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Gay Pride Roma: ancora un no a piazza San Giovanni
di Daniele Nardini
Lunedì 4 Maggio 2009

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Gay.it - Gay Pride Roma: ancora un no a piazza San Giovanni
Per il secondo anno consecutivo viene negato al Roma Pride la piazza che ha ospitato il concerto del primo maggio. "Ci sarà una processione per Sant Antonio", hanno fatto sapere dal Comune.

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Gay.it - Gay Pride Roma: ancora un no a piazza San GiovanniIl Gay Pride di Roma non si potrà concludere sotto gli occhi della statua di San Giovanni. Neanche per quest'anno, infatti, la piazza che ospita una delle quattro basiliche di Roma - quella dedicata a San Giovanni, appunto - sarà concessa dal sindaco Alemanno come punto finale della parata che si snoderà per le vie della città il prossimo 13 giugno. «Eravamo disposti anche a spostare la manifestazione al 20 giugno», fanno sapere dal comitato organizzatore del Roma Pride, «ma dopo quattro giorni si sarebbero svolte le celebrazioni per San Giovanni e quindi non c'è stato nulla da fare».

Gay.it - Gay Pride Roma: ancora un no a piazza San GiovanniIl giorno del Gay Pride, invece, si terrà in quella piazza una processione per Sant Antonio e da questo è scaturita la decisione del Comune che per il secondo anno consecutivo ha negato un luogo ambito da tutte le grandi manifestazioni, non solo religiose. Lì si tenne il Family Day, per esempio, ma anche il recente concerto del Primo Maggio.

Gay.it - Gay Pride Roma: ancora un no a piazza San GiovanniIl regolamento comunale della città prevede che qualsiasi manifestazione si snodi su sei percorsi prestabiliti nessuno dei quali però sarebbe congeniale alla riuscita del corteo gay, al quale partecipano molte persone ma anche svariati carri, con tutte le conseguenze del caso. «Il percorso - spiegano dal circolo Mario Mieli - deve essere abbastanza lungo da permettere a tutti di camminare, fatto di strade abbastanza larghe per far passare i carri e con un punto di ritrovo a conclusione della parata che permetta ad un autobus a due piani di mettersi di traverso e poter così fungere da palco.»

Gay.it - Gay Pride Roma: ancora un no a piazza San GiovanniLa soluzione alternativa avanzata dal Sindaco prevedeva come punto di arrivo un'altra piazza, piazza Navona, ma la proposta è stata rifiutata perché «quel luogo ha una dimensione insufficiente ad accogliere sia i 200 mila partecipanti previsti sia i carri al seguito. In quella stessa piazza - continua il portavoce del Mieli - si sono consumati gli scontri fra gli studenti dell'Onda e alcuni attivisti di Forza Nuova proprio a causa degli accessi stretti che hanno "intrappolato" entrambi i gruppi, rimasti senza via di fuga. Non possiamo mettere la gente a rischio.»

Lo scorso anno il rifiuto a concludere il Roma Pride in piazza San Giovanni fu posto per una motivazione simile a quella di quest'anno: nel giorno del Gay Pride si sarebbe esibito un coro religioso dentro la basilica.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: HoldenTO
Data: 8-05-2009 10:31

grazie per la risposta pensacisu (anche io un po' in ritardo), e per aver capito molto probabilmente il senso del mio pensiero e la possibilita' di unire le due diverse "fazioni" (che brutto termine) anziche' essere divisi a priori.. Provero' a chiamare il numero che mi hai suggerito.. e aspetto il caffe'.. un saluto!!


Inviato da: Ospite
Data: 7-05-2009 20:06

Premesso che non condivido quasi niente di ciò che dice e che mi pare troppo appiattita sul governo, tanto da intonare peana al pessimo disegno di legge sui DiDoRe -dopo aver criticato Arcigay per l'appiattimento sui DiCo...-c'è Gay Lib come modello. Il punto è che ad oggi Gay lib rappresenta una minima parte dei Gay di destra, la stragrande maggioranza dei quali non partecipa neanche alla loro associazione e alle loro iniziative. Quindi gay lib rappresenta una minima parte dei gay di destra e nessun gay cattolico. Associazionismo gay e cattolicesimo paiono veramente incompatibili sia a livello teorico che pratico. A livello personale purtroppo sappiamo benissimo che le cose funzionano diversamente e basta pensare alla percentuale di preti omosessuali, ma bisogna obliterare la parola gay e la visibilità gay. Il punto più critico di Gay Lib restano le fortissime riserve sul gay pride. A mio avviso se non si partecipa al gay pride non si ha titolo per dirsi parte del movimento GLBT. Lo si può criticare, si può pure non firmare la piattaforma unitaria perchè c'è la parola "matrimonio" però non si può non partecipare ed in più arrivare a boicottare la parata. Il pride è la manifestazione identitaria della comunità, può essere plurale, ma bisogna esserci, non può esistere una comunità senza un minimo comune denominatore. Come l'area gay antagonista partecipa nel dissenso politico, a volte anche con punte polemiche fortissime, così in teoria dovrebbe accadere a destra.


Inviato da: pensacisu (Piemonte)
Data: 7-05-2009 15:34
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La classe dirigente di ArciGay non è affatto vecchia :) C'è un ricambio continuo e molti delegati hanno meno di 30 anni... Non vedo motivi per non affidarle le nostre repliche giuridiche. quoto in pieno come al solito un argomento interessante perchè trattava di due modi diversi di essere\esserci è stato offuscato dagli interventi iperpersonalizzati di soledamore e di chi gli dà corda,peccato perchè ,giustamente,una persona come holden potrebbe REALMENTE aiutare gli altri a capire come si possa elaborare da destra, un pensiero un agire e infine un vivere omosessuale, coerente con la propria personalità,già il fatto che vada al pride è indicativo ,rispetto ai solliti commenti dei destrorsi sulla NOSTRA manifestazione peccato, però faccio presente al moderatore che non è un male ineluttabile, cancella gli off topiic e facciamola finita! bby


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 7-05-2009 15:01
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La classe dirigente di ArciGay non è affatto vecchia :) C'è un ricambio continuo e molti delegati hanno meno di 30 anni... Non vedo motivi per non affidarle le nostre repliche giuridiche.


Inviato da: massese
Data: 7-05-2009 14:45

si d'accordo, ma mi riferivo agli interminabili poemi che ovviamente evito di leggere; oltretutto vengono citati integralmente quelli precedenti a cui poi seguita la replica e non riesco più a capire neanche più l'autore. comuque, a proposito di spunti...cosa ne pensate dell'avvocato bernardini de pace? ieri sera ha parlato di omosessualità, diritti e costituzione su raitre, e ancora della mancanza di leggi sulle discriminazione dell'orientamento sessuale. mi è sembrata chiara, efficace, incisiva, al punto che ho sperato diventasse lei la nostra portavoce. cosa ne pensate? non è ora di svecchiare la classe dirigente dell'arcigay? e prima ancora compattare tutte le espressioni del nostro litigarello mondo?


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 7-05-2009 14:07
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Caro Massese, in realtà il tema iniziale era un commento alla cronaca che da subito ci è parso poco interessante. Si è velocemente evoluto in una critica al Gay Pride, tralaltro da parte di una persona che vi parteciperà. Per quanto mi riguarda, chi partecipa a qualcosa poi ha tutto il diritto di esprimere delle critiche; anche perchè una certa ostilità al Pride può nascere solo se non se ne è mai visto uno. HoldenTO poi si è offerto di continuare il discorso su come viva la sua identità di omosessuale cattolico. E' vero: le sue soluzioni non ci hanno soddisfatti, ma quantomeno sembrava un fertile argomento. (A me - tuttora - "gay cattolico" suona come "ebreo fascista" o "industriale comunista": nella migliore delle ipotesi mi pare buffo) Rimangono ancora degli spunti non indifferenti: l'uso del termine "matrimonio", l'opportunità delle adozioni oppure - come al solito - affrontare il cono d'ombra che Soledamore - a dispetto del nome - proietta sui thread.


Inviato da: massese
Data: 7-05-2009 13:03

se tutti quanti usano il forum per interminabili ed inutile disquisizioni su questioni secondarie,o per il piacere di autoglorificarsi,perdiamo di vista l'argomento. un consiglio: interventi attinenti agli articoli e soprattutto sintetici.


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