Il Presidente della Romania Klaus Iohannis mercoledi scorso, 19 ottobre, in un discorso ufficiale, ha voluto lanciare un appello per la tolleranza e l’accettazione delle minoranze. Iohannis ha detto: “è importante ripetere una cosa in cui credo: dovete tornare alla accettazione degli altri. Io credo nella tolleranza, nella fiducia e nel dialogo tra le persone.

Il primo ministro rumeno Dacian Ciolos gli ha risposto qualche giorno dopo ribadendo il suo incondizionato sostegno alla famiglia tradizionale. La contrapposizione è nata dal fatto che tra qualche settimana il Paese sarà chiamato a esprimersi mediante un referendum per vietare il matrimonio per le persone LGBT. Più di tre milioni di persone hanno firmato la richiesta di referendum promossa dai gruppi religiosi attraverso una “Coalizione per la Famiglia”: lo scopo è che venga stabilito che il matrimonio può essere solo tra un uomo e una donna.

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Vlad Viski, presidente di MozaiQ, organizzazione LGBT rumena, ha dichiarato che Klaus Iohannis è il primo politico a sostenere apertamente una posizione che non sia quella pro famiglia tradizionale, anche se nel suo discorso manca qualsiasi riferimento diretto alle persone LGBT. Infatti migliaia di rumeni hanno condannato le parole di Iohannis, ribadendo il clima di omofobia e di odio che imperversa nel paese a causa della questione.
La Coalizione per la Famiglia, se risulterà vittoriosa alle urne, ha già pronta una azione per vietare la pornografia nel paese, abolire la legge sull’aborto e quella sull’educazione sessuale nelle scuole.

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