Stella assoluta della scherma mondiale, Tommaso Marini è ormai ovunque. Grazie a Ballando con le Stelle, che lo vede concorrente da oltre un mese, il 24enne schermidore di Ancona è splamato ad ogni ora del giorno su vari canali. Tra Rai1, Rai2, il tavolo di Fabio Fazio su Nove, tutti vogliono Tommaso, gigante di quasi 2 metri dalla stoccata aggressiva in pedana e dal tocco gentile nella vita di tutti i giorni.
Da sempre desideroso di esplodere in tv, tanto da agognare la recitazione in giovane età, Marini, argento olimpico a squadre a Parigi, campione mondiale di fioretto individuale nel 2023, campione europeo nel 2024 e vincitore della coppa del mondo di specialità nel 2022, ama la moda, si dipinge le unghie, ha i capelli lunghi e veste stravagante, abbattendo così a testa alta l’immagine stereotipata dello sportivo per forza di cose muscolare e ipermascolinizzato.
Tommaso Marini, su Chi a cuore aperto
Gli stessi giurati di Ballando hanno più volte calcato la mano su questa sua indecifrabilità, parlando a sproposito di machismo e non, con il diretto interessato che via Chi, da oggi in edicola, ha ribadito con orgoglio il proprio essere non necessariamente nella cosiddetta “norma”.
“Il fatto che io sia ritenuto “diverso” è sintomo di una società retrograda. Lato abbigliamento: mio padre aveva uno showroom e mia madre faceva l’indossatrice. Io ho ereditato un’idea artistica della moda. Ho anche pensato di lavorarci, ma non saprei in che ruolo. Lato sentimentale: Odio dare etichette e non ne darò mai una. So solo che amo fare quello che mi piace e non sento il bisogno di definirmi. Sono molto riservato, ma è anche vero che non c’è stato il grande amore finora. Qualora ci fosse non avrei problemi a dire chi sia. Però ahimé, sono ancora “il contadino cerca moglie”. Sarei felice di innamorarmi, ma è difficile perché sono complicato e mi piacciono le persone complicate”.
Sul perché non si sia ancora del tutto sbottonato sul proprio passato come molti altri colleghi concorrenti a Ballando con le Stelle, Tommaso ha le idee molto chiare.
“Ovvio che anch’io ho i miei vissuti tristi, ma non credo che questo sia il momento di mettere a nudo le mie fragilità, prima vorrei mostrare il bello. Non sono pronto a parlare dei miei problemi a 4 milioni di persone. Raccontare i nostri drammi serve davvero tanto? Sì, magari qualcuno ci si rivede, ma non è detto che abbia le mie stesse opportunità di uscirne. I problemi si assomigliano, ma le persone e i contesti sono diversi. Insomma, mi faccio un po’ di scrupoli. I sacrifici per arrivare dove sono li ho fatti e mi sono pesati, ma non mi sento una vittima, sono fortunato, c’è chi li ha fatti come me ed è sempre al punto di partenza. La retorica triste non è nelle mie corde”.
Tommaso Marini e la crisi del 2022
Due anni fa, ha confessato Marini, ha avuto un forte momento di crisi a livello sportivo, professionale. “Volevo mollare, era un momento no. Tra una pseudo depressione, questioni sentimentali e compagnie sbagliate, vedevo tutto nero. Non credevo più nelle mie potenzialità e mi soffocava la delusione per le sconfitte. Poi i miei, che si sono separati quando avevo 14 anni ma sono rimasti uniti, mi hanno detto: “È la tua vita, fai quello che ti fa stare bene”. Se avessero detto “devi continuare” avrei mollato, invece l’accordo era un’ultima coppa del mondo. Il giorno del mio 22esimo compleanno a Belgrado ho vinto e lì c’è stato lo switch”. “Anche aiutato da una psicologa, ho iniziato a pensare che se non andava bene non moriva nessuno. Per questo sono la pecora nera degli sportivi, perché dico spesso che la scherma è una parte importante (e ingombrante) della mia vita, non la mia vita. Prima vengo sempre io”.
Planet Marini, il Pianeta chiamato Tommaso

Quei quasi 2 metri di altezza, poi, lo hanno spesso fatto sentire ‘goffo’, pur non avendoli mai patiti. “Piuttosto non capivo da dove venissi“, ha confessato Tommaso a Chi. “I miei non sono così alti e in più ho la pelle scura anche se mio padre è castano chiaro e ha gli occhi azzurri. Da bambino sembravo Mowgli, mi chiedevano di dove fossi: “Di Ancona”, rispondevo ingenuo. Quando ero con mia nonna le dicevano: “Che bello, dove l’avete preso?”. Ovvio che pensassi di essere stato adottato. Tanto più che mia mamma non aveva foto da incinta ed essendo nato settimino neanche quella con me in braccio dopo il parto. Per fortuna mio padre mi aveva fatto dei filmini nell’incubatrice. Ogni tanto però dico a mia mamma: “Dimmi la verità: il postino cubano?”. Ma scherzo, in realtà ho i suoi colori e i lineamenti di papà”.
Il soprannome di Tommaso, Planet Marini, guarda all’immagine di un Pianeta dalle mille sfaccettature, ma non è tutto oro quel che luccica per lo schermidore azzurro. “Faccio molta fatica a rendermi conto se sono felice. È come se non mi godessi mai il momento, penso sempre al dopo e alle conseguenze. Questa cosa mi pesa, ma credo sia legata al fatto che noi sportivi vinciamo e dobbiamo subito pensare alla gara successiva. Proiettarla nella vita non è proprio il massimo, per quanto mi renda ambizioso. Ogni tanto avrei bisogno di un momento di pace“.


