto comunque di leggere le motivazioni e poi deciderò un eventuale ricorso. Nel frattempo quello che mi spiace di più è leggere, per esempio, titoli come quello sul Corriere della Sera, della serie: “Selvaggia Lucarelli la umiliò additandola come trans.” Umiliò? Additandola? Ecco, per me, quel titolo, è umiliante sì, ma per tutti i transessuali. Io ho le spalle larghe, pur essendo donna dalla nascita, giuro.

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