Il finale di Stranger Things non ha segnato soltanto la chiusura di una delle serie più popolari dell’ultimo decennio, ma ha aperto una frattura evidente tra racconto e ricezione. A catalizzare le reazioni è stato il coming out di Will Byers nell’episodio 7 della quinta stagione, una scena che ha innescato un acceso dibattito, rapidamente trasceso dal piano narrativo a quello ideologico e politico.

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Stranger Things 5 dopo l’episodio del coming out
Dopo la messa in onda dell’episodio natalizio, le principali piattaforme di rating hanno registrato un calo netto del gradimento, come riferisce anche Variety. Su IMDb l’episodio è rapidamente scivolato tra i meno apprezzati dell’intera stagione (con un punteggio di 5,4 su 10), segnando una discontinuità rispetto alla media dei voti precedenti (tra l’8,6 e il 9,2). Ancora più marcato il caso di Rotten Tomatoes, dove il punteggio del pubblico si è attestato intorno al 56%, contro l’89% della quarta stagione.
Le reazioni negative risultano concentrate in modo particolare sull’episodio che include la scena del coming out di Will Byers (interpretato da Noah Schnapp) con i suoi amici.
Sui social network la reazione si è articolata in forme diverse: parodie, meme, commenti ironici e critiche dirette alla scrittura. In molti casi, il bersaglio non è stato tanto il contenuto della rivelazione quanto la sua collocazione temporale e il suo peso all’interno di una fase narrativa percepita come cruciale per l’escalation verso il finale.
will coming out was so emotional 😭 #StrangerThings5 pic.twitter.com/3elISVQV73
— stranger things scenes (@strangersceness) December 26, 2025
L’intervento di Elon Musk su X

Nel dibattito è intervenuto anche Elon Musk – per nulla nuovo a lamentele sul fatto che film e serie TV stiano diventando “woke” – che con un commento pubblicato su X ha sintetizzato una posizione già molto diffusa tra una parte del pubblico. “È completamente inutile e forzato su un pubblico che vuole solo godersi un po’ di fantascienza di base”, ha scritto, riferendosi al coming out di Will.
It’s completely unnecessary and forced on audiences who just want to enjoy some basic sci-fi
— Elon Musk (@elonmusk) December 28, 2025
Secondo questa lettura, la rivelazione dell’orientamento sessuale del personaggio sarebbe stata inserita più per rispondere a un’agenda culturale che a una necessità interna alla trama. Un’accusa che si è intrecciata rapidamente con la cosiddetta retorica anti-woke, già emersa in precedenza attorno alla serie.
Will Byers: un arco narrativo già esplicito
Una parte significativa delle critiche, tuttavia, non nega il percorso del personaggio. Il fatto che Will Byers sia gay non è mai stato realmente un mistero per chi segue la serie. Nelle stagioni precedenti, la sua distanza dalle dinamiche sentimentali degli altri ragazzi e il suo rapporto con l’identità sono stati costruiti in modo progressivo e coerente.
La critica si concentra soprattutto sulla gestione della scena: un monologo lungo e centrale, collocato nel pieno di una fase di massima tensione narrativa.
La quinta stagione di Stranger Things è stata accusata, già con l’uscita del “Volume 1”, di una scrittura meno compatta rispetto al passato. Alcuni fan hanno parlato di dialoghi ridondanti, personaggi che “si parlano addosso” e un uso massiccio di effetti speciali che non sempre si traduce in progressione narrativa.
In questo contesto, il coming out di Will è apparso a molti come una pausa forzata, un rallentamento che interrompe l’escalation verso lo scontro finale con Vecna. Non è un caso che le critiche si siano intensificate proprio dopo l’episodio natalizio, diffuso a ridosso del gran finale, quando una parte del pubblico si aspettava un’accelerazione, non una deviazione emotiva.
La lettura critica di Variety e le parole di Schnapp
Daniel D’Addario, capo corrispondente di Variety, ha offerto una lettura diversa della scena, sottolineandone la portata emotiva. Secondo il critico, il monologo di Will “tocca una corda emotiva” proprio perché riflette il percorso personale di coming out dell’attore Noah Schnapp. Nella sua rubrica, D’Addario scrive: “Un personaggio centrale che si apre sulla propria identità queer in una serie enorme come Stranger Things appare come un momento sismico e, allo stesso tempo, come il punto di arrivo di un viaggio molto lungo”.
Lo stesso Schnapp, in un’intervista a Variety, ha raccontato di essersi commosso leggendo la scena per la prima volta, girata nell’arco di quasi 24 ore. “Ero in lacrime”, ha spiegato l’attore, aggiungendo: “Il cast è stato straordinario. Non dimenticherò mai quanto siano stati di supporto quel giorno e quanto siano stati rispettosi e generosi con me”.
Nonostante le contestazioni, il successo commerciale della serie non è stato scalfito. I primi quattro episodi della stagione hanno totalizzato circa 60 milioni di visualizzazioni nei primi cinque giorni. Netflix ha continuato a investire sull’evento, tra campagne pubblicitarie, partnership commerciali e proiezioni speciali in oltre 500 sale nordamericane per l’ultimo episodio, diretto dai Duffer Brothers.
Il finale, intitolato The Rightside Up, è stato distribuito in Italia su Netflix alle 2 del mattino del 1° gennaio 2026, trasformando la visione in un evento collettivo seguito da milioni di spettatori.
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