Sembrava impossibile riuscire ad ottenere la candidatura democratica dovendo sfidare il super favorito nonché ex governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, che poteva contare sull’appoggio di Bill Clinton e 25 milioni di dollari raccolti in lungo e in largo, e invece Zohran Mamdani è riuscito nell’impresa, ottenendo il pass dem per la carica di sindaco della Grande Mela.
Un autentico colpo di scena quello messo a segno dall 43enne Mamdani, autodefinitosi “socialista democratico” che con molti fondi in meno rispetto a Cuomo ha strappato il 43% dei consensi. Mamdani ha ottenuto risultati particolarmente positivi nel distretto di Brooklyn, così come nel Queens e a Manhattan, secondo i dati del New York Times. Cuomo, che ha descritto il suo rivale come “davvero intelligente” e ne ha elogiato la “buona e incisiva campagna“, aggiungendo “se l’è meritata, ha vinto“, si è fermato al 36,4%. L’ascesa di Mamdani, con Cuomo sempre in vantaggio nei sondaggi fino al giorno del voto, è stata elogiata anche da Brad Lander, altro candidato progressista arrivato terzo con l’11,4% dei voti.
Chi è Zohran Mamdani?

Nel suo discorso della vittoria, Zohran ha dichiarato: “Stasera abbiamo fatto la storia“. Se eletto sarebbe il primo musulmano e indiano americano a guidare la città più grande del Paese.
Nato in Uganda, Mamdani è emigrato negli Stati Uniti da bambino e si è laureato al Bowdoin College nel 2014. Suo padre è Mahmood Mamdani, un indo-ugandese professore di studi postcoloniali alla Columbia University, di origine musulmana sciita gujarati, mentre sua madre è Mira Nair, una regista indo-americana di origine indù punjabi. All’età di cinque anni Mamdani e la sua famiglia si trasferirono a Città del Capo, in Sudafrica. Qui frequentò la St. George’s Grammar School, mentre suo padre lavorava all’Università di Città del Capo. La famiglia è poi volata a New York quando Mamdani aveva sette anni.
Zohran ha lavorato come promotore del diritto all’edilizia abitativa e ha prodotto musica rap, prima di entrare in politica. È stato eletto per la prima volta all’Assemblea dello Stato di New York nel 2020, dopo aver sconfitto un candidato che era in carica da quattro mandati.
Convinto progressista, Mamdani si è candidato con la promessa di migliorare il benessere economico e sociale della classe operaia, di affrontare il costo della vita abbassando gli affitti e di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. Il suo programma ha suscitato l’interesse di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.
Zohran Mamdani e i diritti LGBTQIA+

Da sempre Zohran è un aperto sostenitore dei diritti LGBTQ+, in particolar modo delle persone transgender sempre più sotto attacco negli Stati Uniti di Donald Trump.
Il mese scorso, dopo una visita alla Trans Community Town Hall, Mamdani si è impegnato a fare di New York una “città santuario” per le persone LGBTQ+.
“Le persone queer e trans negli Stati Uniti si trovano ad affrontare un ambiente politico sempre più ostile“, ha scritto su Facebook. “New York City deve essere un rifugio per le persone LGBTQIA+, ma le istituzioni private della nostra città hanno già iniziato a capitolare di fronte all’attacco di [Donald Trump] ai diritti delle persone trans”.
Mamdani ha riconosciuto che le questioni economiche, come l’esplosione del costo della vita, hanno colpito la comunità LGBTQ+ “particolarmente duramente“, tanto da voler gestire i tassi più elevati di disoccupazione e senzatetto che la comunità si trova ad affrontare. Ha inoltre promesso di espandere e proteggere l’assistenza sanitaria di genere e di garantire che “ogni newyorkese abbia accesso alle cure mediche di cui ha bisogno“, promettendo di stanziare 65 milioni di dollari per l’assistenza sanitaria pubblica per le persone trans.
“Con Trump che minaccia ogni giorno la comunità LGBTQ+ della nostra città, i newyorkesi hanno bisogno di un sindaco che non abbia paura di difenderli“, ha affermato. Ora dovrà affrontare il candidato repubblicano Curtis Sliwa, l’impopolare ex democratico nonché sindaco uscente Eric Adams, ora candidato indipendente, e un altro indipendente, Jim Walden, a novembre.
Il vero sfidante sarà proprio Eric Adams, eletto nel 2020 con i democratici e nel 2024 rinviato a giudizio da un Grand jury federale con le accuse di corruzione, frode e raccolta illegale di fondi elettorali da fonti estere, poi archiviate “con pregiudizio” (ossia senza possibilità di appello) dal giudice federale Dale Ho il 2 aprile 2025.
