Unioni civili col maxi emendamento? Pro o contro? Interviene il noto scrittore Alessandro Golinelli.

Banchetto di nozze: ecco perché dobbiamo festeggiare - Alessandro golinelli intervista - Gay.it

In questi giorni non sono intervenuto sulle unioni civili perché volevo capire a quale risultato si sarebbe giunti e perché prevaleva l’amarezza. A scanso di equivoci, quando si commette un’ingiustizia, e lo stralcio della Step Child Adoption, è un ingiustizia, non si può che non rimanere avviliti. Però mi hanno amareggiato quasi di più le reazioni spesso isteriche di molti e di molte associazioni che gridano al tradimento, che giudicano questa legge infame, senza nemmeno averla letta, e che, spesso solo per puri interessi di parte (vedi grillini o anti renziani di sinistra) sputano su un risultato storico e importantissimo per la comunità gay, perché per la prima volta ci sarà una legge che vede riconosciuta la nostra unione e permetterà a molte coppie di vivere assi meglio la loro condizione. Una legge che non si è riuscita a fare nemmeno quando al governo c’era anche Rifondazione Comunista, con Prodi. E una legge ottenuta, grazie a Renzi, dopo che il PD di Bersani e Sel hanno perso le elezioni, anche perché molti gay hanno votato i grillini o a destra.

Se le ultime elezioni non fossero andate come sono andate magari si poteva pretendere di più, ma quelli sono i numeri del PD al senato, e non ci sarebbe nemmeno stato Renzi al governo, ma Bersani. Ma la Storia non la si fa con i se, e nemmeno la si può cambiare su facebook. E’ però un errore madornale, anche in vista di lotte future, perché c’è ancora da lavorare, far passare una vittoria per una sconfitta. E’ anzi gridando vittoria, facendo vedere agli italiani, tutti, che ci siamo, che ci uniremo civilmente, che festeggeremo le nostre unioni come matrimoni che cambieremo in meglio questa società.

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A tutti coloro che gridano allo scandalo e che spesso cercano difetti anche quando non ce ne sono (falso che sia stata tolta la pensione di reversibilità, falso che escludere la fedeltà di coppia sia uno stratagemma per impedire le adozioni) vorrei dire: non è il matrimonio, ma lo sapevamo anche prima, o no? E per quanto io sia contrario al matrimonio come istituzione, sono disposto a lottare perché prima o poi in Italia, si dica, il matrimonio vale anche per persone dello stesso sesso, per una questione di principio, e perché se qualcuno vuole sposarsi ha il diritto di farlo. Ora abbiamo le unioni civili, però, come in Francia, e vi ricordo che in molti paesi più “civili” del nostro, si è arrivati al matrimonio solo dopo questo primo passo (in Finlandia solo una settimana fa). Credo poi che sarebbe giusto dare anche agli etero la possibilità di evitare il matrimonio pur con un legame di coppia che tuteli entrambi i partner.

Non avere il matrimonio ci fa sentire inferiori? No, io non mi sento inferiore a nessuno, anzi oggi mi sento meno discriminato e con delle possibilità in più di vivere al meglio il mio rapporto di coppia.

Bisogna fare i conti con la realtà: pretendere che in Italia – ma avete ascoltato il livello del dibattito? – nella nostra società si arrivasse di botto a superare tutti gli ostacoli, per quanto bello, era forse utopico, e comunque anche con la Step Child Adoption, non ci si sarebbe arrivati.

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Però anche su questa benedetta adozione del figliastro si dovrebbe fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto di quale figliastro stiamo parlando? Non del figlio avuto da precedenti matrimoni, perché l’adozione, nel caso, è possibile, anche tra coppie sposate, se e solo sé il figlio del precedente matrimonio non ha un altro genitore (ex marito o ex moglie che sia) che lo riconosce. Ciò non impedisce a molte coppie in secondo matrimonio di allevare i figli del primo come propri. Quindi soltanto da un eventuale figlio di cui sia sconosciuta o disconosciuta la paternità o la maternità: quindi o nato in provetta o da un utero in prestito se non in affitto. Il che va benissimo, naturalmente, ma anche questo è comunque un diritto estremamente parziale, perché non consente a coppie gay che non hanno le centinaia di migliaia di euro per pagarsi un figlio, di adottarne uno. Quindi se si volesse essere davvero corretti, sarebbe oltremodo ingiusto consentire solo la Step Child e non l’adozione tout court, che a mio parere è ciò che dobbiamo pretendere.

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Chi dice o tutto niente, sbaglia non solo perché la politica si fa anche, ahimè, con piccoli passi, ma anche perché comunque questo non era tutto. Certo, qualche centinaia di famiglie arcobaleno, si troverà a dover ancora lottare in tribunale e non solo, e avranno il nostro appoggio. Ma parliamoci chiaro, sono proprio qualche centinaio, e non è nemmeno giusto che pretendano che milioni di gay e lesbiche non debbano veder riconosciuto in alcun modo il loro legame, perché non è il modo perfetto per loro. Mi spiace dirlo, ma a scanso di ipocrisie, c’è, in alcuni atteggiamenti di genitori arcobaleno una tale arroganza e presunta superiorità morale, in quanto coppie gay o lesbiche con figli, in quanto famiglie da Mulino Bianco, che fa davvero vomitare, perché è altrettanto cattofascista come quello del Family Day. E sinceramente, per dirla tutta, a me l’obbligo della fedeltà faceva ridere prima, e mi fa piacere che sia stato tolto, perché è un concetto cattolico e perbenista di vedere un legame di coppia, nonché il frutto di un’idea di Stato padre che determina la moralità di un rapporto.

Qualcuno sostiene che questa legge sancisce che siamo figli di un Dio minore, come dice il Manifesto: è vero, perché non è il matrimonio, ma allora avrebbero dovuto opporsi fin da subito e gridare ora al tradimento non ha senso, perché anche con la step child lo avrebbe comunque decretato. Ma sancisce però che siamo meno inferiori di prima, rendetevene conto. E come ho già detto più volte apre una breccia nel muro, che ora siamo noi a dover allargare. Chi sognava che avremmo finito di lottare, o di vivere in Svezia, beh, è rimasto deluso, ma forse è anche il momento che cresca un po’.

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Un ultima cosa: è orribile che alcuni militanti taccino di tradimento, di infamia altri militanti solo perché la pensano diversamente, solo perché sono contenti di un risultato storico, anche se parziale, e dopo questo post qualcuno lo dirà sicuramente anche di me. Vorrei ricordare però, ad alcuni militanti dell’ultima ora, che c’è chi tra quelli che voi offendete che si è speso da anni perché si arrivasse a qualcosa. E che un risultato alla fine lo ha ottenuto. Chi grida tutto o niente risultati non ne ottiene mai, se non quello di sentirsi migliore degli altri, e non lo è: è solo più narcisista.

Vorrei che da domani, si cominciasse invece a festeggiare, a celebrare unioni, e a organizzare pranzi e cene di nozze.

di Alessandro Golinelli

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