Luca Guadagnino tra Chalamet, “lunghi e duraturi amori” e il fenomeno Trump: “Legato agli errori dei democratici”

"Già nel 2016 lo dicevo ai miei amici liberal, colti, cosmopoliti: Trump vincerà. Loro sorridevano: impossibile. Per me, che sono di estrema sinistra, ci vorrebbe una ricodificazione della sinistra-sinistra per opporsi a tutto questo".

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Luca Guadagnino tra Chalamet, "lunghi e duraturi amori" e il fenomeno Trump: "Legato agli errori dei democratici" - Timothee Chalamet e Luca Guadagnino Che Tempo Che Fa - Gay.it
Timothèe Chalamet e Luca Guadagnino - Che Tempo Che Fa
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Archiviata la Mostra del Cinema di Venezia dove ha presentato fuori Concorso After the Hunt, in uscita il 16 ottobre in sala, Luca Guadagnino è tornato a parlare in una lunga intervista di Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.

Luca Guadagnino e il rapporto con Timothée Chalamet

Luca Guadagnino e Timothée Chalamet: la storia del braccialetto nella stanza segreta di Cartier. Storia di una more totalmente queer.

Il regista di Chiamami col tuo nome ha voluto celebrare Timothée Chalamet, oggi divo multi-milionario e pluri-candidato agli Oscar proprio da lui lanciato nell’Olimpo, conosciuto quando era ancora minorenne.

“Il film ebbe una genesi complessa. Io dovevo esserne solo il produttore. Incontrai Timothée grazie al suo agente quando aveva diciassette anni, in un ristorante di New York, e mi parve la quintessenza del ragazzo di New York: veloce, smagato, curioso, ambizioso. Ma il film non si riusciva a fare, il regista italiano che avevamo individuato si chiamò fuori, e alla fine la regia dovetti farla io. Tornai da Timothée dopo due anni, era ancora perfetto per la parte di Elio. E nei primi giorni di lavorazione accadde una cosa strana. Timothée stava girando la scena in cui il protagonista allo specchio si rade i pochi peli che ha. E aveva un’espressione così perfetta, precisa, niente recitazione tutta essenza, che gli dissi: tu diventerai una star, tra un anno, massimo un anno e mezzo, viaggerai in aereo privato”.

E così è stato, perché Timothée Chalamet ha appena strappato un contratto da 25 milioni di dollari per girare High Side di James Mangold, che l’ha già diretto A Complete Unknown. Anche Guadagnino ha ritrovato Timothée sul set di Bones and All, Leone d’argento alla regia alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 2022, con il divo che si è detto pronto a lavorare nuovamente con Luca in qualsiasi momento, anche per girare un’eventuale Chiamami col tuo Nome 2.

Chiamami col tuo nome e l’ambientazione a Crema

call me by your name 2

Il titolo originale, come dimenticarlo, è stato girato a Crema, comune lombardo che Guadagnino conosce molto bene. “Io sono mezzo siciliano e mezzo africano, ma amo il Nord”, ha confessato il regista. “È qualcosa di inconscio: devo aver vissuto al Nord vite passate. Amo la sua luce, la profondità del paesaggio lombardo. Ho abitato a Crema, ora vivo in campagna nel basso Piemonte. Non avrei mai ambientato “Chiamami col tuo nome” al mare, sarebbe stato triviale. E poi avevo già girato “Io sono l’amore” e “A bigger splash”, in cui c’era gente ricca, annoiata, indolente, che stava al mare. Avevo in mente il cielo, la campagna, la pianura, l’orizzonte. Il grande fiume, la grande terra. Il paesaggio di Bernardo Bertolucci e di un altro regista che amo molto, Eric Rohmer“.

Luca Guadagnino, l’amore e Donald Trump

Luca Guadagnino tra Chalamet, "lunghi e duraturi amori" e il fenomeno Trump: "Legato agli errori dei democratici" - Luca Guadagnino Credits foto Giulio Ghirardi 1 - Gay.it
Luca Guadagnino – Credits foto@Giulio Ghirardi

Nel parlare d’amore Guadagnino ha ammesso di aver avuto poche storie importanti. “Ho avuto pochissimi amori, lunghi e duraturi. Klaus Mann, il figlio di Thomas, scrive che si ama sempre lo stesso volto, e lo si cerca per tutta la vita”. “Ho amato molte donne, ma mai fisicamente“, ha aggiunto il regista, che al Corriere ha provato a spiegare il cosiddetto “fenomeno Trump“, riuscito a diventare per ben due volte presidente degli Stati Uniti d’America in meno di 10 anni. Come c’è riuscito?

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“Al di là della natura virulenta della comunicazione dei populisti con tendenza autocratica, direi con gli errori dei democratici. Già nel 2016 lo dicevo ai miei amici liberal, colti, cosmopoliti: Trump vincerà. Loro sorridevano: impossibile. E Hillary definiva i suoi elettori “deplorevoli”. Ma Trump è stato visto dai blue collars, dalla classe operaia, come l’ultima occasione per essere visti, e ascoltati. Quando viene messo in atto questo disprezzo da parte delle élite, il popolo guarda alla sirena della risposta che gli arriva da coloro che sembrano riconoscergli la sua esistenza. Il paradosso è che Trump è un miliardario egotico e la sua classe dirigente è composta da élite di destra e dai padroni della Silicon Valley, che prima andavano a braccetto con i democratici. Per me, che sono di estrema sinistra, ci vorrebbe una ricodificazione della sinistra-sinistra per opporsi a tutto questo”. “Io simpatizzo per una sinistra alla Ken Loach, che non si compromette con le ragioni economiche delle corporations”.

Eppure After the Hunt, nuovo film di Guadagnino, è prodotto da Amazon. “Certo. Ma nel fare i miei film mi lasciano totale libertà produttiva e creativa“, ha precisato il regista. “Ciò non toglie che credo nella supremazia dello Stato sui poteri economici e della democrazia rappresentativa sul potere delle lobby economiche“.

After the Hunt con Julia Roberts e i prossimi progetti

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(L to R) Julia Roberts as Alma and Andrew Garfield as Hank in AFTER THE HUNT, from Amazon MGM Studios.
Photo Credit: Courtesy of Amazon MGM Studios

Un’opera, After the Hunt, che ha già diviso la stampa cinematografica, unanime però nell’incensare Julia Roberts. “Ci siamo incontrati in un party a Los Angeles, e siamo diventati subito amici intimi”, ha rivelato Guadagnino. “È una star famosa in tutto il mondo, ed è nel contempo una persona dall’umanità profonda, di una leggerezza e di una perspicacia pazzesca, animata da un grande amore per l’arte“. E se il film dividerà e sarà criticato come già accaduto a Venezia, Guadagnino non si scompone affatto: “Certo che lo sarà. Ma a me piace fare cinema in modo da suscitare una reazione emotiva. E poi credo che la generazione dei ventenni sia meravigliosa. I miei set sono pieni di giovani”.

After the Hunt: Dopo la caccia, interpretato da Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny, è un avvincente dramma psicologico scritto da Nora Garrett. Una professoressa universitaria (Julia Roberts) si trova in un momento cruciale della sua vita personale e professionale, quando una studentessa modello (Ayo Edebiri) muove delle accuse verso uno dei suoi colleghi (Andrew Garfield) e un oscuro segreto del suo passato rischia di venire alla luce…

Incapace di riposare, Luca Guadagnino sta girando il suo nuovo film Artificial, a Torino, con Andrew Garfield, Monica Barbaro e Cooper Koch nel cast, ma in agenda ci sono anche un nuovo American Psycho, l’adattamento di Camere Separate, Leading Men (pellicola tutta dedicata alla storia d’amore tra Tennessee Williams e Frank Merlo) e I Buddenbrook, nuovo adattamento del romanzo di Thomas Mann.

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