È un patchwork di visioni quello che Remo Ruffini – presidente e amministratore delegato di Moncler – ha voluto per il nuovo capitolo di Moncler Genius, rinominato per l’occasione Mondogenius. Il punto di vista è globale. Il tentativo è di connettere cinque metropoli (Milano, New York, Shanghai, Seoul e Tokyo), con ben undici direttori creativi, tra molto noti – come J.W. Anderson, a capo del marchio omonimo e della casa di moda spagnola Loewe – ed emergenti.
Eravamo già stati abituati a sensazionali collaborazioni (Pier Paolo Piccioli, Rick Owens, Richard Quinn) e altrettanto sorprendenti presentazioni – basti ricordare l’inaugurazione del temporary store a Milano, festeggiata con una performance di Vanessa Beecroft.

Stavolta, per Mondogenius, Ruffini ha voluto un evento di presentazione di un video trasmesso immediatamente in tutto il mondo, con l’intento di raggiungere più persone possibili e creare una community attorno al progetto. Un vero e proprio show-collage, andato in onda lo scorso 25 settembre, dove a susseguirsi sono state le interpretazioni di Moncler degli undici direttori creativi, con il supporto di artisti come Solange Knowles e Teezo Touchdown. A tenere le redini dello spettacolo è stata Alicia Keys presente all’evento di Milano, accompagnata da Victoria Song – celebre cantante e attrice cinese – da Shanghai.

In più di quaranta minuti di magma creativo, a distinguersi per interesse e tematiche è stato il cortometraggio che Luca Guadagnino ha realizzato con J.W. Anderson. L’ambientazione è Milano, già cara al regista con il film Io sono l’amore (2009), e in particolare lo spazio culturale Il Cinemino, al cui interno dei manichini, con indosso la collezione dello stilista inglese, prendono visione – con un gioco da contemporaneo Velázquez – del corto di Guadagnino.
Al centro della storia c’è una collisione tra mondi e sensazioni: la protagonista, Veronica, interpretata da Sophie Okonedo, viene incantata dal lip-sync di un artista di strada (Guglielmo Tortarolo, giovane talento della scena drag milanese), sulle note di Senza fine nella versione di Peggy Lee. Altrettanto affascinato dalla performance è un gruppo di scolari, che sembra saltato fuori da un’estensione di We Are Who We Are (2020) – serie televisiva diretta da Guadagnino, emblema del mondo Queer e della libera espressione delle nuove generazioni. Questo gruppo eterogeneo assiste attonito e affascinato alla performance della figura emblematica e fragile, che con la sua bellezza da statua ellenica, ricontestualizzata da aspetti contemporanei, assume le sembianze di un totem del presente.

L’opera gira attorno alla sua presenza e proprio come le grandi icone del passato pone dubbi, domande, chiede una riflessione ulteriore. È un gioco di simboli antichi e moderni che si mescolano e danno vita, tramite sguardi pronti, a un’ispirazione, un’idea, un progetto – che può provenire tanto dalla strada quanto dall’enorme tradizione che ci precede. Difatti, nella scena successiva, Veronica introduce il gruppo di ragazzi in un antico palazzo signorile, dove si presta a spiegare le opere contenute al suo interno. Intanto la performance continua, la musica irrompe nella stanza, e tutto entra in contatto e dialoga al fine di creare una molteplicità di mondi e di visioni.
Il cortometraggio di Guadagnino e Anderson sembra un’interpretazione dell’attualità, risultato del cambio di paradigmi e dalle multiformi possibilità e scelte espressive; dove ciò che conta non è tanto capire a cosa si arriverà o quale sarà la prossima verità: a essere essenziale è l’incontro tra diversi, che ora può e deve avvenire, tramite la mediazione – contemporanea chiave di volta. Il percorso è certamente complesso, richiede attenzione e sguardi pronti a catturare i cambiamenti.

Come in un gioco di scatole, questo short-film si incastra perfettamente nel più ampio progetto di Mondogenius, con le visioni caotiche e futuristiche dei creativi coinvolti, inframezzate dagli interventi di Alicia Keys, che costantemente ragiona sulla memoria, sulla libertà d’espressione, sulla necessità di abbandonare dogmi e regole per abbracciare un futuro migliore e inclusivo.
