Ha ripreso forma a inizio settembre su Amazon Prime Video The Boys, serie tratta dall’omonimo best-seller del New York Times creato da Garth Ennis e Darick Robertson. Una seconda stagione, quella che fino ad oggi ha snocciolato 5 puntate, che guarda all’inclusione LGBT e all’ipocrisia hollywoodiana nei confronti della nostra comunità, con il mondo dei supereroi finalmente rappresentato.
ATTENZIONE SPOILER
Nell’ultimo episodio andato in onda su Amazon Prime Video, il quinto, vediamo la super Maeve – interpretata da Dominique McElligott – sorta di Wonder Woman dei nostri tempi, costretta ad un outing forzato dal collega dei Sette Patriota, interpretato dal diabolico ed eccezionale Antony Starr. In diretta tv Maeve si ritrova a confessare la propria bisessualità, essendo innamorata di una donna che fino a quel momento aveva sempre tenuto segreta, con tanto di film riscritto solo e soltanto per lei, per includere il suo orientamento sessuale. Ed è qui, sul set di questa pellicola sui famigerati Sette, che Maeve assiste ad una scena agghiacciante, al fianco dell’amata Elena, perché i produttori del film le presentano la sua nuova immagine, che la vede sventolare una bandiera rainbow, con tanto di hastag #BraveMaeve e prenotate comparsate in Queer Eye. “In realtà lei è bisessuale, non lesbica”, precisa la compagna, ma Ashley (Colby Minife), vicepresidente dell’azienda, dice ad entrambe che “la lesbica si vende più facilmente”, anche perché più “accessibile” al pubblico rispetto ai bisessuali. Tutt’altro che sottile la critica nei confronti di una società che tende ad oscurare la comunità B, come se non esistessero e mentissero esclusivamente a loro stessi, mentre sul set della pellicola che Maeve è costretta a girare un volutamente imbarazzante bacio con una donna viene bruscamente tagliato dal regista, come a voler sottolineare l’incapacità hollywoodiana, soprattutto in ambito blockbuster, di rappresentare appieno l’amore tra persone dello stesso sesso. Qualcosa che recentemente abbiamo tristemente visto in titoli come Avengers: Endgame, Star Wars: The Rise of Skywalker e La bella e la bestia.
E non è tutto. Nella scena precedente ad Elena, compagna di Maeve, viene anche proposto di indossare abiti maschili, come pantaloni lunghi e camicie, perché “una ricerca ha dimostrato che due donne femminili in una relazione inviano un messaggio problematico. Gli americani accettano di più le lesbiche quando hanno una relazione con un chiara ruolo di genere, come Ellen e Portia”.
Una stoccata palese nei confronti della stereotipata rappresentazione delle relazioni queer nei principali media, quella firmata dal creatore ed executive producer Eric Kripke, come sottolineato da Gay Times.
The Boys offre una versione irriverente di ciò che accade quando i supereroi – più famosi delle celebrity, influenti come politici e venerati come dei – abusano dei propri poteri invece di usarli per fare del bene. I “senza-potere” si scontrano con i “super-potenti”, mentre i Boys portano avanti un’impresa eroica per svelare la verità sui Seven e sulla Vought – la società multi miliardaria che gestisce questi supereroi e che copre tutti i loro sporchi segreti. Questa seconda stagione vede i Boys in fuga dalla legge, con i Supes a dargli la caccia, mentre cercano disperatamente di riunirsi e combattere la Vought. Hughie (Jack Quaid), Mother’s Milk (Laz Alonso), Frenchie (Tomer Capon) e Kimiko (Karen Fukuhara) rimangono nascosti e cercano di adattarsi a questa nuova normalità, mentre Butcher (Karl Urban) sembra introvabile. Nel frattempo, Starlight (Erin Moriarty) deve trovare il suo nuovo ruolo nei Seven ora che Homelander (Antony Starr) punta ad acquisirne il controllo completo. Il suo potere è minacciato dall’arrivo nel team di Stormfront (Aya Cash), una nuova Super esperta di social media, anche lei con le proprie mire. Per giunta, la minaccia dei Supervillain diventa cruciale con la Vought che prova a sfruttare a proprio vantaggio la paranoia della nazione.



