Marina Ripa di Meana: “Amici gay, boicottate il Pride”

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Marina Ripa di Meana parla in esclusiva della malattia, ma anche di sessualità, di promiscuità e del mondo gay che ama, ma non troppo.

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Ama terribilmente la vita, ma è contro le nuove nascite. Adora il mondo gay, ma guai a chiederle più diritti. È da sempre trasgressiva, ma detesta il Gay Pride. Non le piace Virginia Raggi, ma le augura una lunga permanenza in Campidoglio.

Insomma: Marina Ripa di Meana è uno di quei personaggi che non sai mai come prendere. Dopo aver passato giorni terribili per una reazione allergica alla chemio, la donna con all’attivo più di tredici libri, due mariti, una figlia biologica, uno adottato, un paio di film, un reality e una vita borderline tra prostituzione e battaglie animaliste, parla della sua storia e,del suo passato, di come immagina il futuro, ma anche della sua ultima fatica editoriale e del mondo gay che ama ma non così troppo.

Partiamo dalla sua salute: come sta?

Sto decisamente meglio! L’intossicazione, grazie a Dio, sta passando e, nonostante sia ancora molto debole, il mio viso si sta sgonfiando a vista d’occhio. Da domani riprenderò anche in mano il mio lavoro e questo mi riempie di gioia. 

Cosa l’ha spinta ad andare in Tv dopo quello che le è successo?

Beh, sa: io sono una opinion leader, quindi qualsiasi cosa accada nella mia vita, brutta o bella che sia, io la racconto. Vedendo come ero diventata pensai di non poter tornare più alla normalità e volevo che la gente si abituasse a vedermi anche così. Ma, al di là di battute spiritose, volevo dimostrare che non bisogna mai tirarsi indietro davanti alla chemio o alla ricerca scientifica, anzi. 

Anche quando accade quello che è successo a lei?

Certo! Io, nonostante lo sfogo di questi giorni, sono anni che lotto contro il cancro e se non avessi fatto certe cure, mi creda: non sarei più qui. Questa è la mia battaglia e voglio che la gente si affidi sempre di più ai medici e sempre meno ai cialtroni.

E, nonostante tutto, continua a portare in giro Colazione al Grand Hotel. Si aspettava, in un momento di crisi come questo, tutte queste vendite?

Il libro, nonostante tutto, va molto bene e ne sono davvero felice. Per me, ogni libro scritto, è un po’ come un figlio, anche se sono più che consapevole che le vendite aumentano grazie alle presentazioni che faccio continuamente in giro per l’Italia. 

Il suo libro racconta aneddoti della Roma di un tempo. Quanto è cambiata la sua Roma?

Non è cambiata: è proprio un’altra cosa. Quella di oggi è una Roma in distruzione. Una Roma allo sfascio. Il mio libro racconta soprattutto la Roma di un tempo. Una Roma che tutti amavano e che magari, in molti, ricorderanno. Ci sono aneddoti davvero interessanti. E poi, naturalmente, parlo del mio rapporto speciale con Moravia e Parise, ma anche di quello con Franco Angeli, Pasolini, Tiziano Festa e di molti altri. 

Sono passati appena undici mesi dall’arrivo della Raggi in Campidoglio. Ha notato delle migliorie in quest’ultimo periodo?

Migliorie? Neanche una. Sarebbe semplicistico ridurre la colpa alla Raggi, perché qui ci sono quasi trent’anni di mal gestione. Lei, in primis, ha peccato di presunzione. Pensava che con il suo arrivo avrebbe rimesso a posto tutto. Poverina. Spero che resti ancora molto, così da far cattiva pubblicità, una volta che si tornerà alle politiche, ai grillini.

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L’iniziativa di Renzi di scendere in strada per ripulire la città come l’ha trovata?

Tutte le iniziative che nascono per aiutare l’ambiente, troveranno sempre la mia approvazione. Ora, visto come sto, non ho potuto partecipare, ma se ci saranno altre domeniche, non mancherò.  

A breve in tutta Italia partirà l’Onda Pride. Andrà quest’anno?

Io? Manco morta! Il Gay Pride è diventato scontato, ridicolo, triste, volgare, baraccone e decisamente settoriale. I gay ci sono, stanno bene, sono ben inseriti nella società, sono tra i miei più cari amici e non capisco quali problemi abbiano ancora. Consiglierei a tutti di boicottarlo, perché non se ne esce poi così bene da una pagliacciata come quella. 

Però è un po’ strana come cosa, no? Lei in passato, fu una delle prime a prenderne parte…

Ha detto bene: in passato. E poi, detto tra noi, c’è sempre una prima volta. 

Ma perché un tempo sì e oggi no?

Io andai quando era importante esserci, ma oggi non credo che ce ne sia più bisogno, anzi. Ai tempi, il mondo gay, era una minoranza, mentre oggi, com’è giusto che sia, l’essere omosessuale è diventata una cosa normale.

Pensa che la Raggi parteciperà quest’anno al Gay Pride?

Conoscendola, dal punto di vista politico, non mi stupirebbe. Accaparrarsi il ben volere della comunità LGBT, oggi, per un politico è importante.

In questi giorni Nina Moric e il suo nemicoamatissimo Vittorio Sgarbi han fatto dell’ironia spicciola nei confronti dei figli nati da coppie gay. Lei come giudica episodi come questi?

Io non voglio parlare di quanto accaduto e di quanto è stato detto da terzi, quel che è certo è anche io non sono d’accordo alla procreazione in generale, tanto più quella gay. Siamo già tanti e non capisco questa voglia matta di fare figli in provetta, uteri in affitto e quant’altro. A me tutte queste cose fanno orrore!

Possibile che una liberale come lei possa aver tutti questi pregiudizi?

Ma qui non c’è un pregiudizio verso nessuno. Tanto più verso il mondo gay. Il discorso dei figli, nel mio caso, viaggia su qualsiasi binario. So bene che l’Italia è uno dei Paesi, quantomeno europei, con il più basso tasso di natalità, ma non me ne importa niente. Sarà pure un paese per vecchi il nostro, ma fermiamoci qui visto che i giovani non fanno altro che ammazzare genitori, figli e vicini.

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