Venezia 2025, After The Hunt di Guadagnino divide la critica ma Julia Roberts incanta. Le reazioni stampa

Fa discutere la critica nazionale e internazionale la nuova pellicola di Luca Guadagnino che affronta il tema "Me Too" con una Julia Roberts da Oscar.

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(L to R) Julia Roberts as Alma and Andrew Garfield as Hank in AFTER THE HUNT, from Amazon MGM Studios. Photo Credit: Courtesy of Amazon MGM Studios © 2025 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.
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È stato presentato in anteprima mondiale fuori concorso alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia After The Hunt: Dopo la caccia di Luca Guadagnino, dal 16 ottobre nei cinema d’Italia. In corsa per il Queer Lion, il film ha come protagonisti Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny.

After the Hunt di Luca Guadagnino, la trama

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Sceneggiato dall’esordiente Nora Garrett, After the Hunt ruota attorno ad una professoressa universitaria che si trova in un momento cruciale della sua vita personale e professionale, quando una studentessa modello segretamente di lei innamorata muove delle accuse verso uno dei suoi colleghi. E un oscuro segreto del suo passato rischia di venire alla luce…

Critica divisa su After the Hunt di Luca Guadagnino

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Julia Roberts stars as Alma in AFTER THE HUNT, from Amazon MGM Studios.
Photo Credit: Yannis Drakoulidis – © 2025 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.

Come spesso capitato in passato al Lido, Luca Guadagnino è tornato nuovamente a dividere la critica. After the Hunt ha debuttato su RottenTomatoes con solo il 48% di recensioni positive. Si tratta del più basso rating ottenuto da una pellicola del regista, perché Suspiria si fermò al 65%. All’unanimità c’è stato un plauso per Julia Roberts, che incredibilmente mai aveva sfilato alla Mostra del Cinema di Venezia e ufficialmente a caccia della sua 5a nomination agli Oscar 12 anni dopo I segreti di Osage County, così in tanti hanno rimarcato la bravura di Andrew Garfield, nominato Academy nel 2017 e nel 2022. Ayo Edebiri, stella di The Bear, interpreta una studentessa lesbica che punta il dito Garfield, accusandolo di molestie. La maggior parte delle critiche rivolte ad After The Hunt si sono soffermate sullo script e sull’ultimo atto, confermando la quasi ricercata volontà di alimentare un dibattito da parte del regista.

Sembra quasi improbabile che il talentuoso regista che ci ha appena regalato l’esuberanza frizzante di Challengers e l’ebbrezza inebriante di Queer possa aver realizzato qualcosa di così cupo e senza respiro“, ha scritto Hollywood Reporter.

After the Hunt è stato realizzato con una buona dose di abilità e intrigo, ma è anche un’esperienza stranamente confusa: una storia a tratti tesa e avvincente, ma costellata di espedienti e troppe vaghe domande senza risposta“, ha aggiunto Variety.

Si sforza di raggiungere l’ambiguità morale, ma finisce per essere sorprendentemente moralmente crudo, coccolando lo spettatore contro il disagio“, scrive IndieWire.

È preoccupantemente confuso e artificioso, e forse avrebbe bisogno di ulteriori bozze di sceneggiatura per far emergere un dramma più chiaro e soddisfacente al suo interno“, si legge sul The Guardian.

Douglas Sirk avrebbe potuto realizzare questo film, anche se probabilmente si sarebbe divertito un po’ di più. “After the Hunt” funziona, però, soprattutto perché il cast è uniformemente eccellente“, si legge sul New York Magazine.

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Guadagnino costruisce un’opera che sembra un orologio inesorabile: il tic-tac di una lancetta invisibile accompagna lo spettatore, ricordando che i conflitti esplodono anche quando si tenta di nasconderli, e che l’arte di spazzare la polvere sotto il tappeto non funziona più dai tempi di Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman“, scrive SkyTg24.

In questo suo thriller cultural-intellettuale sembra trasparire anche una certa sua avversione per certi nuovi maccartismi, per gli eccessi dei pronomi e della cancel culture. Soprattutto, per certa ipocrisia dei giovani privilegiati e ancora di più per l’uso strumentale di certe battaglie (in partenza magari sacrosante) a scopo – conscio o inconscio e interiorizzato – identitario, promozionale e di carriera“, si legge su Comingsoon.it.

After the Hunt è un implacabile affresco dell’America di fine anni Dieci (l’azione si svolge nell’autunno del 2019, negli ultimi mesi della prima presidenza Trump e poco prima del Covid), la radiografia di una nazione ipocrita nella capsula di un mondo a parte dove l’abuso di potere è una prassi. È forse il primo film che affonda il coltello nelle contraddizioni e nelle ombre della gen-z, ma è anche uno schiaffo ai figli del Novecento, alla loro cultura patriarcale interiorizzata e alla loro scarsa integrità morale“, si legge su Cinematografo.

Thriller filosofico sul concetto di verità che stimola la nostra riflessione critica a partire dal fuori campo delle immagini“, scrive Sentieri Selvaggi.

“Prima ancora che una critica alla società intellettuale e al pensiero colto e raffinato, After the Hunt è una provocazione etica sulla natura dell’essere umano che disarma per l’essenziale semplicità degli elementi narrativi su cui tutto l’impianto del thriller si fonda”, si legge su CiakMagazine.

“Resta la sensazione di una grande occasione sprecata, quella di un film che avrebbe potuto raccontare con più incisività le aporie di questo momento storico di “caccia allo scorretto”, in cui chi denuncia non viene creduto, o chi denuncia viene creduto a prescindere – il film racconta entrambe le cose e nessuna delle due veramente, restando quindi un ibrido incompiuto, per quanto a tratti interessante“, scrive Wired.

“Guadagnino dirige come usa la musica (di Reznor e Ross, e di John Adams), per stordire o disequilibrare le immagini piuttosto che per accompagnarle, sembra voler raffreddare i desideri (o i dolori) che urgono sottopelle e portare in primo piano i discorsi e le regole che guidano i comportamenti, anche a costo di lasciare troppi punti di domanda (a cominciare dallo strano matrimonio «in bianco» della docente) e troppi dubbi senza risposte“, sentenzia Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera.

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After the Hunt

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