State of Firsts, nei cinema USA esce il doc su Sarah McBride, prima persona trans eletta al Congresso

"La mia speranza è che il pubblico possa iniziare a costruire una comprensione più complessa e sfumata di cosa significhi essere un soggetto minoritario in questo momento politico".

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Pochi giorni dopo aver ricevuto una standing ovation al National Pride Gala dell’Equality PAC a Washington, Sarah McBride, prima persona trans eletta al Congresso USA, arriva nei cinema d’America grazie al documentario “State of Firsts”, che racconterà la sua storica campagna elettorale che l’ha condotta a scrivere una pagina di storia a stelle e strisce.

State of Firsts di Chase Joynt

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Diretto da Chase Joynt, State of Firsts racconta la sua ascesa al Congresso e le difficili scelte che ha dovuto affrontare per diventare una pioniera della politica, con i colleghi repubblicani che l’hanno presa di mira vietandole l’uso del bagno delle donne e in un crescendo di transfobia istituzionale sempre più marcata.

Il nostro film è davvero una capsula“, ha dichiarato Joynt a The Advocate prima dell’uscita. “Abbiamo interrotto le riprese dopo l’insediamento e l’abbiamo lasciata praticamente sulla soglia, in senso figurato e non, del suo nuovo incarico“. Il regista si è augurato che il pubblico utilizzi il film come un’opportunità per “riconnettersi con l’urgenza di questo momento“, prendendo al contempo la giusta distanza per riflettere sulla rapidità con cui si sono svolti gli eventi.

Visibilità, responsabilità e rappresentazione trans

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State of Firsts

Gli eventi di questo mese, gli eventi di quest’anno, gli eventi di questa amministrazione non fanno che rafforzare l’importanza che tutti noi condividiamo le nostre storie e approfondiamo la comprensione della nostra umanità da parte della società“, ha dichiarato Sarah McBride a The Advocate. “Che siamo persone multidimensionali che amano e ridono, che sperano e sognano, che temono e piangono, proprio come tutti gli altri. Uno dei motivi per cui ho voluto partecipare a questo documentario è che volevo che le persone capissero le opportunità e le sfide che derivano dall’essere la prima“.

McBride ha descritto il film come un invito a scoprire “i compromessi, le gioie, le sfumature, le sfide, le delusioni e la speranza” che accompagnano un ruolo istituzionale tanto importante. “Questi compromessi sono diventati sempre più evidenti nell’ultimo anno e mezzo. Sono ancora più convinta che abbia preso le decisioni giuste”. “Ho preso le decisioni giuste per i miei elettori, ho preso le decisioni giuste per me stessa e ho preso le decisioni giuste per la comunità LGBTQ.”

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Da ex stagista della Casa Bianca a deputata, Sarah aveva già scritto una pagina di storia nel 2016, quando divenne la prima portavoce transgender a parlare durante la Convention Nazionale Democratica. 30 anni appena, nel 2016 Sarah era diventata la prima persona trans a lavorare alla Casa Bianca come tirocinante, sotto l’amministrazione Barack Obama. Nel 2013 Sarah era stata fondamentale nell’approvazione della legge contro l’omotransfobia in Delaware, mentre si trovava all’interno del consiglio di amministrazione di Equality Delaware. Per anni McBride ha poi lavorato con il governatore dello stato Jack Markell e il procuratore generale, Beau Biden, tra i figli dell’ex presidente Joe Biden. Nel 2012 Sarah ha conosciuto il 26enne Andrew Cray, un attivista transgender, a un ricevimento alla Casa Bianca. Fu amore a prima vista. Nel 2014 Andrew ha scoperto di avere un cancro alla lingua allo stadio terminale. Quell’estate McBride e Cray si sono sposati, quattro giorni prima che lui morisse.

McBride, che da fine 2024 rappresenta lo stato del Delaware alla Camera dei Rappresentanti, ha indicato quelli che ha definito i “risultati” del suo primo mandato, tra cui il lavoro legislativo bipartisan e l’incapacità dei Repubblicani al Congresso di approvare importanti leggi anti-trans. “La mia priorità non è diventare virale ogni settimana”. “Il mio compito è garantire che tutti i miei elettori, compresi i miei elettori trans, siano difesi, protetti e rispettati.”

Joynt ha precisato che il film è stato concepito per esplorare proprio queste tensioni.

L’obiettivo del film era quello di ricucire questo momento attraverso e dal punto di vista di una persona trans”. “La mia speranza è che il pubblico possa, attraverso questo coinvolgimento, attraverso questo accesso, iniziare a costruire una comprensione più complessa e sfumata di cosa significhi essere un soggetto minoritario in questo momento politico”. Per Joynt, la storia va oltre McBride. “Ogni volta che un’amministrazione si concentra su un gruppo minoritario molto ristretto di persone, dobbiamo tutti chiederci collettivamente perché“.

State of Firsts non ha ancora una distribuzione italiana.

© Riproduzione riservata.

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