STUPRO DI MASSA PER NICOLE

A Cannes si urla allo scandalo e al capolavoro: "Dogville" è il nuovo film di Lars Von Trier, una crudelissima critica all'America e al consumismo con una insuperabile Kidman.

STUPRO DI MASSA PER NICOLE - dogville06 - Gay.it
4 min. di lettura

CANNES – Cattivissimo Lars. Dall’alto del suo genio, il grande regista danese ha fatto il suo film choc. Ironicissimo e di una crudeltà infinita. Cannes è fortemente turbata dal noir estremo ‘Dogville‘ di Lars Von Trier, uno dei massimi e più premiati ‘metteurs en scène’ esistenti al mondo, creatore del movimento ‘Dogma’ (e sulla Croisette i critici parlano già di Post Dogma) fondato su dieci regole alla ricerca di un cinema più realista del vero su set artificiali, una specie di post Nouvelle Vague, capace di rinnovarsi continuamente facendo trilogie rivoluzionarie completamente diverse tra di loro, vincitore della Palma d’Oro nel 2000 con ‘Dancer in the Dark‘, capolavoro di fine millennio. Insomma, il nuovo Godard+Kubrick+?

STUPRO DI MASSA PER NICOLE - dogville02 - Gay.it

E ragazzi, qui c’è Nicole. Sì, sì, è proprio lei, e con pochi effetti speciali (diciamo un po’ di trucco). Splendida in un vestitino rosso con richiami colorati e collarino da cagnolina ubbidiente, non sa quello che la aspetta. Vedersi invece Lars con la radiosa moglie Bente, rilassato e incurante, fa venire qualche dubbio sulle paranoie che lo caratterizzano (e qui si trema per la Sars a tal punto che gli accreditati orientali sono decimati e negli hotel ci sono sempre più ‘no contact toilets’). Per la Nicole, invece, delirio da stadio, ma lei non ha occhi che per la sua immagine. Chi ci colpisce, invece, è il bellissimo Jean-Marc Barr, interprete de ‘Le onde del destino‘ e del gay ‘Marciando nel buio‘ di Massimo Spano, elegantissimo e fascinoso a fianco della brava produttrice Vibeke Windelov.

STUPRO DI MASSA PER NICOLE - dogville03 - Gay.it

Ed ecco materializzarsi Dogville, quieta cittadina delle Montagne Rocciose ricreata in studio inizialmente con strisce bianche sul pavimento con i nomi delle vie e qualche altro oggetto. Un giorno arriva lei, la misteriosa dark lady Grace, annunciata da una serie di spari e dall’abbaiare del cane Moses, in fuga chissà da chi o da cosa. La povera donna con stola di pelliccia si ritrova nella centrale Elm Street (la stessa di ‘Nightmare’) alla ricerca di un riparo. Tom, lo scrittore disturbato di Dogville, convince gli abitanti ad ospitarla e lei inizia a lavorare per tutta la comunità. C’è Ma Ginger, la proprietaria dell’unico negozio di Dogville che ha strane statuine in vetrina (un’inimitabile Lauren Bacall relegata in un ruolo di contorno poco significativo), la mamma Vera con uno stuolo di ragazzini e un marito introverso, la bella Liz, il dottore ipocondriaco, una ragazzina nera handicappata e uno strano tipo cieco (Ben Gazzara bravo come non mai).

STUPRO DI MASSA PER NICOLE - dogville04 - Gay.it

La povera Grace, apparentemente tutta bontà e sincerità, inizia a lavorare per loro ma piano piano i solidi equilibri della piccola comunità iniziano a franare e gli abitanti di Dogville iniziano a pretendere sempre di più dalla nuova arrivata. Ma i gangster in città, capeggiati dal potentissimo Big Man, sono in cerca di lei.
Ma perché Grace è fuggita? Che cosa cerca? E soprattutto, che cosa ha da nascondere? Partendo dai grandi classici del cinema americano come ‘Johnny Guitar’ e ‘La donna del bandito’, Von Trier fa un’operazione molto interessante adottando uno stile inusuale che mescola Brecht con l’avanguardia teatrale anni ’70 tipica delle produzioni della Royal Shakespeare Company come ‘Nicholas Nickleby’ (ha dichiarato che «gli manca il teatro in tv») e aggiungendo sofisticati effetti speciali che prendono vita piano piano per ricreare la struttura fisica e morale dell’imprevedibile Dogville dove le porte inizialmente non si vedono e non si sa fin dove gli occhi possono arrivare.

STUPRO DI MASSA PER NICOLE - DOGVILL4 - Gay.it

E l’anima sentimentale del regista viene fuori nel gigantesco e spiazzante finale (ma il prefinale ha una leggera caduta perché troppo meccanico) che ha scatenato infiniti dibattiti fra i critici titillati da tanta provocazione intellettuale. Ed è sicuramente il film più politico di Von Trier, eccessivamente critico nel suo antiamericanismo, ma se lo si accetta come analisi radicale del consumismo (e non del capitalismo ‘tout court’) oppure lo si vede come uno strano gioco quasi perfetto tra il Cluedo, la dama di Bill e un giallo dalle sfumature arcobaleno, privo di ombre, la soddisfazione è immensa. Ma ‘Dogville’ è soprattutto bello da vedere grazie all’interpretazione davvero straordinaria di una Nicole Kidman che, modellata dallo sguardo vorace e attento del regista, raggiunge vette espressive davvero elevate, soprattutto quando riesce a perdere il controllo nei momenti giusti: nel film viene violentata da mezza città, sottoposta alle punizioni più indicibili come una reietta bastarda e pronta a vendicarsi senza alcuna pietà (la scena di stupro più impressionante, che ha raggelato l’intera platea, verrà probabilmente tagliata nelle copie destinate all’estero). Non sarà facile batterla nella lotta alla Palma ma la vittoria così recente dell’Oscar è un ‘atout’ non indifferente.

STUPRO DI MASSA PER NICOLE - dogville05 - Gay.it

Lars potrebbe ambire a quella della miglior regia, uno dei pochi premi che gli restano da vincere (oltre all’Academy Award che gli americani, sicuramente, non gli daranno presto). A cercare il pelo nell’uovo, Lars poteva fare il capolavoro di una carriera ma la decisione di fare una trilogia sulla storia americana (il secondo capitolo, ‘Manderlay‘ è già in preproduzione e dovrebbe avere come protagonista sempre la Kidman) forse l’ha frenato nel suo effluvio creativo e la complessità della storia (‘Dogville’ dura tre ore che, comunque, volano via) l’ha trattenuto dall’osare di più soprattutto nell’ultimo terzo del film, il più sorprendente e immaginifico.
Festa da urlo in una specie di grossa cuccia in un luogo segreto ma non troppo. Svelare di più sarebbe un omicidio, oppure, come direbbe il cane Moses: “Bau, bau, folks!”.
Applauditissimo.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Lux Pascal, la sorella di Pedro Pascal nel cast di Summer War. Sarà il suo primo film dopo il coming out - Lux Pascal e Pedro - Gay.it

Lux Pascal, la sorella di Pedro Pascal nel cast di Summer War. Sarà il suo primo film dopo il coming out

News - Redazione 23.2.24
GLORIA! (2024)

Le ragazze ribelli di Gloria! Tutto sul primo sovversivo film di Margherita Vicario

Cinema - Redazione Milano 22.2.24
“Specchio specchio delle mie brame”, la sexy gallery social vip tra Mahmood, Evans, Keoghan, Bailey e altri - Specchio 8 - Gay.it

“Specchio specchio delle mie brame”, la sexy gallery social vip tra Mahmood, Evans, Keoghan, Bailey e altri

Culture - Redazione 23.2.24
Marco Mengoni e Mahmood una canzone insieme

Marco Mengoni e Mahmood, una canzone insieme

Musica - Mandalina Di Biase 23.2.24
@giorgiominisini_

Giorgio Minisini contro gli stereotipi: perché essere maschio alfa, quando puoi stare bene? – L’intervista

Corpi - Riccardo Conte 21.2.24
adolescente-non-binari-aggressione-oklaoma (1)

USA, Nex Benedict, sedicenne non binariǝ, muore dopo un’aggressione transfobica a scuola

News - Francesca Di Feo 21.2.24

Leggere fa bene

Down Low, primo trailer della commedia vietata ai minori con Lukas Gage e Zachary Quinto - Down Low 2 - Gay.it

Down Low, primo trailer della commedia vietata ai minori con Lukas Gage e Zachary Quinto

Cinema - Redazione 27.9.23
Emma Stone in Poor Things (2023)

Emma Stone difende le scene di sesso in Povere Creature

Cinema - Redazione Milano 19.1.24
Cuckoo (2024)

Hunter Schafer è la perfetta scream queen nell’horror Cuckoo – VIDEO

Cinema - Redazione Milano 9.2.24
"Le variabili dipendenti", il corto queer di Lorenzo Tardella è in corsa per gli Oscar 2024 - cover Le Variabili Dipendenti - Gay.it

“Le variabili dipendenti”, il corto queer di Lorenzo Tardella è in corsa per gli Oscar 2024

Cinema - Federico Boni 15.11.23
Taylor Zakhar Perez e il dubbio se depilarsi il sedere, il racconto del regista di Rosso, bianco e sangue blu - Taylor Zakhar Perez - Gay.it

Taylor Zakhar Perez e il dubbio se depilarsi il sedere, il racconto del regista di Rosso, bianco e sangue blu

Cinema - Redazione 5.9.23
Trace Lysette in MONICA (2022)

Independent Spirit Awards 2023, pioggia di nomination LGBTQIA+. Trace Lysette candidata come miglior attrice

Cinema - Redazione Milano 6.12.23
CARY GRANT IN NORTH BY NORTHWEST

Ma quindi Cary Grant era gay o no? La figlia smentisce tutto

Cinema - Redazione Milano 12.12.23
Carmen Madonia in 'Something You Said Last Night' (2022)

Something You Said Last Night, e la banale quotidianità di una millennial trans

Cinema - Riccardo Conte 6.1.24