Un esordio da urlo, in tutti i sensi. Time Cut di Hannah MacPherson è arrivato su Netflix alla vigilia di Halloween, il 30 ottobre, debuttando al 2° posto tra i film in lingua inglese più visti al mondo sulla piattaforma, con quasi 23 milioni di telespettatori. Un exploit a dir poco sorprendente, e qualitativamente parlando decisamente immeritato, con la pellicola prima nel Regno Unito, seconda negli USA, Francia, Germania, Spagna e anche Italia, dove al momento segue Appuntamento a Natale.
Sceneggiato da Hannah Macpherson, Michael Kennedy e prodotto tra i tanti da Christopher Landon, regista gay dichiarato di Auguri per la tua morte, Freaky e Ancora auguri per la tua morte, Time Cut è stato stroncato dalla critica, con appena il 28% di recensioni positive su RottenTomatoes, ma ha conquistato Netflix, facendo leva su un effetto nostalgia ad oggi ancora poco cavalcato dal cinema meanstream. Quello verso i primi anni ‘2000. Dopo aver saccheggiato anni ’80 e ’90, proprio il nuovo millennio potrebbe spalancare le porte ad ambientazioni a noi tutti più vicine e alla generazione Z più affini.
Time Cut, la trama
Time Cut prende forma ai giorni nostri. Siamo nel 2024 e Lucy, studentessa delle superiori e aspirante fisica che sogna di entrare alla NASA, vive con apprensione l’anniversario della morte di sua sorella, brutalmente uccisa da uno psicopatico nel 2003. Quella serie di omicidi ha segnato per sempre la sua piccola cittadina e la sua famiglia, perché da quel momento in poi i suoi genitori non sono mai più stati gli stessi. Tutto cambia quando un giorno Lucy trova una macchina del tempo che la catapulta al 2003, a pochi giorni dall’assassinio di sua sorella Summer. E qui Lucy dovrà capire cosa fare. Impedire che sua sorella muoia, rischiando di stravolgere il futuro e la sua stessa linea temporale, o lasciare che le cose vadano come previsto?
Time Cut e il nostalgico omaggio ai primi anni ‘2000

Mentre Lucy cerca di identificare l’assassino, il film è pieno di riferimenti alla moda degli anni ‘2000, con una colonna sonora che spazia da “So Yesterday” di Hilary Duff a “A Thousand Miles” di Vanessa Carlton, passando per “Complicated” di Avril Lavigne e “All You Wanted” di Michelle Branch. Non esistono smartphone, ovviamente, così come i social network non si sa cosa siano, gli adolescenti ascoltano musica su cd, il router del pc fischia e il BlackBerry è appena esploso. Pur essendo poco o niente violento, tanto da non mostrare quasi una goccia di sangue, Time Cut rende omaggio ai film slasher che lo hanno preceduto, da Scream e So cosa hai fatto, ma trova originalità solo e soltanto quando vira verso un’inattesa rappresentazione LGBTQ+.
Time Cut e la svolta queer (SPOILER)
Davanti a sua sorella, che mai aveva conosciuto perché morta prima della sua nascita, Lucy scopre che Summer amava una sua compagna di classe. Un sentimento mai reso noto perché Summer aveva paura di fare coming out, tanto con gli amici quanto con i suoi genitori. D’altronde erano altri tempi, era il 2003 e viveva in una piccola cittadina. In un intimo dialogo tra sorelle, Lucy prova ad infonderle coraggio, a spiegarle che 20 anni dopo la comunità queer avrà fatto delle conquiste. Non tutte, ma tante. Negli USA il matrimonio egualitario sarà legge e non poche star di Hollywood, tra cinema, tv e musica, avranno trovato il coraggio di fare coming out. Successivamente Summer trova la forza di baciare l’amata Emmy in pubblico, davanti a tutti i loro amici. Un colpo di scena queer, come detto, che ha in qualche modo dato senso ad una pellicola che fa acqua da tutte le parti. Dopo decenni di film sui viaggi nel tempo Hannah Macpherson e Michael Kennedy resettano completamente quanto raccontato sulle linee temporali e sulla pericolosità nel cambiare il passato in prospettiva futura, concedendosi uno stucchevole lieto fine che ha poco senso pratico e narrativo.
Succedono infatti cose alquanto discutibli nel corso di Time Cut, con Lucy che non solo scopre, uccide l’assassino e salva sua sorella Summer ma decide persino di rimanere nel 2003 a vivere con lei e la sua compagna, salutando quel 2024 dove in teoria lei non dovrebbe esistere perché mai messa al mondo da due genitori che non hanno più dolorosi lutti da elaborare, pur di dare spazio ad un forzato e sdolcinato messaggio finale che testualmente recita: “la più grande lezione che ho imparato è che bisogna approfittare dal presente. Non bisogna passare troppo tempo a rimpiangere il passato o a preoccuparsi del futuro. La vita è breve, godiamoci il momento in cui ci troviamo. Abbracciamo quelli che amiamo“.
Più che uno slasher, una brutta parodia horror di Nicholas Sparks.
Everyone complaining but I had fun with time cut! Sometimes you just need a cunty lesbian character from a Netflix movie🫶 pic.twitter.com/bkS519D1Ig
— crystal (@stirlingtons) October 31, 2024
Time Cut, il cast
Madison Bailey è Lucy Field, la sorella minore di Summer
Antonia Gentry è Summer Field, la sorella maggiore di Lucy
Michael Shanks è Gil Field, il padre di Lucy e Summer
Griffin Gluck è Quinn, genio della fisica che aiuterà Lucy
Megan Best è Emmy Golden, la migliore amica di Summer
Samuel Braun è Ethan
Sydney Sabiston è Val Vaughn
Kataem O’Connor è Brian Palmer
Rachael Crawford è Kendra Field, la madre di Lucy
Time Cut, la colonna sonora

“What’s Luv?” by Fat Joe
“Pork And Beef” by The Coup
“Ballad of a Homeschooled Girl” by Olivia Rodrigo
“A Thousand Miles” by Vanessa Carlton
“Ain’t Got You” by Kevin Qian
“So Yesterday” by Hillary Duff
“Teenage Dirtbag” by Wheatus
“Coming Home” by Emma Jayne
“Get Poppin” by PMG
“Complicated” by Avril Lavigne
“All You Wanted” by Michelle Branch



