VITE DI LESBICHE QUALUNQUE

Mabel Morri si autoproduce una fanzine di fumetti con protagoniste lesbo. Un operazione che conquista e che presto sarà al centro di alcune esposizione di Comics Gay in Sicilia.

VITE DI LESBICHE QUALUNQUE - forma mele 5 - Gay.it
5 min. di lettura

Chi ha aquistato l’antologia di fumetti gay e lesbici Happy Boys, di cui è imminente la seconda uscita, ha probabilmente notato il nome di Mabel Morri fra gli autori presentati.
Anche i più assidui frequentatori dell’ambiente fumettistico, però, avranno avuto difficolta ad associare questo nome a fumetti visti anche solo per caso in edicola o in fumetteria. Questo è successo perchè l’autrice in questione può vantare un curriculum di tutto rispetto, ma perlopiù nel mondo delle autoproduzioni e in circuiti distributivi abbastanza ridotti. Il mondo delle autoproduzioni a fumetti (cioè dei fumetti prodotti, editati e distribuiti dagli autori stessi), in Italia, si manifesta in maniera contraddittoria: da una parte ci sono autoproduzioni che si richiamano a generi già noti e hanno exploits strepitosi (come Rat-Man, iniziato come parodia dei supereroi, o Rigel, creato sulla scia dei manga), dall’altra ci sono autori che vogliono proporre cose più originali e proprio per questo motivo non attirano l’attenzione del grande pubblico (e dei circuiti distributivi stessi).
Mabel Morri ha fondato da qualche hanno lo Studio Monkey, con il cui marchio edita da un paio d’anni la sua personale fanzine, dall’atipico titolo “Hai mai notato la forma delle mele?“. A prima vista sembrerebbe un titolo privo di senso ma, se si riesce a cogliere lo spirito minimalista e introspettivo dei fumetti e dei racconti realizzati da Mabel Morri, è un titolo assoltamente calzante.

VITE DI LESBICHE QUALUNQUE - forma mele 1 - Gay.it

“Hai mai notato la forma delle mele” è un’autoproduzione che si presenta in maniera anticonformista a partire dalla confezione: ogni numero è stampato su una carta di colore diverso (verde acqua, rosa confetto e altre tinte pastello), mentre gli editoriali e i racconti illustrati all’interno sono scritti con i caratteri di una macchina da scrivere vistosamente obsoleta. Quale sia il motivo di questa scelta editoriale non ci è dato saperlo, tuttavia contribuisce sicuramente a trasmettere un senso di semplicità e schiettezza che sarebbe difficile ottenere con riviste patinate o pubblicazioni editorialmente più curate.
Entrando nel merito dei fumetti presenti nei quattro numeri finora pubblicati da Mabel Morri non si può non rimanere colpiti dallo stile narrativo, così atipico rispetto ai fumetti che vanno per la maggiore in questo periodo. Si tratta di piccole parentesi nella quotidianità di personaggi diversi, che raramente compaiono in più di un racconto, e – una volta tanto – le protagoniste sono prevalentemente ragazze lesbiche (anche se lo spazio per i ragazzi gay non manca). Attenzione però: si tratta di “protagoniste” nel senso vero del termine: le storie sono vissute attraverso i loro occhi e vengono commentate dai loro pensieri, senza fronzoli o iperboli narrative.

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In comune tutti questi racconti a fumetti hanno soprattutto un’inedita dimensione introspettiva e sentimentale, che è il vero punto focale delle vicende. C’è spazio per amori non dichiarati (e non per questo meno intensi), per amori che possono manifestarsi anche solo per consolare una delusione e per amori semplicemente ritrovati in una fredda mattina invernale… Ci sono anche amori inconfessabili e struggenti, amori improvvisi e altri festeggiati… Sentimenti ora accettati con rassegnazione, ora ravvivati da un semplice viaggio in autobus, e talvolta raccontati dagli oggetti inanimati indossati da chi questi amori li vive…
Le ambientazioni sono assolutamente quotidiane, dai falò in spiaggia alle code per vedere i concerti, velate spesso da un’atmosfera lievemente malinconica che sembra caratterizzare l’autrice stesso (o almeno questo sembra trasparire dagli editoriali e dai racconti, che a suo dire sono veri e proprio “diari” delle sue esperienze di vita).

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Il tratto spigoloso, ma molto dettagliato, con cui Mabel tratteggia i suoi personaggi e i suoi sfondi si sposano bene con le atmosfere e il ritmo narrativo che vuole farci seguire, e probabilmente riesce nel non facile compito di farci riflettere su quanto poco ci soffermiamo a riflettere su quanto accade a noi e alle persone che ci passano accanto.
Forse, se proprio si volesse trovare un difetto nel lavoro di questa promettente autrice, sarebbe da ricercare nella sua attenzione per descrivere i momenti a discapito dei personaggi. Sicuramente i “momenti” sono il punto focale delle sue storie, tuttavia i personaggi che li vivono finiscono per risultare un po’ troppo omogenei e privi di personalità (e il fatto che siano presenti solo in uno o due racconti al massimo non aiuta certo a delinearne al meglio la psicologia). C’è da dire nelle storie di Mabel si ha sempre una percezione di quotidianità molto simile a quella che si ha camminando per strada e incrociando centinaia di persone ogni giorno, pur non avendo idea di chi siano e mettendole, inconsciamente, tutte sullo stesso piano, e non è detto che l’intenzione dell’autrice sia proprio quella. I personaggi delle sue storie, a dire la verità, non sono molto “fumettistici”: assomigliano di più a quelli che compaiono in certi film d’essai, semplici e complessi al tempo stesso.

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In conclusione i fumetti di Mabel Morri sono sicuramente un prodotto atipico e da tenere d’occhio, anche perchè hanno tutte le potenzialità per diventare dei piccoli cult del – per ora quasi assente – fumetto lesbico italiano. Sull’ultimo numero della fanzine, tra l’altro, compaiono anche alcuni brevi fumetti lesbici di un’altra giovane e promettente autrice, Giulia Argnani, che fanno ben sperare per un prossimo ampliamento delle autrici coinvolte nel progetto di Mabel. In effetti, poco alla volta, anche in Italia sembra farsi strada una cultura del fumetto gay, e le iniziative al riguardo iniziano ad aumentare.
A Palermo, per esempio, si terrà a breve una Mostra fumetti Gay – Lesbo. Dal 28 giugno al 3 luglio presso Libreria Altroquando, e dal 7 Luglio al 28 luglio presso Ass. Cult. Lady Oscar (tutti i mercoledì dalle 18 alle 21; per sapere l’orario definitivo di apertura al pubblico dell’Associazione si consiglia di visitare il sito https://www.ladyoscar.splinder.it/). Verranno esposte tavole di Marco Albiero, Chelsea Boys, Howard Cruse, Roberta Gregory, Andrea Madalena, Patrizia Mandanici e, giusto per stare in tema, Mabel Morri. Il giorno dell’innaugurazione, lunedì 28 giugno ore 17, verrà presentata l’antologia Happy boys (Coniglio editore), con distribuzione di copie fino a esaurimento. Verrà inoltre presentata la collana Boy + Boy (Echo communication), di cui verranno esposti i volumi per libera consultazione per tutto il periodo della mostra.
Sicuramente una prova che qualcosa si sta iniziando a muovere.
Abbiamo parlato di:
Titolo: “Hai mai notato la forma delle mele?
Editore: Mabel Morri / Studio Monkey
E-mail: mabelmorri@hotmail.com
Costo: € 2,50 cad.
Repribile presso le librerie Babele, alcune fumetterie e presso l’autrice.

di Valeriano Elfodiluce

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