1348 Ex Voto, il videogioco queer italiano odiato dalle destre di mezzo mondo

Il videogioco italiano di ambientazione medievale 1348 Ex Voto ha attirato in Italia e all'estero le ire dellǝ content creator conservatrici. La sua colpa? Una cavaliera queer.

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La recensione del videogioco queer italiano 1348 Ex Voto di Sedleo e Dear Villagers, oggetto di attacchi omotransfobi
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Nell’Italia del 1348, nel bel mezzo della peste raccontata da Giovanni Boccaccio nel Decamerone, una giovane aspirante cavaliera di nome Aeta insegue i banditi che hanno rapito l’unica persona che le è rimasta dopo la morte dei genitori, l’amica (solo amica?) Bianca. Inizia così il videogioco 1348 Ex Voto dello studio italiano Sedleo, pubblicato da Dear Villagers, in uscita il 12 marzo per PC e PlayStation 5 ma da noi giocato in anteprima. Un viaggio dalla Calabria fino alla Toscana attraverso il Lazio, in un Medioevo brutale in cui Aeta deve farsi strada a colpi di spada. Ma già prima dell’uscita, 1348 Ex Voto è stato al centro di molte polemiche a causa delle sue protagoniste, che qualcuno considera troppo queer.

La recensione del videogioco queer italiano 1348 Ex Voto di Sedleo e Dear Villagers, oggetto di attacchi omotransfobi

Il Medioevo queer di 1348 Ex Voto

Aeta è infatti interpretata dall’attorǝ non binariǝ Alby Baldwin, che la ha doppiata e ha recitato per la motion capture dei suoi movimenti, e il personaggio sfuma i confini tra ruoli di genere maschili e femminili, identificandosi come donna e cavaliere. Bianca è invece più convenzionalmente femminile, ma è comunque interpretata da Jennifer English, attrice dichiaratamente queer e al momento uno dei nomi più in vista del settore per il suo lavoro nei videogiochi Baldur’s Gate 3 di Larian Studios e Clair Obscur: Expedition 33 di Sandfall Interactive e Kepler Interactive.

Che 1348 Ex Voto sia un videogioco in qualche modo queer è esplicitato anche nel suo materiale promozionale. In un dietro le quinte, English ha per esempio dichiarato di avere “una forte passione per raccontare storie LGBTQ+”. Ma a dire il vero questo elemento è alla fine piuttosto secondario, e anche l’aspetto sentimentale della relazione tra le due ragazze non viene esplorato. Nel videogioco c’è in generale poco o nulla sull’esperienza specifica di una persona queer, o di una persona queer nell’Italia medievale.

Ma questo vuol dire che 1348 Ex Voto è almeno un po’ diverso da tante altre storie che vengono raccontate sulle comunità LGBTQIA+, come English ha affermato nello stesso dietro le quinte. “Non è una storia di coming out. Non è la solita faccenda. Il desiderio, il rimpianto, tutti i casini e le difficoltà di una relazione… non sono questi i loro problemi. Il loro problema sono le circostanze. È una cosa che non ho visto spesso nei videogiochi, o in generale nei media”.

La relazione tra Aeta e Bianca è solo qualcosa che c’è, come del resto potrebbe esserci una relazione eterosessuale tra persone perfettamente cisgenere. Da questo punto di vista, è il genere di opera che chiediamo quando diciamo che non dovrebbe servire sempre un motivo per inserire un personaggio gay in una storia, e che una storia con un personaggio gay non dovrebbe sempre essere sul suo essere gay. 1348 Ex Voto è infatti soprattutto una storia interattiva sulla fine del mondo, o almeno sulla fine di un mondo, perché parla della fine della nobiltà e del codice cavalleresco (la stessa fine lamentata da Dante nella Divina Commedia). Nel videogioco, Aeta rappresenta o almeno vorrebbe rappresentare questi antichi valori feudali, è una specie di Doña Chisciotte cresciuta con le storie di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda. Ma ora è costretta a confrontarsi con una società che sta cambiando, con nuove classi sociali che premono per avere il loro spazio e con la differenza tra i suoi ideali astratti e la vita reale. È significativo che nella parte centrale del videogioco dobbiamo attraversare anche le rovine dell’Impero romano, cioè ciò che resta del mondo ancora precedente a quello che ora sta finendo. In 1348 Ex Voto due ragazzine devono attraversare un’apocalisse, e forse sono innamorate l’una dell’altra, ma non è questo il punto.

La recensione del videogioco queer italiano 1348 Ex Voto di Sedleo e Dear Villagers, oggetto di attacchi omotransfobi

Gli attacchi omotransfobi contro 1348 Ex Voto

Nonostante non parli principalmente di omosessualità o di gender queerness, 1348 Ex Voto è stato attaccato dallǝ content creator conservatrici occidentali. Il 19 gennaio, l’account su X (già Twitter) di un altro videogioco medievale, Knight’s Path di Jan Tichota e Aamn Chahrour, ha pubblicato l’immagine di uno dei personaggi femminili che saranno possibili partner sentimentali del protagonista. Nei commenti, una utente ha detto che spera che nel videogioco ci sia anche una qualche “rappresentazione LGBTQ”, e gli sviluppatori hanno risposto che a loro “importano i videogiochi e il divertimento e non le agende moderne”. Cioè, non le attuali questioni politiche e sociali. Pochi giorni dopo, l’account di 1348: Ex Voto ha rovesciato polemicamente l’affermazione di Tichota e Chahrour, invitando le persone ad annotare la data di uscita del videogioco sulla loro “agenda moderna”. E così ha attirato l’attenzione di quella parte del mondo dei videogiochi a cui proprio Tichota e Chahrour si stavano rivolgendo con la loro risposta: le comunità online vicine all’estrema destra di ispirazione statunitense.

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“Non mi sarei mai aspettato che un team di sviluppo italiano si spingesse a tanto” ha detto per esempio il content creator italiano Fabio “Zef92” Cavallari, che ha dedicato al videogioco in un modo o nell’altro ben cinque video in un mese, alternandoli a ulteriori contenuti razzisti e omotransfobi. “La vera inchiesta videoludica”, la definisce Zef92, che è molto arrabbiato perché la protagonista è “brutta come la fame” e che accusa la stampa specializzata di essere stata pagata per parlarne bene e Sedleo di aver ricevuto dei “fondi apposta”.

La recensione del videogioco queer italiano 1348 Ex Voto di Sedleo e Dear Villagers, oggetto di attacchi omotransfobi

“Gli sviluppatori e i publisher”, dice Zef92 in un altro video ripetendo una diffusa teoria, “strumentalizzano le minoranze di genere per ottenere tornaconti economici. Abbiamo capito il discorso? I fondi, gli aiutini… e Sedleo, insieme a Dear Villagers, ne hanno ottenuti assai, perché probabilmente grazie ai fondi di investimento proposti dall’Europa hanno preso diversi milioni di euro”. Quello che Sedleo ha preso, come pubblicamente visibile sul sito della Direzione generale cinema e audiovisivo del ministero della cultura, è un “credito d’imposta” (tax credit) come opera audiovisiva. In Italia i videogiochi, come i film e i videoclip, hanno diritto a richiedere l’accesso a questa misura, che in sostanza fa risparmiare un po’ di tasse. Per completezza: chi scrive ha fatto parte della commissione ministeriale che ha valutato il progetto di Sedleo e gli ha riconosciuto il “valore culturale” necessario per ricevere il tax credit.

Andando invece all’estero, il canale YouTube statunitense Vara Dark ha per esempio dedicato a 1348 Ex Voto 14 video (!) in un solo mese, tra le altre cose attaccando Sedleo e Dear Villagers per aver chiuso alcune discussioni nei forum dedicati al videogioco sull’importante piattaforma di distribuzione Steam. “Gli sviluppatori di 1348 Ex Voto CI SILENZIANO” intitola un video, con abbondanza di maiuscole. E la sua versione di prova gratuita è stata giocata in diretta sulla piattaforma di live-streaming Twitch dall’attuale re dell’estrema destra videoludica, Zachariah “Asmongold” Hoyt. 4,46 milioni di follower su YouTube per ascoltare opinioni come “ogni bambinǝ trans è una vittima di genitori mentalmente malati”.

La recensione del videogioco queer italiano 1348 Ex Voto di Sedleo e Dear Villagers, oggetto di attacchi omotransfobi

Una delle critiche più diffuse è che il videogioco non sia “storicamente accurato” perché nel Medioevo non esistevano cavaliere lesbiche e una ragazzina ancora inesperta non potrebbe combattere contro uomini adulti. Ma il Medioevo di 1348 Ex Voto è chiaramente di fantasia, è un’esagerazione, una stilizzazione: anche le sue ambientazioni sono ispirate a borghi e città italiane, ma non riproducono fedelmente dei posti reali. E da secoli la narrativa racconta di cavaliere e guerriere medievali. Pensiamo a Bradamante nell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. O a Clorinda nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Soprattutto, queste critiche ignorano il fatto che la Storia non possa che essere oggetto di interpretazione e reinterpretazione. La favoleggiata “accuratezza storica” non esiste, è solo un modo per fingere che le narrazioni ciseteronormative (e bianche, neurotipiche, capitaliste…) siano neutrali, siano lo standard a cui tutte le altre storie devono rapportarsi.

Immagine di copertina: Key art di 1348 Ex Voto di Sedleo e Dear Villagers. Immagine dal press kit

© Riproduzione riservata.

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