Tutti in ‘frociera’! Le crociere gay, destinate esclusivamente a un pubblico omosessuale, stanno prendendo sempre più il largo: proprio noi di Gay.it avevamo organizzato nel 2009 la memorabile REvuelta, la prima crociera gay, quattro giorni straordinari da Civitavecchia alla Spagna a bordo della Cruise-Barcelona delle Grimaldi Lines con ospiti vip quali Fabio Canino, Paolo Tuci e le star del porno Carlo Masi e Adam Champ.
Un’occasione per ritrovarsi, divertirsi ma anche riflettere insieme su che cosa significa davvero comunità gay quando si convive in spazi ristretti per rilassarsi, certo, ma anche per discutere insieme su dove sta andando il movimento LGBT.

In un’atmosfera testosteronica dove il sesso è il perno dell’intera vacanza – il doc inizia con un notevole nudo integrale posteriore – il regista si concentra su cinque personaggi dal vissuto molto diverso: il 24enne polacco Marek, polposo culturista, si lamenta perché “vorrebbe trovare l’amore e non essere trattato come il prodotto di un supermercato”; il 32enne indiano Dipankar racconta il matrimonio etero combinato nel suo Paese dalla cui trappola è fuggito per poter vivere liberamente la propria sessualità ma scopre di sentirsi solo come non mai nonostante le migliaia di maschi che lo circondano; il francese 47enne Philippe vive su una sedia a rotelle da vent’anni a causa delle conseguenze di una meningite (“in cinque minuti, da quando è apparsa la carrozzella trascinata da un’infermiera, ho perso amici e parenti”) ma ringrazia il suo compagno che gli ha salvato la vita; il 31enne palestinese Ramzi è scappato dalle persecuzioni della polizia in patria e ha messo radici in Belgio;
il fotografo austriaco 42enne Martin – la testimonianza più toccante – racconta di come abbia riscoperto il gusto della vita da sieropositivo grazie ai nuovi farmaci (“La Spada di Damocle non era più lassù”) grazie alla consapevolezza del valore del tempo “da non sprecare più, nemmeno un attimo” mentre si rimpiange “un’intera generazione di anime belle che è stata portata via”.

La scena più bella ha qualcosa di felliniano e gender (più la seconda): per una serata, tutti i partecipanti si vestono da donna e invadono ponti e cabine con reggiseni che celano a fatica pettorali da urlo, parrucche himalayane, tacchi a stiletto – c’è pure la corsa sui tacchi a cui partecipa anche il signore francese sulla sedia a rotelle. L’improbabile gineceo en travesti sembra una passerella da ‘F-Otto e mezzo’, ci si adocchia desiderosi sbirciando sotto i costumi irresistibili (c’è una magnifica Madonna nera con velo lunghissimo e volto coperto), un Carnevale Infinito per rimuovere omofobia e drammi quotidiani, almeno per una sera.
La nave attracca a Barcellona per riprendere poi il largo, resta soprattutto la malinconia, “la farce est jouée”: dove sta andando questo bastimento queer che altro non è che la comunità gay?






Ma come? Non aveva detto che bisognava accogliere con amore gli omosessuali? Ha paura che Le svelino l'esistenza dell'orgasmo prostatico?
Non mi interessa io il mondo non lo divido in etero e gay ma in persone interessanti o meno per me
Invece ti farebbe bene... una nave di froci con l'ormone a mille, michie dure... e tu a pecora mentre succhi nerchie come un Hoover mentre da dietro, a turno, ti sfondano il culo... ti farebbe bene, davvero.