Saranno la cantante Paola Turci e il bell’attore ex stuntman Alessandro Borghi, protagonista nel 2011 del corto gay Lui e l’altro di Max Nardari, gli ospiti di punta del 31esimo Torino Gay & Lesbian Film Festival (4-9 maggio), presentato questa mattina alla Mole Antonelliana. Faranno parte della giuria insieme al direttore della sezione Panorama della Berlinale, il veterano Wieland Speck.


Torna anche il concorso del Premio Queer, erede della sezione Forever Young, con sette lungometraggi – quattro opere prime e tre opere seconde – in cui spicca l’horror coming of age Closet Monster di Stephen Dunn con Isabella Rossellini che dà la voce al criceto Buffy.
Giusta attenzione viene data alle tematiche sociali nella sezione laterale Extra col focus Liberaci dal male che indaga il rapporto tra religioni e discriminazione nonché uno sulla Tunisia, ‘Quale primavera?’ con due opere provenienti dal Paese nordafricano (“In Tunisia la situazione per gli omosessuali è simile a quella italiana 31 anni fa, quando è nato il Festival” spiega il selezionatore Alessandro Golinelli).
Dieci opere italiane faranno parte di ‘Km 0: gli italiani’ e ci sarà uno slot speciale dedicato al Centro Sperimentale di Cinematografia con quattro film. Al tema del bullismo sarà dedicato un incontro a Palazzo Nuovo dal titolo ‘Colpiti al cuore: omofobia e bullismo’ (su questo tema si potrà vedere anche l’italiano Bullied To Death di Giovanni Coda).
Come vi avevamo già anticipato, sarà il controverso Stonewall di Roland Emmerich ad aprire il Festival la sera del 4 maggio e ci sarà anche un omaggio a Ettore Scola con la proiezione del cult Una giornata particolare in presenza di sua figlia Silvia. Chiuderà la commedia americana-taiwanese Baby Steps di Barney Cheng su una coppia gay che vuole un figlio con l’utero in affitto.
“Il festival è dedicato a Gianni Rondolino – spiega il direttore Giovanni Minerba – quando vide Un Chant d’Amour gli piacque così tanto che ci impose di proiettarlo tutte le sere”.
Riguardo alla situazione economica del Festival, le notizie sono rassicuranti: “Non lamento difficoltà di budget – ha dichiarato Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema – il bilancio consuntivo del 2015 si chiude in maniera positiva. I conti di previsione del 2016 tranquillizzano. Non c’è mai stato comunque un rischio di accorpamento dei festival torinesi”.
“Il tglff si consolida sempre più – conferma il sindaco Piero Fassino – ed è un festival di particolare valore civile e culturale. L’impegno delle istituzioni è investire con forza nel sistema culturale. Sui diritti è una battaglia di civiltà. Si conferma come rassegna cinematografica di qualità alta, la presenza internazionale è molto ampia, è un’eccellenza di carattere non solo nazionale”.



