Tortona Pride 2025 cancellato per mancanza di fondi: “Il problema è la comunità LGBTQIA+ che non ci aiuta” (VIDEO)

"La comunità in questo periodo pensa solo all’esibizionismo e non alla vera lotta".

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tortona pride 2024, sabato 6 luglio
Tortona Pride 2024
2 min. di lettura

Non solo l’Alcamo Pride 2025, “cancellato per mancanza di fondi”. Anche il previsto Tortona Pride 2025 del 5 luglio è stato annullato per “mancanza di sponsor e mancanza di aiuti dalla comunità“.

Tortona Pride 2025 cancellato, le parole di Aurelia Puccini

In un reel più specifico, l’organizzatrice Aurelia Puccini ha puntato il dito direttamente contro la comunità LGBTQIA+:

“Il Tortona Pride è stato definitivamente annullato. Perché? Voglio specificare che quest’anno con le istituzioni era tutto ok. Nessun depistaggio nè boicottaggio. Il problema è la comunità che non ci supporta, che non ci aiuta, che ha preso spunto dalle nostre dichiarazioni, ovvero che per chiedere diritti non occorre la nudità, per accusarci addirittura di omofobia. Questo perché la lotta è di tutta la comunità e non solo del singolo che aspetta il Pride per mettersi in mostra, per puro esibizionismo. Il Pride non è più una festa, è principalmente una lotta per i nostri diritti. Non avendo avuto nessun tipo di supporto, specialmente economico, il Pride salta. E la comunità pensa solo all’esibizionismo, non alla vera lotta”.

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Puccini, vicepresidente di Ar3, associazione organizzatrice dell’evento, aveva fatto partire anche una raccolta fondi, con l’obiettivo di raggiungere 3500 euro. Nessuno ha donato nulla. Lo scorso anno circa 700 persone sfilarono per le vie del centro di Tortona, comune in provincia di Alessandria, Piemonte, guidato dal sindaco di centrodestra Federico Chiodi. Quest’anno si puntava a sfondare il muro dei 1000 partecipanti, ma il Pride di Tortona è saltato.

Gli organizzatori dei Pride dovrebbero spingere di più sul significato del Pride e non sul fatto che sia semplicemente una festa“, ha insistito Puccini su Instagram. “Se in primis la comunità non aiuta il Pride, ma pensa che sia solo una manifestazione a cui andare a divertirsi gratis, e al momento dei discorsi sul palco si dilegua perché tanto non gli interessa”. “Alcuni Pride così ricchi di infrastrutture, di mezzi che tanti altri Pride non hanno mi chiedo da dove arrivi tutti questi soldi e se arrivano dalla politica, chiedetevi bene cosa succederà quando cambierà il sindaco o una giunta. La pacchia di oggi non è detto che sia eterna e allora bisogna lavorare sul vero senso politico del Pride, far sì che l’articolo tre della costituzione venga applicato, le feste, le stravaganza, la nudità, il mostrare il corpo, tutto può succedere in un after Pride in una discoteca. Sì ho molti haters al momento perché nessuno condivide questo mio pensiero, e le persone che lo condividono hanno troppa paura di schierarsi”. 

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