Catra e Adora (She-Ra e le Principesse Guerriere)

Nel 2018 Netflix e Dreamworks hanno unito le forze per un reboot di una delle serie animate più famose degli anni Ottanta. È arrivata così She-Ra e le Principesse Guerriere, e dire che la serie ha cambiato completamente le carte in tavola per la rappresentazione queer è riduttivo. L’intero mondo di She-Ra è assolutamente inclusivo della realtà LGBTQ+, non viene nemmeno menzionato nei dialoghi da tanto è normale e irrilevante da sottolineare. Le coppie queer esistono e basta.
Una su tutte è quella formata dalle protagoniste ed è questa che fa del messaggio della serie un’innovazione importante. Catra e Adora erano amiche, vengono divise dalla guerra e alla fine si riuniscono, dichiarano il loro amore e si scambiano persino un bacio. Non solo, ma è proprio l’onestà sui sentimenti che permette loro di salvare l’universo.
Avere un’eroina che riesce a tenere la sua amata e a salvare il mondo alla fine della giornata è già una novità, se teniamo conto di come vanno questi cliché. Ma il punto è che She-Ra è una serie animata per bambini, e vedere l’omosessualità delle protagoniste trattata in modo così naturale al suo interno è qualcosa di sorprendente e inaspettato, almeno per i tempi che corrono. È un momento simbolico per la visibilità queer non solo nei media, ma anche nei programmi dedicati ai bambini. Se intere generazioni hanno dovuto sopportare storie su storie con sottotoni solo vagamente queer, ora loro non devono più farlo.
