È impossibile parlare di cinema italiano senza pensare a Stefania Sandrelli, una figura che nel tempo è diventata un vero patrimonio culturale. 

Quattro David di Donatello, sei Nastri d’argento e un Leone d’oro alla carriera ricevuto nel 2005 fanno già capire la portata del mito. La sua storia però non è solo fatta di premi, è un intreccio potente di dolori, scoperte, identità e libertà.

Nata a Viareggio nel 1946, figlia di Florida e Otello Sandrelli, l’attrice ha raccontato al Corriere un frammento straziante della propria infanzia, un ricordo che ancora oggi custodisce come una ferita lucida:

“Otello Sandrelli. La sua famiglia aveva una pensione a Viareggio: pensione Sandrelli. Mi mettevano in mezzo nel lettone, la mamma mi chiedeva: “A chi vuoi più bene?”. “A te” sussurravo. Poi toccava a papà: “A chi vuoi più bene?”. “A te…”. Morì che avevo otto anni.

Di cosa? Cirrosi. L’ultima frase che mi disse fu: “Al tuo ritorno troverai una bicicletta nuova”. Poi mi mandarono dalla zia in campagna. Mia madre me lo tenne nascosto, raccontò che papà era partito per un lungo viaggio; ma io sentii i cugini sussurrare che il babbo di Stefania era morto. 

Non dissi niente a mamma. Piansi a lungo con la testa sotto il pianoforte. C’era però questa bicicletta nuova, rossa. È stata la compagna della mia infanzia. Da allora inforcare una bicicletta è la felicità”.

È da questo dolore che nasce la futura attrice, una ragazza che ha imparato presto cosa significhi cavarsela da sola e che, proprio grazie a quella forza iniziale, avrebbe conquistato un’intera generazione di spettatori.

Stefania Sandrelli

Da Miss Italia alle luci del set: l’ascesa di Stefania Sandrelli

La prima svolta arriva nel 1960, quando una giovanissima Stefania Sandrelli partecipa a Miss Italia. Ha appena quindici anni, ma lo sguardo magnetico c’è già tutto. Nel 1961 la chiamano per il suo primo film, Gioventù di notte, diretto da Mario Sequi. È solo l’inizio.

L’arrivo di ruoli come Il federale di Luciano Salce e soprattutto Divorzio all’italiana di Pietro Germi la spalanca alla notorietà.

È l’alba di una carriera gigantesca costruita non sull’immagine innocente della ragazza di provincia, ma sulla capacità di trasformare ogni parte in complessità, sensualità ed emancipazione femminile.

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L’incontro che cambia tutto: Stefania Sandrelli e Gino Paoli

Se la carriera decolla, la vita sentimentale non resta indietro. Il suo quindicesimo compleanno è il momento in cui incontra Gino Paoli, un artista già celebre.

Lei lo ammira in tv mentre canta La gatta, lo trova diverso, sorprendente, fuori dai canoni. Poi arriva la Bussola, un vestito verde con le frange e un incontro che fa storia.

La testimonianza dell’attrice è un romanzo vero:

Mi dicevano che era triste e brutto; io lo trovavo allegro e bellissimo… Ci frequentavamo come amici… ogni tanto scappavamo in pineta a darci un bacio…”.

La loro storia, durata fino al 1968, accende i giornali dell’epoca anche perché Paoli è sposato. Nel 1964 nasce Amanda. Una relazione irregolare, passionale, complicata, segnata da un mondo ancora rigido e poco incline a tollerare storie che sfioravano la trasgressione o l’autodeterminazione femminile.

E quando la madre dell’attrice si ammala, quel rapporto arriva al capolinea:

“Mi disse: “Se parti, finisce tutto”. Partii. Finì…”.

È un punto fermo della sua vita: scegliere se stessa, scegliere la famiglia, scegliere la verità.

Il matrimonio, le scelte difficili e il coraggio del cambiamento

Nel 1972 Stefania Sandrelli sposa il medico Nicky Pende, da cui avrà il figlio Vito nel 1974. È un amore vero, non una parentesi. Ma è anche un percorso complicato, segnato dalla difficoltà di ottenere un divorzio che all’epoca non era certo “a portata di mano”.

Lei stessa racconta a Sette:

Ho sposato Nicky per amore, e l’ho lasciato amandolo… Gli ho dato tempo, altri due anni e mezzo”.

Luigi Tenco e un flirt velato di poesia

Tra le pagine più affascinanti della vita dell’attrice c’è il breve flirt con Luigi Tenco, una storia “sportiva”, come l’ha definita lei stessa.

Una vicenda tenera, discreta, avvolta dal profumo di una giovinezza che correva più veloce del tempo:

“Luigi era così affascinante… suonava il sassofono… Sì, una storia ci fu. Una storia veloce…”.

L’amore che dura: Stefania Sandrelli e Giovanni Soldati

Dal principio degli anni Ottanta, nella vita di Stefania Sandrelli esiste un porto sicuro: Giovanni Soldati, figlio del regista Mario.

Un amore costruito sulla complicità e sui silenzi condivisi, nato da un tango e da un’amicizia cresciuta in qualcosa di unico:

“Quello nato da un’amicizia… è la forma più rassicurante d’amore”.

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