The Summer of Sangailé, l’amore lesbico lituano che punta all’Oscar

Il sensuale coming of age saffico di Alanté Kavaïté in corsa per il miglior film straniero

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Era dagli anni ’90, dall’infatuazione dei cinefili massimalisti per l’ermetico e antinarrativo Sharunas Bartas, autore di impenetrabili sperimentalismi autoriali quali Koridorius e Lontano da Dio e dagli uomini, che il cinema lituano non destava interesse al di là dei suoi confini nazionali. Il merito è di un piccolo grande film, The Summer of Sangailé di Alanté Kavaïté, sensuale coming of age lesbico che ha iniziato la sua conquista del cinemondo con la vittoria del premio per la miglior regia al Sundance seguita da una fortunata presentazione alla Berlinale. Ora punta nientemeno che all’Oscar, essendo il lungometraggio scelto dalla Lituania per la selezione internazionale nella categoria miglior film straniero. Tra gli 81 titoli proposti troviamo anche un’altra storia omosex di formazione, questa volta al maschile, il thailandese How to Win at Checkers (Every Time) di Josh Kim, vincitore di una menzione speciale della giuria al Togay di quest’anno, nonché il camp Xenia del greco Panos H. Koutras con l’ormai celebre cameo di Patty Pravo. Ma il grande favorito resta lo sconvolgente e magistrale Saul Fia (Il figlio di Saul) dell’ungherese László Nemes che avevamo recensito a Cannes dove vinse il Grand Prix .

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Non ci stupiremmo, però, di ritrovare nella cinquina dei nominati per il Best Foreign Language Film proprio The Summer of Sangailé, una delle regie più innovative e creativamente stimolanti dell’anno, in grado di ribaltare i cliché di un innamoramento adolescenziale con soluzioni visive estremamente intriganti. Sangailé e Auste – le rivelazioni Julija Steponaityte e Aiste Dirziute – sono due diciassettenni che non potrebbero essere più diverse: la prima è introversa e ombrosa, tendente all’autolesionismo, e la sua camera da letto nello chalet su un lago dove vive è spartana e impersonale; la seconda è solare e comunicativa, fa la cameriera nella mensa di un’azienda elettrica ma nel tempo libero dà sfogo alla sua scatenata creatività cucendo abiti buffi e scattando foto in continuazione, ammassate nella sua stanza-atelier strabordante di oggetti e colori. Le due ragazze si conoscono a un’esibizione di acrobazie aeree e s’innamorano reciprocamente, tra tentennamenti e titubanze. Sangailé si scopre anche attratta dal mondo dell’aeronautica ma viene trattenuta dal fatto che soffre di vertigini: sarà proprio Auste ad aiutarla a superare la paura del vuoto e farla diventare un vero pilota. Altro che il Top Gun gay Burning Blue, qui ci sono vere e proprie scene acrobatiche di sofisticata fattura, realizzate con ben dodici differenti videocamere e un ottocottero (ossia un tecnologico drone di ultima generazione). Ogni inquadratura è realizzata con vertiginosa maestria, al punto che la ricerca di formalismo a volte si impone sulla vicenda raccontata ma alcune splendide scene – come quella bucolica dell’amore nel prato coi vestiti luminescenti – raggiungono livelli d’intensità poetica a cui contribuisce l’ottima colonna sonora ipnotica firmata da Jean-Benoît Dunckel del gruppo francese Air, assai amato da Sofia Coppola che l’ha voluto per Il giardino delle vergini suicide e Lost in Translation. La cinegenica complementarietà delle splendide attrici protagoniste – le linee marcate del volto di Sangailé/Julija si fondono perfettamente con la morbida dolcezza di Auste/Aiste – è aiutata dal fatto che nella vita reale le due ragazze sono state molto amiche durante l’adolescenza, si sono poi perse di vista e ritrovate per caso alle audizioni per il film.

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The Summer of Sangailé è il primo film lituano a tematica lgbt (tra titoli affini quali Summer of Love e La belle saison è il migliore) e, a questo proposito, la regista ha dichiarato all’Outfest di Los Angeles: “Sono molto felice e orgogliosa. Era ora! La battaglia per uguali diritti lgbt è una di quelle importanti nella mia vita. Siamo lontani dal matrimonio gay, le cose si muovono lentamente. Come in molte nazioni, la situazione è diversa nelle grandi città rispetto alla campagna. In Lituania, la differenza è anche generazionale. Nel giorno del Pride baltico a Vilnius, ho visto alcune persone religiose protestare e pensavo che sarà difficile cambiare le loro mentalità. So anche che ci sono adolescenti lituani che si suicidano nelle zone di campagna perché sono gay e cacciati dalle loro famiglie. La battaglia continua”. “Riguardo al mio film – continua Alanté Kavaïté, ora residente a Parigi – le mie prime motivazioni non erano incentrate così tanto su questo argomento. Mettere da parte la questione di genere per focalizzarsi sulla simmetria dei corpi mi sembrava indispensabile […] Se avessi scelto un ragazzo e una ragazza, il ragazzo forte avrebbe aiutato la ragazza debole e la storia non avrebbe funzionato”.

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Merito del successo di The Summer of Sangailé è anche la politica del Nuovo Centro del Cinema Lituano, attivissimo: quest’anno ha finanziato con quasi quattrocentomila euro ben ventotto nuovi progetti, la metà dei quali sono di film nazionali. Il valido film della Kavaïté ha avuto una distribuzione francese col titolo sintetico Summer ed è stato acquistato in Italia da Movies Inspired che dovrebbe distribuirlo nel secondo trimestre del 2016.

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