Tanti auguri Lucio Dalla: omaggio all’artista bolognese che ha ‘sfidato’ le etichette

78 anni fa nasceva Lucio Dalla. Ricordiamo l'artista bolognese, mai resosi protagonista di un coming out pubblico.

Tanti auguri Lucio Dalla: omaggio all’artista bolognese che ha 'sfidato' le etichette - lucio dalla - Gay.it
4 min. di lettura

Oggi, 4 marzo 2021, Lucio Dalla avrebbe compiuto 78 anni. Il cantautore italiano dalla voce calda e pacata, è stato uno dei più grandi esponenti della musica contemporanea. Dagli ’60 fino ad inizio del 2000 le sue canzoni sono state parte integrante della nostra cultura popolare. Lucio Dalla ha cantato l’amore e la vita in tutte le sue sfumature senza mai perdere quella voglia di stupire il pubblico. Nato sotto il segno del jazz, nel corso della sua carriera ha sperimentato vari generi, tanto è vero che dalla stampa specializzata è stato definito un vero e proprio innovatore. Infatti fin dai suoi primi lavori ha cercato nuovi stili e nuovi orizzonti.

Tanti auguri Lucio Dalla: omaggio all’artista bolognese che ha 'sfidato' le etichette - lucio dalla - Gay.it

 

La musica: per Lucio Dalla è stata una grande compagna di vita

Una carriera che è stata vissuta con cognizione di causa, osando senza mai strafare, solo con la consapevolezza  di essere un artista nel vero senso del termine. È stato prima autore solo delle musiche, poi con il tempo si è scoperto anche paroliere, una voglia che è nata  solo all’apice della sua carriera. A nove anni dalla sua morte improvvisa e nel giorno del suo compleanno è giusto ricordare l’uomo dietro l’artista. Di Lucio Dalla si è parlato spesso non solo della musica ma anche della  sua omosessualità. Su questo argomento le notizie sono state sempre contraddittorie. È stato comunque un artista che ha voluto vivere lontano da etichette, facendo parlare solo la sua canzoni.

Nato nel cuore di Bologna a metà degli ’40, fin da bambino trova nella musica il suo rifugio. Dopo la morte del padre, Lucio Dalla è finito in collegio dove ha frequentato le scuole elementari e lì ha mosso i primi passi. Ha imparato a suonare la fisarmonica e si esibito in alcune recite scolastiche. In questo ha trovato in sua madre una grande alleata, come lo stesso Dalla ha sempre affermato in molte interviste. Dopo gli studi a Roma torna a Bologna e comincia la sua corsa nel mondo della musica.

Mi madre mi ha sempre come un vero artista. Avevo 11 anni quando mi portò in un istituto per un test sulle attitudini. Risultai essere un mezzo deficiente, ma lei aveva di un’opinione diversa. A scuola andavo male, questo era vero.  Ma ho sempre preferito andare in giro a suonare.

 

Si appassiona al jazz e nel 1960 partecipa al primo Festival europeo del Jazz, classificandosi al primo posto tra le “band tradizionali”. Due anni dopo entra a far parte dei Flippers e riuscirà a firmare il suo primo contratto discografico. Comincia a esibirsi in alcuni club di Torino e partecipa al Cantagiro del 1963, dove è Gino Paoli che persuade Lucio Dalla alla carriera da solista. Infatti, l’anno successivo incide il suo primo 45 giri. L’esordio è traumatico ma il cantante non è intimorito all’insuccesso, anzi continua a suonare nonostante non abbia ancora ricevuto il plauso del pubblico. Successivamente fonda un gruppo con alcuni musicisti bolognesi e incide il suo primo album.

Quella canzone che fece ‘tremare’ il Festival di Sanremo

Ma è nel suo periodo beat e con la partecipazione a Sanremo (il suo secondo Festival) che la carriera di Dalla spicca il volo. 4/3/1943 gli vale il terzo posto. Il brano doveva intitolarsi Gesù Bambino ma indizionalmente fu giudicato irrispettoso. Il brano poi è diventato una delle sue hit più celebri. Nello stesso anno viene pubblicato Storie di casa mia (che contiene la canzone di Sanremo) e poi la commuovente Piazza Grande. Il brano che è dedicato ai senza tetto del capoluogo emiliano, ha dato il nome a un’associazione di Bologna che si occupa di dare una cura alle persone senza fissa dimora. Proprio per questo motivo la città ha sempre osannato  Lucio Dalla e oggi ricorda ancora il suo mito con grande commozione.

La carriera è fulminate e abbraccia tutti gli anni ’70. Nell’estate del 1977 e dopo lo strappo con Roversi, l’artista decide di tentare definitivamente la carriera da solita. Nasce Come è profondo il mare e la bizzarra Disperato Erotico Stomp. Ma Lucio Dalla è ricordato anche per le sue grandi collaborazioni, come quella con Francesco De Gregori nel 1978. Banana Republic è stato, infatti, è stato un grande successo. La corsa prosegue anche negli anni ’80 con Dalla, disco che sperimenta la sua venatura rock. In quello stesso periodo Carlo Verdone omaggia l’artista dedicandogli il suo Borotalco, e inizia anche una collaborazione con Gli Stadio, il complesso di Lucio Dalla che ha intrapreso una carriera da solista.

Attenti al Lupo: Lucio Dalla ‘diventa’ pop

Arriva poi il trionfo con Caruso e il documentario (trasmesso anche dalle reti Rai) in cui il cantante racconta la sua prima esperienza negli States. Il brano ha venduto 9 milioni di copie ed è considerato un classico della canzone italiana e napoletana. C’è poi la collaborazione con Gianni Morandi per arrivare agli anni ’90 con Attenti al lupo, esperimento pop che ha consacrato Lucio Dalla agli occhi del pubblico. La hit risiede nell’idea di teatralizzare il brano con un efficace balletto all’ombra di un tendone del circo.

L’LP Hanna pubblicato nel 1993 conferma la nuova strada artistica intrapresa dal cantante. Senza dimenticare il successo di Canzoni come “inno” pop assoluto. A fini anni ’90, esattamente nel 1998, l’album Ciao scala le classifiche. In epoca più recente, Lucio Dalla sperimenta la musica lirica e torna nel 2010 a collaborare con De Gregori.

Le voci sulla sua omosessualità

Nel 2012, era il primo marzo, muore stroncato da un infarto in un Hotel in Svizzera. Il mondo della musica, ancora oggi piange la scomparsa di un  musicista completo, dal cuore grande e che ha rivoluzionato il mondo dell’intrattenimento. E non solo. Alla sua morte l’eredità è stata stimata di circa 100 milioni di euro, tra diritti d’autore, abitazioni e cimeli musicali.  Non c’è nessun testamento  e il suo lascito è stato diviso equamente tra i cugini. Nulla è andato al compagno (?) dell’epoca, Marco Alemanno.

La sua omosessualità non è stata mai confermata né smentita anche se, di fatto, sono tanti i rumor sui suoi amori e le passioni che ha vissuto soprattutto durante gli anni ’70. Orgogliosamente di sinistra, più volte è stato interrogato sul suo orientamento ma Lucio Dalla è sempre stato molto ferreo nelle sue dichiarazioni. Come quella che ha rilasciata a Lambda, storica rivista sulla liberazione sessuale.

Non mi interessa parlarne. Credo che non ce ne sia bisogno, se mai le illazioni fossero vere. Io sostengo che ognuno deve comportarsi secondo una sua organizzazione mentale, ma fare affermazioni del genere sono ridicole. Io? Non appartengo a nessuna sfera sessuale.

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maschioroma 4.3.21 - 22:41

Non si può non amare Lucio Dalla come cantante, le sue canzoni sono patrimonio della storia della musica italiana, le portiamo tutti nel cuore. Ma in quanto gay non è certo da prendere ad esempio, non ha mai voluto dichiararsi, ha sempre vissuto la sua omosessualità nascondendosi e alla fine proprio per paura di dichiararsi non ha lasciato nulla in eredità al compagno di una vita.

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