Tokyo 2020: Laurel Hubbard subito fuori, ma ha fatto la Storia come prima atleta transgender alle Olimpiadi

43enne di Auckland, subito eliminata al debutto olimpico dopo mesi di polemiche e transfobia.

Laurel Hubbard a Tokyo 2020.
Laurel Hubbard a Tokyo 2020.
3 min. di lettura

Dopo mesi di chiacchiere e polemiche, è finalmente arrivato il giorno di Laurel Hubbard, prima atleta transessuale a partecipare ai Giochi Olimpici. 43enne di Auckland, Nuova Zelanda, Laurel ha oggi gareggiato nel sollevamento peso femminile + 87 kg, uscendo immediatamente. Probabilmente travolta dalla pressione, Hubbard non è riuscita a fare neanche un’alzata corretta. Prima un tentativo con 120 kg, poi gli ultimi due con 125 kg. Laurel torna così a casa, avendo comunque fatto la storia olimpica.

La sua transizione è iniziata 8 anni fa. Prima del 2015 le atlete transgender non erano contemplate per i Giochi olimpici. Poi il Cio ha aggiornato il proprio regolamento, dando anche alle persone che hanno cambiato sesso la possibilità di poter competere per una medaglia. Per poter gareggiare le donne transgender devono attestarsi su livelli di testosterone inferiori a 10 nanomoli per litro, per i 12 mesi precedenti alla competizione.

La carriera di Hubbard nel sollevamento pesi è iniziata negli anni ’90, prima della sua transizione. Nel 2017 Hubbard ha spiegato che il suo ingresso nel mondo del sollevamento pesi prese forma perché voleva “sentirsi più mascolina”, in un momento in cui stava ancora lottando con la propria identità.

Quello di cui la gente non si rende conto è che in realtà ho smesso di sollevare pesi nel 2001 quando avevo 23 anni, perché era diventato troppo da sopportare. Tutta la pressione nel cercare di inserirmi in un mondo che forse non era stato creato per persone come me.

Negli anni successivi Hubbard è scomparsa, fino a quando nel 2012 ha iniziato la transizione, aprendo la strada alla sua reintroduzione nello sport che amava. Nel 2017, Laurel ha gareggiato all’Australian International e all’Australian Open di Melbourne nella categoria 90kg+. Sorprendentemente, ha vinto la medaglia d’oro, trasformandola nella prima donna trans d’Australia a vincere un titolo di sollevamento pesi. La vittoria ha generato un’ondata di insulti misogini e transfobici in arrivo da tutto il mondo. Molte atlete si sono espresse contro Hubbard, dicendo che non dovrebbe essere autorizzata a gareggiare tra le donne.

Intervistata da RNZ nel dicembre 2017, Laurel ha riflettuto sulla transfobia che ha dovuto affrontare a causa di quella medaglia d’oro.

Le persone credono in ciò in cui credono e quando gli viene mostrato qualcosa che è forse nuovo e diverso da ciò che sanno, è istintivo mettersi sulla difensiva. Ascolta, non posso davvero parlare per le altre persone e per ciò che sentono, ciò che pensano e ciò in cui credono, e non è proprio compito mio cambiare ciò che pensano, ciò che sentono o ciò in cui credono, ma io mi auguro che guardino al quadro più ampio piuttosto che fidarsi di ciò che il loro istinto potrebbe aver detto loro. Sono consapevole che non sarò supportata da tutti, ma spero che le persone possano mantenere una mente aperta e forse guardare le mie prestazioni in un contesto più ampio.

La carriera di Laurel Hubbard nel sollevamento pesi è quasi giunta al termine nel 2018, quando gareggiò ai Giochi del Commonwealth e si ferì gravemente al gomito mentre tentava uno snatch di 132 kg. Poco dopo, disse che probabilmente si sarebbe ritirata del tutto dal sollevamento pesi a causa di quell’infortunio, aggiungendo che il suo braccio si era “rotto”. “Sembra che sarà probabilmente un infortunio che metterà fine alla mia carriera, il che è un vero peccato, ma sono felice di aver fatto coming out, cercando di ottenere il mio meglio sulla piattaforma”.

Ma la carriera di Hubbard è andata incontro ad una nuova rinascita. Pochi mesi dopo, ha cancellato i piani di pensionamento e ha gareggiato ai campionati neozelandesi. Nel 2019 ha vinto due medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi del Pacifico ad Apia. Pochi mesi fa l’epocale qualifica per le Olimpiadi di Tokyo, oggi diventate realtà e presto sfumate. Ma anche senza alcuna medaglia al collo, zittendo i tanti che pensavano dovesse stracciare qualsiasi avversaria solo e soltanto perché nata nel corpo di un uomo, Laurel Hubbard ha fatto la Storia.

di Federico Boni

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