Anni d’attesa e di speranze per uno dei coming out più chiacchierati della storia televisiva. La settima puntata della 5a stagione di Stranger Things, con l’ottava e ultima in uscita il 1 gennaio, ha finalmente concesso ai fan della celebre serie Netflix il coming out di Will, interpretato da Noah Schnapp. Per un paio di stagioni gli appassionati di Stranger Things avevano ipotizzato che Will potesse essere gay, nonché segretamente innamorato dell’amico d’infanzia Mike, interpretato da Finn Wolfhard. Nel corso della stagione 4 abbiamo visto Will arrivare ad un niente dal dichiarare il proprio amore all’amico di sempre, con Noah Schnapp che ha nel frattempo fatto coming out nella vita reale a inizio 2023.
Il coming out di Will in Stranger Things 5

Fino all’exploit del settimo episodio della 5a stagione, con un monologo che ha diviso il web tra chi ha applaudito commosso la scena e chi l’ha fortemente criticata, per la sua scrittura e il suo sviluppo.
Sebbene Will abbia trascorso gran parte della serie come vittima, perché rapito da Vecna nel lontano 2016, nella quinta stagione conquista il ruolo di eroe, avendo scoperto poteri soprannaturali simili a quelli di uno stregone. Proprio grazie a Vecna, con cui condivide pensieri e paure, Will ha potuto guardare al futuro suo e delle persone a lui più care. Per sconfiggere il mostro il giovane deve svelare tutti i propri segreti a chi gli vuole bene. Tra questi segreti spicca quell’omosessualità mai esplicitata, che Will dichiara non solo a sua madre ma anche a tutti gli amici. Un coming out collettivo che i fratelli Duffer hanno impiegato non poco a scrivere, rimettendoci mano mille volte.
Il monologo di Will
will coming out was so emotional 😭 #StrangerThings5 pic.twitter.com/3elISVQV73
— stranger things scenes (@strangersceness) December 26, 2025
“Io non vi ho detto niente fino ad ora perché non voglio che mi vediate in modo diverso, ma la verità è che io sono diverso”, confessa Will a sua mamma e agli amici nella scena clou della penultima puntata. “Ho fatto finta di non esserlo perché non volevo esserlo. Io volevo essere come tutti gli altri, come i miei amici, io sono come voi. Ci piace giocare a D&D fino a notte fonda. E l’odore di vecchio nella cantina di Mike, ci piace andare in bici, perderci nei boschi, discutere su quale film noleggiare e accordarci sempre sui Monty Python e il Sacro Graal. Ci piace il cioccolato al latte sui popcorn con tanto burro, bere la Coca Cola, correre con la bici, scambiarci i fumetti, la NASA e Steve Martin. Ci piacciono davvero le stesse cose. Solo che io, io, non sono attratto dalle ragazze. Voglio dire, mi piacciono, solo non come piacciono a voi ragazzi. Ho avuto una cotta per una persona anche se so che lui non è come me, il punto non è lui ma io. Credevo di aver finalmente accettato me stesso. Poi Vecna mi ha mostrato cosa sarebbe accaduto se avessi fatto tutto questo, se vi avessi detto la verità. Mi ha mostrato la verità e in questo futuro alcuni di voi sono preoccupati per me, che possa essere più difficile per me e questo mi fa credere che io non vado bene. Così vi allontano, così anche gli altri finiscono per allontanarsi da me e sono sempre di più, fino a quando non resto solo. Lo so che non è ancora successo e che Vecna non può prevedere il futuro ma lui vede le nostre menti e sa cose, e sembrava tutto così reale, così reale”.

A questo punto Joyce Byers, mamma di Will interpretata da Winona Ryder, interrompe suo figlio per tranquillizzarlo, perché “questo non succederà mai, tu non mi perderai mai“, con tutti gli amici che si alzano per abbracciarlo, in lacrime.
Le contrastanti reazioni al coming out

Una scena dalle forti emozioni che molti hanno criticato, un po’ perché a loro dire Will avrebbe fatto coming out solo perché istigato da Vecna e un po’ perché Noah Schnapp non brilla particolarmente sul piano recitativo. Anche da un punto di vista narrativo c’è chi ha storto il naso perché arrivati a questo punto della storia, ad un solo episodio dalla fine di Stranger Things, il coming out di Will, con simile ‘drammatizzazione’, apparirebbe forzato.
C’è chi ha rimpianto il coming out di Robin con Steve nella 3ª stagione, ritenendolo molto più riuscito ed emozionante, e persino chi ha gratuitamente cavalcato l’immancabile “allarme woke”, se solo non si vociferasse dell’omosessualità di Will da ben due stagioni, senza dimenticare chi ha lodato i Duffer Brothers per aver incluso simile coming out nella più vista, costosa e celebre serie Netflix degli ultimi 10 anni. L’episodio 7 della 5a stagione è così diventato quello con il voto più basso di tutta la serie su IMDB.
Noah Schnapp e il monologo di una vita
Un monologo che lo stesso Noah Schnapp aveva a lungo atteso, come rivelato a Variety.
“Sapevo che sarebbe successo. In questa stagione, abbiamo letto insieme i primi sei episodi e ho pensato “OK, non è ancora successo, quindi sarà nell’episodio 7 o 8”, che non era ancora stato scritto. Quindi, da gennaio e per tutto l’anno ho continuato a mandare messaggi ai Duffer: “È finito? L’avete scritto? È nel 7 o nell’8? Come lo scriverete?”. Alla fine mi hanno detto che ce l’avevano, l’ho avuto entro la fine dell’anno, ad agosto o settembre. Ed ero in lacrime. Era perfetto. Non avevo appunti a riguardo”.

Una scena che è stata complicatissima da girare, seppur apparentemente facile rispetto al resto della serie.
“Una giornata di 12 ore solo per quel monologo. E non abbiamo nemmeno finito. Siamo tornati una settimana dopo per rigirare alcune parti della scena per altre 12 ore. Era tipo, “Oddio, quante altre volte posso farla?”. Ma è stato bello perché mi ha permesso di provare così tante cose diverse. Per mesi, prima di girare, ho ripassato tutto mattina e sera, ogni giorno, senza prepararmi su come dirlo o su come sentirmi. Mi sono limitato a recitare le battute ad alta voce, senza emozioni, solo per assimilarle. Ma poi, il giorno stesso, ho potuto esplorare i sentimenti e le emozioni, ed è stato divertente avere quelle 12 ore per giocare, provare emozioni. Il cast è stato così gentile. Non dimenticherò mai quanto mi abbiano supportato quel giorno, quanto siano stati rispettosi e generosi nei miei confronti, perché hanno dovuto stare seduti lì per un’intera notte solo ad ascoltarmi blaterare. Mi hanno supportato in tutte queste angolazioni, anche se non venivano nemmeno ripresi dalla telecamera. Avrebbero potuto andare a sedersi al Video Village o a passare il tempo altrove, ma sono rimasti tutti seduti al loro posto per tutto il giorno. È stato davvero speciale. C’erano così tante scelte diverse nelle diverse riprese. Ricordo che mi hanno chiesto: “Vuoi… Vuoi fare prima il primo piano o vuoi farlo a fine giornata?”- Perché quella era la ripresa più importante. Quindi potevo iniziare con un’inquadratura ampia, esplorarla e sentire la scena, per poi passare al primo piano, oppure iniziare direttamente. Ero davvero indeciso. Ho deciso all’ultimo minuto: “Cominciamo con il primo piano. Sono pronto e voglio farlo”. E poi è stata una delle prime riprese della giornata, e quella era la maggior parte del succo della scena. È stato così bello, era reale e crudo e sono contento di averlo fatto in quel modo”.
Nel suo monologo-coming out Will non usa la parola gay, mai, confessando di non provare attrazione per le ragazze. Una scelta precisa che Noah Schapp ha condiviso. “Ne ho parlato specificamente con i Duffer. Dobbiamo ricordare che siamo negli anni ’80. Quando io ho fatto coming out non ho pronunciato la parola “gay”. È difficile e fa paura dirlo. Negli anni ’80, non riesco a immaginare quanta più pressione ci fosse e quanto più ci fosse da perdere. Quando Will si confronta per la prima volta con la situazione davanti ai suoi amici, probabilmente ha paura di usare quella parola, ma non c’è niente di sbagliato. Credo semplicemente che si sentisse più a suo agio ad esprimerla in quel modo”.
I Duffer Brothers e la scena più complicata da scrivere di tutto Stranger Things

A parlare sono stati anche i fratelli Duffer, creatori di Stranger Things, che hanno rivelato a Variety quanto quel monologo sia stato il più difficile da scrivere di tutta la stagione 5.
“Il coming out di Will è qualcosa di cui parlavamo e che volevamo fare da molto tempo. Inizialmente doveva essere nella quarta stagione, ma ci siamo resi conto di non avere lo spazio per farlo come si doveva fare. E siamo contenti di non averlo fatto, perché ci ha davvero dato il tempo di sviluppare un’intera stagione verso questo momento. E sì, sta iniziando ad accettare se stesso, come vediamo nel Volume 1. Si capisce che c’è ancora qualcosa lì dentro che Vecna sta sfruttando, ovvero il fatto di non averlo detto a nessuno. Questo alla fine ha portato alla scena del coming out. In definitiva, per sconfiggere Vecna deve fare coming out non solo con sua madre ma anche con i suoi amici. Ed è per questo che l’abbiamo messo proprio alla fine, perché è molto importante per la loro battaglia e per ciò che li aspetta. Inizialmente, nella bozza originale della scena doveva esserci solo Joyce. E la scena non funzionava a dovere. Ci siamo resi conto che Joyce è una parte importante, ma aveva davvero bisogno di farlo davanti a tutti. Abbiamo dedicato più tempo a scrivere quella scena che per qualsiasi altra scena di questa stagione, se non in assoluto. Eravamo così preoccupati di farlo bene. C’erano un sacco di cose da fare. Voglio dire, eravamo decisamente nervosi, ma mai quanto nel doverla consegnare a Noah. Perché in definitiva doveva avere un impatto, una sincerità soprattutto per lui. La stavamo davvero scrivendo per Noah. Ci ha risposto piangendo dopo averla letta”. “Quel giorno, francamente, non c’erano molte indicazioni. Noah ha impiegato molto tempo – voglio dire, mesi – a prepararsi per quella scena, per quel momento. Per fortuna quella sceneggiatura era stata completata con largo anticipo. So che ha lavorato molto da solo. C’era molta pressione quel giorno, perché non solo stavi girando quella scena che sai essere la più importante per te nella stagione, ma la stavi girando non solo davanti alla troupe, ma praticamente davanti a tutti i suoi colleghi attori. E loro erano tutti lì per lui. L’unica cosa che ci siamo detti è stata: “Come vuoi che iniziamo? Dove vuoi che sia la telecamera?”. E la maggior parte di ciò che c’è è nella prima ripresa. È uno di quei momenti che speri sempre di trovare quando lavori con un attore: sembrava aver raggiunto qualcosa di incredibilmente vero. Non sembrava che stesse recitando. Credo che Noah si sia perso completamente in quella scena, e quella ripresa è ciò che è finito nella serie”.
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