Sposi in Spagna, estranei in Italia: coppia gay dal giudice
Martedì 18 Ottobre 2011
Condividi:
|
|
 |
|
|
Un professionista italiano ha sposato a Palma di Maiorca un ragazzo uruguaiano, ma in Italia il loro matrimonio non è valido e la questura nega al sudamericano il permesso di soggiorno. |
|
Questa è l'ennesima storia di una coppia costretta ad affrontare il vuoto legislativo italiano in merito. Ed è ancora una volta, unc aso su cui dovrà esprimersi un giudice.
Loro, un libero professionista di Reggio Emilia e un giovane uruguaiano, si sono conosciuti e innamorati in Spagna, dove l'italiano si trovava per lavoro. La relazione ha poi portato al matrimonio, celebrato a Palma di Maiorca. Adesso, però, i due vorrebbero vivere in Italia ed è per questo che hanno chiesto alla Questura un permesso di soggiorno per l'uruguaiano come familiare di cittadino comunitario. A riportare la notizia è la Gazzetta di reggio secondo cui la richiesta della coppia si basa sul decreto legislativo n°30 del 2007 che attua una specifica norma comunitaria e che prevede "il diritto dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri".
Il questore di reggio, però, ha respinto la richiesta del giovane urugaiano perché le nozze gay non sono riconosciute in Italia.
Al diniego del questore, però, i due, assistiti dagli avvocati Mario Di Frenna e Giulia Perin, hanno risposto con un ricorso la cui prima udienza si è svolta ieri. In aula, i legali della coppia, hanno sollevato una eccezione di costituzionalità del decreto legislativo nel 2007 a cui i due avevano fatto riferimento perché la norma non prevede le coppie gay tra le unioni tutelate e questo, secondo gli avvocati, viola l'articolo 2 della Costituzione che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini.
Adesso la parola spetta al giudice che ha un mese di tempo per pronunciarsi.
"A seguito del diniego (del rilascio del permesso di soggiorno, ndr), l’Associazione Radicale Certi Diritti ha promosso un ricorso con gli avvocati della coppia affinché venga riconosciuto questo diritto - si legge in una nota dell'associazione -, peraltro garantito dalla Corte Costituzionale che indica una precisa strada in materia di tutela delle coppie formate da persone dello stesso sesso. In ambito Ue è evidente che l’aver negato questo diritto viola il Trattato di Nizza sulla libera circolazione e il Trattato di Lisbona sulla lotta alle discriminazioni.
Nel ricorso si fa riferimento, tra l'altro, alla Sentenza della Corte Costituzionale 138/10 che afferma che all’unione omosessuale, "intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso", spetta "il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia".
"Certi Diritti - continua la nota - si augura che la sentenza, imminente, sia favorevole alla richiesta della coppia. L’intervento dei Giudici dovrà essere coerente con quanto affermato innumerevoli volte dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione proprio per la mancanza di ogni tutela normativa per le coppie e famiglie non sposate". |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
orsoandy
Data:
19-10-2011 15:38
Comprendo la situazione in cui la coppia si e trovata, e ce ne saranno altre che avranno lo stesso problema. Da parte mia risulto sposato in tutti gli stati che riconoscono le unioni fra persone dello stresso sesso ma x l italia sono ancora celibe. Fortunatamente vivo all estero e non mi si pongono i problemi di riconoscimento del coniuge ect, anche cio mi tiene distante dal pensiero di un ritorno.
|
| Inviato da:
Fabio Castorino SV
Data:
19-10-2011 13:07
La violazione nei trattati non sta nel fatto che la coppia non abbia potuto sposarsi in Italia, ma nel fatto che, essendosi legalmente sposata in un paese UE, tale matrimonio non venga riconosciuto in Italia, impedendo di fatto la libera circolazione del cittadino comunitario con la sua famiglia.
Che la Corte Costituzionale abbia detto che i Trattati UE non si applichino per motivi di ordine pubblico è totalmente falso, essi sono sovraordinati a tutta la legislazione italiana ad eccezione dei principi costituzionali fondamentali.
|
Inviato da:
gredase2 (Toscana)
Data:
18-10-2011 21:45
Guarda il mio profilo su Me2
probabilmente perderanno. i trattati citati non c'entrano molto e la competenza matrimoniale è sottratta alla ue. più possibilità col diritto di spostamento, ma difficilmente si potrà imporre ad uno stato di accettare una persona senza che ci sia una ragione giuridica. la corte costituzionale ha già risposto in merito, l'ordine pubblico è un motivo di non aplicabilità dei trattati. resta il fatto che in europa, nei maggiori paesi (Germnia, Francia, Italia, Inghilterra) i gay non possono sposarsi. pare assurdo sostenere che tutti i paesi rincipali UE stiano violando i trattati.
|
| Inviato da:
Fabio Castorino SV
Data:
18-10-2011 19:10
Bravi! Il cittadino dell'UE ha diritto di spostarsi liberamente in tutta Europa insieme alla sua famiglia, è un diritto riconosciuto dal Trattato UE che gli Stati non possono violare. Di fronte al diniego delle autorità italiane bisogna fare ricorso alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea perché condanni l'Italia.
|
|
|
|
| |
|
|
| Interagisci con l'articolo |
|
|
|
|
| |
|
|
|