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Serie tv queer e visibilità: quando la comunità è ben raccontata

Capita spesso di trovare personaggi LGBTQ+ messi lì per fare numero, scritti senza pensare al loro ruolo nella rappresentazione. Ma le cose stanno cambiando, ecco come.

8 min. di lettura
Personaggi LGBT Gay.it
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Nomi Marks (Sense8)

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Sense8 è stata una delle serie più inclusive e queer di sempre. Forse è anche questo il motivo per cui, quando Netflix ha pensato bene di cancellarla il primo giorno del Pride Month nel 2018, è scoppiata una vera e propria rivolta sui social. In quanto a inclusività, un gruppo con poteri psichici, connessi mentalmente in ogni parte del globo, capaci di sentire e provare ciò che provano e sentono gli altri è quanto di meglio si possa chiedere.

Tra i tanti personaggi di cui potremmo parlare, Nomi Marks è sicuramente uno di quelli che ha lasciato più un impatto, sempre in coppia con l’amata Amanita (Freema Agyeman). Nomi è una hacker transessuale ed è interpretata da Jamie Clayton, l’attrice anch’essa trans che abbiamo visto anche in The L Word – Generation Q. A lei viene lasciato anche il compito di dare voce al messaggio di fondo della serie, diventato un mantra anche nella vita reale: «Oggi cammino per ricordare che non sono solo un me. Sono anche un noi. E noi marciamo con orgoglio».

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Nel caso non fosse ancora chiaro, il fatto di avere personaggi queer interpretati da attori queer esattamente come loro ci fa dire «Finalmente!» e piace ai fan. E anche alla comunità.

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