SEXY SIXTIES

I gay cartoon anni '60. Con la sottile ambiguità di fondo e una carica erotica spiccatamente omosex. Da Hercules a Thor, da Simbad jr. a Johnny Ouest.

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L’animazione esplicitamente gay è nata pochissimi anni fa (clicca qui), e anche se si volesse comprendere l’enorme mercato giapponese si troverebbero prodotti di questo tipo solamente dai tardi anni ottanta in poi. Tuttavia se qualcuno volesse analizzare la storia dell’animazione statunitense nel suo complesso si stupirebbe della quantità di serie animate degli anni sessanta che, col senno di poi, si potrebbero definire gay-friendly. Ovviamente non si tratterebbe di prodotti esplicitamente gay, ma di serie caratterizzate da una sottile ambiguità di fondo o, addirittura, da personaggi dotati di una vera e propria carica erotica spiccatamente gay.

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I primi passi in questo senso sono stati fatti nel 1963, quando vide la luce la serie "The Mighty Hercules" che, liberamente ispirata alle avventure dell’eroe greco, cavalcava la nascente moda dei film "peplum" (ovvero a sfondo mitologico). Probabilmente oggi non farebbe scalpore, ma una serie incentrata su un eroe muscoloso e seminudo era qualcosa di rivoluzionario, e persino provocatorio se pensiamo alle associazioni censorie dell’epoca (clicca qui). Tantopiù che, anche se l’eroe era ufficialmente "insieme" alla bella Helena, preferiva di gran lunga vivere le sue avventure assieme al giovane centauro Newton e all’ ancor più giovane fauno Tewt (con tutte le implicazioni di "amore greco" che una mente smaliziata ne avrebbe potuto trarre). Fino ad allora il concetto di film e serie animate era legato all’idea "simpatico animaletto antropomorfo" e "The Mighty Hercules" ha segnato l’inizio di un epoca di eroi muscolosi e sempre più scoperti, su cui i giovani gay di allora avrebbero potuto finalmente fantasticare.

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Tuttavia la serie che ha segnato il vero "passaggio" è stata la semisconosciuta "Simbad Jr." (1965). Come è facile intuire dal nome, la serie aveva come protagonista un discendente diretto del famoso marinaio delle "Mille e una notte", che come lui viveva incredibili avventure navigando per i sette mari (in compagnia del pappagalo Salty). Simbad Jr. era poco più di un bambino tuttavia, e qui sta l’originalità, indossava una cintura magica che doveva stringersi addosso il più possibile (ai confini del masochismo) per potersi gonfiare di muscoli e salvarsi dai numerosi pericoli che incontrava lungo la sua strada (proprio negli anni in cui quel tipo di marinaio stava diventando un’ icona gay: sarà stato un caso ?).

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Il premio per il look più sexy in assoluto fra i protagonisti delle serie animate degli anni sessanta, tuttavia, potrebbe spettare a "Mighty Migthor": prodotta da Hanna-Barbera nel 1967, questa serie narrava le gesta del giovane cavernicolo Tor, che grazie a una clava magica poteva trasformarsi nel possente supereroe preistorico Mightor. La cosa notevole era che Mightor si presentava come una montagna di muscoli vestita solo da uno striminzito perizoma e da una maschera/mantello che non faceva altro che evidenziarne le forme: probabilmente un abbigliamento del genere non sfigurerebbe in un moderno sexy-shop.

Se però facciamo un salto indietro, fino al 1964, possiamo trovare persino una serie i cui protagonisti erano il prototipo della famiglia gay ideale. "Jonny Quest" era una serie che puntava sulle esotiche avventure del piccolo Jonny, mentre accompagnava il padre Dottor Benton Quest nella risoluzione di inquietanti misteri nei quattro angoli del globo. La cosa interessante era che il Dottor Quest, vedovo, era sempre "assistito" dall’avventuriero Race Bannon, con cui conviveva e dal quale non si separava mai, e insieme avevano persino deciso di adottare un giovane indiano di nome Hadji. Questa situazione era talmente ambigua che, per mettere a tacere le malelingue, nella seconda serie (1986) venne introdotta la presenza fissa del fantasma della defunta signora Quest, mentre nella terza (1996) faceva parte del gruppo anche la ragazza di Race Bannon (che precedentemente non era mai stata neppure menzionata). In compenso Jonny e Hadji erano cresciuti (nella prima serie avevano dieci anni, nell’ultima più di diciotto), e il rapporto fra loro due aveva idealmente "sostituito" quello fra il Dottor Quest e Race Bannon.

La tendenza a produrre serie animate con connotazioni gay più o meno velate avrebbe avuto un arresto negli anni settanta, per poi conoscere un nuovo e più significativo exploit negli anni ottanta, ma questa è un’ altra storia…

Per riascoltare la sigla di "Mighty Hercules" clicca qui.

Per riascoltare la sigla di "Mighty Mightor" clicca qui.

Per riascoltare la sigla di "Jonny Quest" clicca qui.

di Valeriano Elfodiluce

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