Nemmeno il tempo di registrare un risultato significativo contro l’odio online, che il fango social è tornato a colpire. Vittorio Angelini, il 26enne imprenditore di Trasacco, nei giorni scorsi intervistato da Gay.it insieme alla sua legale, l’avvocata Silvia Tiburzi, era stato risarcito dopo gli insulti omofobi ricevuti sui social. Una vicenda che aveva rappresentato un segnale importante, dimostrando che le offese pubblicate online non restano senza conseguenze.
A poche ore dalla diffusione della notizia, però, sotto alcuni post che rilanciavano il caso sono comparsi nuovi commenti offensivi, ancora una volta rivolti alla sua omosessualità, al suo aspetto e alla sua libertà di espressione. Un episodio che conferma quanto l’odio omofobo in rete non sia un fenomeno astratto, ma una violenza che entra nella vita quotidiana delle persone e delle loro famiglie.
Nuovi insulti omofobi dopo il risarcimento ottenuto da Vittorio Angelini

Secondo quanto riportato anche da Il Centro, sotto la condivisione su Facebook dell’articolo dedicato al risarcimento ottenuto da Vittorio Angelini è comparso un commento gravemente offensivo da parte di una donna residente nella Marsica.
Nel testo, visibile anche nello screenshot circolato sui social, si legge: “Conciati in modo decoroso… e poi fai quello che vuoi! Non ribaltare le situazioni, fai lo sfacciato e il fr*cio davanti i bambini e poi pretendi rispetto!”.
Una frase intrisa di omofobia e stigma, che associa l’orientamento sessuale di Angelini a qualcosa da nascondere, soprattutto davanti ai più piccoli. Non solo un insulto, dunque, ma la riproposizione di un pregiudizio antico: l’idea che le persone LGBTQIA+ debbano essere tollerate soltanto se invisibili, silenziose, “decorose” secondo lo sguardo altrui.
Al commento ha risposto lo stesso Angelini, sottolineando la gravità delle parole usate, spiegando di averne fatto uno screenshot e annunciando che avrebbe coinvolto la sua avvocata, pur chiudendo la risposta con toni formali e senza alimentare lo scontro. Poco dopo, la stessa utente ha replicato ancora: “Certo come no? Andate a lavorare! Non a rompere le scatole alle persone!”.
“Prima o poi vi elimineranno tutti”: la nuova ondata di odio contro Angelini
Il caso, però, non si è fermato a quel singolo commento. Sempre secondo quanto riportato da Il Centro, nelle ore successive sarebbero comparsi altri messaggi ancora più violenti, tra cui: “Prima o poi vi elimineranno tutti”.
A questa si sarebbero aggiunti altri commenti sull’aspetto di Angelini: “Ma lo vedete com’è conciato? È un ragazzo e come tale deve comportarsi, togliersi quella roba dalla faccia, uno così non è credibile su niente”.
Anche in questo caso, l’attacco non si limita a contestare una posizione. A essere colpiti sono direttamente la persona, il suo aspetto, il modo in cui sceglie di presentarsi pubblicamente e la sua libertà di vivere senza nascondere il proprio orientamento sessuale.
Vittorio Angelini a Gay.it: “L’omofobia non è un’opinione”
Raggiunto da Gay.it dopo i nuovi attacchi, Vittorio Angelini racconta di stare bene, ma non nasconde amarezza e delusione: “Sto bene, anche se sono sinceramente amareggiato e deluso nel vedere che, ancora oggi, esistano persone che si sentono legittimate a usare parole così offensive e discriminatorie nei confronti di chi non conoscono nemmeno”, dichiara.
Angelini, però, non intende arretrare: “Continuerò però a essere me stesso, senza paura e senza cambiare di una virgola ciò che sono. Credo che il rispetto e la dignità di ogni persona debbano essere tutelati sempre, dentro e fuori dai social. L’omofobia non è un’opinione e non può essere giustificata in alcun modo”.
Poi aggiunge: “Se questa vicenda servirà anche solo a far riflettere qualcuno sull’importanza delle parole e sulle conseguenze che possono avere, allora avrà avuto un significato che va oltre la mia esperienza personale”.
“Mia madre soffre nel vedere tutto questo odio gratuito”
A essere colpito non è solo Vittorio Angelini. Come spesso accade nei casi di odio online, la violenza dei commenti investe anche la famiglia, costretta ad assistere pubblicamente all’umiliazione di un figlio o di una persona cara.
“Ti confesso che non è semplice, soprattutto per la mia famiglia e per mia madre, che soffre nel vedere tutto questo odio gratuito”, spiega Angelini a Gay.it. “Ma proprio l’amore e il sostegno delle persone che mi vogliono bene mi danno la forza di andare avanti a testa alta e senza rinunciare a essere me stesso”.
Il 26enne ribadisce quindi la volontà di non lasciarsi intimidire: “Continuerò a difendere la mia dignità e quella di chi, come me, chiede soltanto rispetto e libertà di vivere serenamente la propria vita”.
Possibile nuova denuncia: “Certamente non staremo fermi”
Dopo il precedente risarcimento, ottenuto grazie al lavoro dell’avvocata Silvia Tiburzi, Angelini sta valutando nuovi passi legali. Le offese, infatti, non vengono derubricate a semplici “commenti social”, ma considerate attacchi pubblici alla dignità di una persona.
“Mi riservo di sporgere denuncia-querela”, dichiara Angelini a Gay.it. “Con la mia avvocata stiamo riflettendo sulla strada più opportuna da intraprendere. Certamente non staremo fermi”.
Una posizione che si inserisce nel percorso già intrapreso nei mesi scorsi, quando Angelini aveva scelto di non subire in silenzio gli insulti omofobi ricevuti online. Quella vicenda si era chiusa con un accordo transattivo tra le parti, a conferma del fatto che le offese pubblicate sui social possono produrre conseguenze concrete anche fuori dalla rete.
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