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Trans FtM: quando anche andare in farmacia diventa un’odissea

Il novello Ulisse alla ricerca del Testoviron.

2 min. di lettura

Il video in questione rileva le difficoltà incontrate dalle persone trans FtM (con documenti ancora al femminile) in Italia ad accedere alla terapia ormonale.

Vi è mai capitato di andare in farmacia con regolare ricetta intestata dall’endocrinologo e non poter acquistare il farmaco? A chiederselo è il ragazzo protagonista del video, un FtM con documenti ancora al femminile: questo succede perché in Italia non è possibile avere i documenti idonei nelle fasi iniziali del percorso di transizione.

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Il ragazzo entra nelle farmacie e prova a reperire il farmaco. Le risposte sono le più svariate: “Questa sai che con questa non te la posso dare” o “Mi dispiace, questo proprio…”, una farmacista chiede se la ricetta è originale.

Altro problema, IL problema: il codice fiscale è al femminile. Viene rinviato al titolare, le indicazioni prevedono l’uso esclusivo nell’uomo, ok, il problema è che è intestato a una donna. Testoviron, quanto mi costi. È cambiata la normativa, non possiamo più dispensarli così come nulla fosse…

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Dai, forse ci siamo: “Io ne ho 2 ma te ne servono sei, la ricetta è non ripetibile, bisogna distinguere a chi lo diamo, se arriva un palestrato con ricetta falsa non possiamo darglielo”. Per paura del doping. La farmacia specifica che non sta commettendo un illecito. Siamo però al settimo tentativo.

Una normativa c’è e non prevede l’esistenza delle persone trans.

È assurdo e umiliante confondere i due piani: accesso alla terapia ormonale e doping.

© Riproduzione riservata.

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