The Chronology of Water, Kristen Stewart regista: “Il nostro desiderio è plasmato da un mondo patriarcale. È malsano”

"Questo è chiaramente un film incentrato sulle donne e sulle persone queer, ma senza gli uomini e la prospettiva maschile non funzionerebbe". "Anche le donne più queer vogliono piacere agli uomini, perché hanno un padre".

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The Chronology of Water, Kristen Stewart regista: "Il nostro desiderio è plasmato da un mondo patriarcale. È malsano" - THE CHRONOLOGY OF WATER - Gay.it
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Rincorso per anni, Kristen Stewart è alla fine riuscita ad adattare The Chronology of Water, romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch, suo esordio alla regia. Una storia dura, di una donna tormentata dalla violenza del padre, che Stewart ha fortemente voluto. Presentato al Festival di Cannes, The Chronology of Water sta girando i festival di mezzo mondo, con un’uscita americana prevista per dicembre e una release italiana firmata Wanted.

Kristen Stewart e l’esordio alla regia con The Chronology of Water

The Chronology of Water, Kristen Stewart regista: "Il nostro desiderio è plasmato da un mondo patriarcale. È malsano" - The Chronology of Water. Kristen Stewart - Gay.it

Intervistata dal magazine francese Tetu, Kristen ha confessato quanto sognasse dirigere un film: “Volevo ritrovarmi dietro la macchina da presa da quando avevo nove anni. Ma quando ero più piccola, non avevo immagini da creare né niente da dire. E poi ho letto questo libro! Mi ha dato immagini e un messaggio. Credo di aver realizzato un adattamento fedele, perché l’unico modo per farlo davvero era prenderlo e distruggere tutto. La narrazione non è lineare, il che dà l’impressione di vivere un viaggio psichedelico, come se si stesse per morire e si vedesse tutta la propria vita scorrere davanti agli occhi. Rimuovere e  riorganizzare i ricordi, rifiutare le nozioni preconcette su cosa sia un film, questa è arte”.

Per riuscire nell’impresa l’ex diva di Twilight ha impiegato ben otto anni. La ricerca dei fondi è stata snervante, tanto da portarla a minacciare l’addio alla recitazione fino a quando non fosse riuscita a realizzare The Chronology of Water: “Il libro affronta ogni tipo di abuso, sia fisici che familiari, e gli ambienti autodistruttivi in ​​cui in quanto donna non riesce a trovare la propria voce. Dovevamo riuscire a rendere emozionante il vedere una donna raggiungere una sorta di orgasmo e sbattertelo in faccia. Il personaggio è indubbiamente diverso da quello del libro perché c’è un po’ di me, ma soprattutto molto di Imogen [Imogen Poots, che interpreta il ruolo principale, ndr]. Ha davvero dato il massimo”.

Un personaggio che Stewart ha in qualche modo voluto trasformare in universale, per tutte le donne del mondo, di qualunque orientamento sessuale siano.

“Questo è chiaramente un film incentrato sulle donne e sulle persone queer, ma senza gli uomini e la prospettiva maschile non funzionerebbe. Ecco perché non è un film rivolto esclusivamente alle persone queer. E sembra che la scelta più radicale per l’eroina sia quella di ritrovarsi con un figlio e un marito. Non sto dicendo a nessuno come vivere la propria vita, ma sto dicendo che dobbiamo viverla! Dobbiamo ascoltarci a vicenda. So che sembra banale, ma non è la cosa più facile da fare, considerando che è già difficile ascoltare noi stessi”. “Non credo sia necessario vivere esperienze fisiche così specifiche e intense per capire quanto il nostro desiderio sia plasmato da un mondo patriarcale. È davvero malsano. I nostri istinti dovrebbero avere più potere. Eppure, li soffochiamo per adattarci socialmente, per essere apprezzate, per essere cool… E anche le donne più queer vogliono piacere agli uomini, perché hanno un padre. Non è una questione binaria. E sebbene questa sia una storia femminista, è essenziale per tutti, anche per tutti i ragazzini timidi che non osavano alzare la mano in classe”.

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Negli anni Kristen Stewart è diventata fiera attivista LGBTQIA+, volto e voce di una comunità sotto attacco: “Dobbiamo restare uniti. Sono terrorizzata dalla mentalità escludente. Ho iniziato a recitare negli anni ’90. Era pericoloso, imbarazzante e spaventoso. Quell’ambiente sessista non è scomparso oggi, facciamo solo finta che non esista. Ho avuto la fortuna di capire che quando ti metti in pericolo in un film, l’unico rischio è il fallimento e l’imbarazzo. È un po’ come cadere in pubblico. Ero inorridita e imbarazzata per tutto il tempo, ma poi sono cresciuta e ho capito che anche se perdi la palla un milione di volte, puoi sempre raccoglierla e continuare a correre“.

Nel girare alcune scene più intime e sessualmente esplicite, Kristen Stewart ha chiaramente portato avanti la propria prospettiva, quella di una donna queer.

Sono lesbica e mi guardo intorno con i miei occhi, quindi ho naturalmente quella prospettiva. Non mi sono chiesta come avrei voluto vedere tre ragazze insieme; Non era una prospettiva esterna, era più una prospettiva interna. Non ho fatto una vera e propria scelta; mi sono attenuta a qualcosa di molto organico. Ho immaginato l’oceano e ho pensato che invece di fare una scena di sesso in cui si poteva vedere cosa stava succedendo, sarebbe stato meglio concentrarsi sul rumore e sul frangersi delle onde“.

La cronologia dell’acqua di Lidia Yuknavitch

Kristen Stewart  ha co-scritto la sceneggiatura insieme ad Andy Mingo. Oltre ad Imogen Poots, il cast include Thora Birch, Earl Cave, Michael Epp, Susannah Flood, Kim Gordon e Jim Belushi. “La cronologia dell’acqua“, edito in Italia da Nottetempo, è la storia di una vita che “non segue alcun ordine. Gli avvenimenti non rispondono al rapporto di causa ed effetto come vorremmo. È tutta una serie di frammenti e ripetizioni e trame,” perché “questo condividono il linguaggio e l’acqua”. Tutto scorre, nelle parole come nelle corsie di una piscina, in questo romanzo che rinnova radicalmente la tradizione del memoir, raccontando senza ipocrisie il genere, la sessualità, l’abuso, l’elaborazione del lutto, il superamento della sofferenza.

Lidia cresce con un padre violento e una madre incapace di proteggerla, in una famiglia che la condizionerà anche quando, proprio grazie a una borsa di studio per il nuoto, riuscirà ad allontanarsi. Colpita da una perdita straziante, si trova a fare i conti con un dolore estremo: Lidia reagisce, sbaglia, cerca nell’alcol e nel sesso una via di fuga, tocca il fondo, reagisce ancora, riprende a nuotare. Dentro la muove un desiderio di vita e di creazione – e attraverso incontri decisivi con autori come Ken Kesey e Kathy Acker prende forma il suo cammino di scrittrice. Il viaggio che Lidia affronta, e nel quale trascina con passione e levità struggente il lettore, è un viaggio di dipendenza e autodistruzione, e poi di sopravvivenza. Un viaggio che trova una conciliazione finale in un amore sincero, in un figlio che nuota felice anche se malissimo, e in un libro che testimonia una nuova profonda consapevolezza di sé nel proprio mondo.

Secondo la sinossi ufficiale, il film “aderisce all’acqua dei ricordi di Lidia nel suo viaggio per diventare una scrittrice professionista, riprendendo la sua storia, scrivendone una con cui possa vivere”. “La cronologia dell’acqua è un’esplorazione approfondita della sessualità, della creatività, di uno sguardo inflessibile a tutti i dettagli, una rappresentazione sensibile del vocabolario emotivo della giovinezza”.

Non c’è ancora una data d’uscita italiana per The Chronology of Water.

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